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Monthly Archives: dicembre 2015

PICCOLI CERCATORI DI POESIA

Laboratorio Caviardage all’interno di una festa di compleanno per bambini

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Quando la mamma di un bambino di otto anni mi ha chiesto di tenere un piccolo laboratorio di Caviardage all’interno della festa di compleanno di suo figlio ho subito risposto: “Si!”. Io non avevo mai pensato di portare questo metodo, di cui sono diventata formatrice lo scorso Agosto, fuori dai laboratori e mi è subito piaciuto l’idea. Perché lasciare questa meravigliosa possibilità espressiva al solo contesto scolastico o a quello strutturato dei laboratori?
Ho apprezzato moltissimo il desiderio di questa mamma che voleva regalare qualcosa di più di giochi e palloncini (non che questi non abbiano la loro importanza!) a suo figlio e agli altri invitati.
Dopo l’entusiasmo iniziale è arrivato anche un dubbio: “riuscirò ad appassionare alla poesia i bambini che arrivano ad una festa pensando di correre e giocare liberamente, diversamente da quando entrano in classe?”. Ma le sfide mi piacciono e, sapendo che per la festa era prevista un’animazione da parte di professionisti, ho deciso di provarci.
Sabato 14 novembre 2015 i bambini, invitati da Marco nella sala parrocchiale per festeggiare il suo compleanno, hanno trovato ad attenderli me, alcune fotocopie della sua canzone preferita tradotta in italiano, carta, forbici, colori, cartoncini e due animatori a cui avevo precedentemente spiegato l’attività che stavo per proporre.
Come sempre accade i bambini sanno come stupirmi! Mai mi sarei immaginata tanto entusiasmo e disponibilità a giocare con le parole.
Ai primi arrivati ho dato un cartoncino e chiesto loro di scriverci sopra: CERCATORE/CERCATRICE DI POESIA con il loro nome e dato una fotocopia della canzone con un paio di forbici. Ho spiegato loro che tra tutte le parole che avevano tra le mani sicuramente c’era la loro poesia…andava solo cercata ed incollata sul cartoncino per poterla portare a casa come un trofeo. Ho deciso di proporre l’attività senza aspettare che fossero presenti tutti gli invitati e di ripetere le istruzioni ogni volta che si aggiungevano nuovi bambini. Questo per evitare che i primi arrivati si annoiassero in attesa degli altri, ottenendo anche l’effetto di suscitare la curiosità di chi, entrando, trovava i suoi amici sommersi da una montagna di parole! “Che fate? Voglio farlo anche io!”.

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I bambini sono grandi maestri: vivono nel presente, sanno giocare seriamente e sono capaci di comporre una poesia dolcissima e poi correre a rotolarsi in terra.

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Claudia Brunetti

Il mio sabato romano, alla ricerca della bellezza. Di Federica Cerami

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Alla ricerca della bellezza
Federica Cerami

Cronaca del mio sabato romano in cerca di nuove sperimentazioni artistiche.
Laura mi porta da Panella, una panetteria diventata un tempio del gusto che coniuga la tradizione con la sperimentazione.
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Mi sono quasi commossa per la bontà dei piatti e per l’eleganza con la quale ci sono stati serviti.

 

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Il tempo vola, si è fatto tardi, prendo il 714 in direzione Porta Metronia, attraverso un varco e finisco in una libreria, all’interno di un gruppo composto in parti uguali da adulti e bambini.

 

 

Ci hanno spiegato e fatto provare il Metodo Cavardage per oltre due ore: una esperienza divertente ed emozionante alla ricerca della nostra poesia nascosta.
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Questo metodo, che rientra a pieno titolo negli strumenti dell’arteterapia, riesce con poco a portarti ad un ascolto emozionale molto forte, proiettando sulla tua pagina i segni e le parole che, in qualche modo, parlano di te e del tuo essere qui ed ora.

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È ora di rientrare alla base.
Raggiungo la stazione percorrendo tutta la strada a piedi e ripetendo mentalmente tutti i passaggi creativi del mio pomeriggio.
È stata proprio una gran bella giornata.

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MI PRESENTO

Mi chiamo Federica Cerami, vivo a Napoli e mi occupo di fotografia.

Mi sono laureata in Architettura anni fa a Venezia con una tesi che analizza il ruolo dello strumento fotografico nella lettura del territorio urbano.

Da circa 18 anni insegno “storia e comunicazione fotografia” ad una utenza diversificata, che comprende anche gli architetti, e da circa 10 anni curo mostre di fotografia ed organizzo eventi fotografici.

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Guardo alla fotografia cercando sempre di conoscere il suo autore; mi interessa l’aspetto umano e comunicativo della fotografia, perché lo considero l’elemento fondante del processo fotografico che va ben oltre le questioni tecniche.

Mi piace pensare che la fotografia lasci una impronta, un segno quasi indelebile che parla del suo autore ma al tempo stesso parla anche del suo spettatore.

12316521_10207082350470112_7186271764121860959_nLe fotografie raccontano storie di vita e costruiscono ponti tra le persone.

Ho sperimentato su di me come la fotografia possa essere utile in alcuni momenti della vita nei quali, per un determinato motivo, ci distraiamo da noi stessi: la fotografia infatti, ricondurci al nostro intimo sentire e a collegare quelli che Henry Cartier Bresson considerava i tre elementi del processo fotografico: occhio, mente e cuore.

Attualmente sono in formazione come arte terapeuta nella scuola Napoletana ARTITERAPEUTICHE e da 2 anni curo ed insegno in laboratori fotografici rivolti al sociale: sono convinta che le tecniche dell’arte terapia e della fotografia terapeutica possano dare un enorme contributo per aumentare la consapevolezza ed inoltre, contribuiscono a dare benessere a chi, per un qualsiasi motivo resta fuori dai processi sociali, lavorativi ed umani.