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Monthly Archives: marzo 2016

Il Liceo Classico di Molfetta celebra la Giornata mondiale della poesia con la tecnica del caviardage

Ricevo la seguente mail:

Sono Lella Salvemini, insegno al Liceo Classico di Molfetta, dove quest’anno, seguendo la vostra indicazione, abbiamo celebrato la Giornata mondiale della poesia con la tecnica del caviardage.
In allegato troverete una breve descrizione della Giornata e delle foto.
Ho supposto che vi potesse interessare per il sito.
Grazie.
Lella

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Seminario Intensivo per formatori in Metodo Caviardage – V Ed. agosto 2016

Seminario Caviardage agosto 2016

Sono aperte le iscrizioni per il V Seminario dedicato ai formatori in metodologia Caviardage.

Tre giorni di incontri e laboratori esperienziali per apprendere le tecniche di scrittura creativa poetica che sono alla base del Metodo Caviardage.
Il seminario è stato creato affinchè i nuovi formatori possano comprendere la filosofia del Metodo Caviardage direttamente da chi lo ha creato per poi trasferire in maniera corretta e completa le tecniche apprese.

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La sfida del 21 marzo 2016: le vostre foto in galleria

Poesie realizzate in classe con l’insegnante Giovanna Palumbo e liberate al Parco di Villa Litta a Linate

Lavori eseguiti dagli alunni della Scuola Media I.C. Minozzi Festa di Matera, insegnante Daniela Lemma

Lavori eseguiti dagli alunni delle classi Prime, seconde e terze dell’Istituto Alberghiero (IPSEOA) “Karol Wojtyla” di Castrovillari in provincia di Cosenza sotto la guida della docente di lettere, professoressa Ines Ferrante’

Lavori eseguiti da studenti di Potenza.

Da Angela Pia Fuscaldi (Insegnante certificata in Metodologia Caviardage)


I lavori di mamma Angela e Rossana (10 anni) di Potenza . Angela Girolamo è insegnante certificata in Metodologia Caviardage.

Foto inviate dall’insegnante Carnovale: I.C. Minozzi- Festa di Matera – Scuola media

Ecco le prime foto della sfida partita da questo sito per la giornata mondiale della poesia 2016. Sono state inviate da chi ha creato e liberato le poesie.

Chi le troverà? Riceveremo una nuova foto? Staremo a vedere!

 

Claudia Buda in galleria.

Il Caviardage è capacità di vedere. Giovanna Palumbo

Il Caviardage è capacità di vedere

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Il mio percorso nell’universo del Caviardage è appena cominciato. Solo un mese fa ho vissuto l’esperienza del workshop a Milano tenuto da Rosa Santoro, poi la sperimentazione personale, le riflessioni e il coinvolgimento di alcune colleghe e dei ragazzi con cui lavoro.

Piccole sfide giocose, divertenti, insomma una serie di stimoli eccitanti e freschi. Una vera esaltazione dell’anima.

 

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Poi, ieri sera è accaduto qualcosa che l’anima me l’ha stretta forte. Ieri è stata una giornata in cui mi sono sentita profondamente cieca e impotente. Cieca perché non riuscivo a vedere, con grande frustrazione, ciò che stavo dipingendo, cieca perché non riuscivo a percepire l’affetto di una persona cara, impotente perché una serie di notizie sui miei allievi di 11 anni mi aveva turbata e preoccupata.
Ho cancellato con una mano di blu il dipinto, ho chiuso il cellulare e ho preso la busta dei miei ritagli di giornali e di fotografie. Mi è capitata tra le mani una pagina che avevo strappato qualche giorno fa da un vecchio libro. Ho pensato di realizzare il caviardage che avevo rimandato, così mi sono messa in ascolto delle parole che guardavo. Quello che ne è venuto fuori è stato istintivo:
“La sua ombra minaccia la mia mente”.
Al momento mi è sembrata solo una frase cupa, specchio del mio umore. Ho lavorato intorno alle parole con un pennarello nero ed ho iniziato il collage che volevo cucire intorno a quella frase. Ho preso tre immagini, la Bambina di casa Redetti di G. B. Moroni, il ritaglio di una foto di un uomo dal volto severo e ambiguo e la foto di una ragazza a seno nudo intenta a farsi un selfie provocante. Cronache di vita.20160304_234633-1
Ho incollato, ho guardato ed ho visto! Ho visto qualcosa che non avevo previsto!
Ho visto la schiavitù di una mente sottomessa dall’ombra di un affetto ricercato. Il timore, il senso di colpa, la deviazione che un affetto malato può provocare. Ho pensato a me, ai miei bambini deprivati da adulti a loro volta schiacciati da ombre interiori mostruose.
Mi sono spaventata e meravigliata di ciò che avevo realizzato. Una catena di associazioni di pensieri e di sensazioni silenti, partite da una frase, da un caviardage. Ero davvero sorpresa e avevo bisogno di comunicarlo a Tina Festa che sta facendo, con le sue collaboratrici, un lavoro immane per radicare sempre più questo metodo.

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Lo sento vicino al mio mondo interiore e credo davvero possa portare un contributo importante in diverse sfere educative ed emozionali.

Il Caviardage, infatti, utilizzando due mezzi estremamente dirompenti come la parola e il gesto artistico, è in grado di creare meandri, percorsi, intrecci che avviluppano l’anima, ma poi la lasciano libera di risolvere rebus altrimenti malcelati.
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Il Caviardage è capacità di vedere e tutti noi abbiamo bisogno di guardarci dentro per comprendere meglio il nostro fuori.

 

Giovanna Palumbo

Diario visivo-poetico – Rosa Santoro

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Circa un’anno fa, durante il 2° seminario di formazione nel metodo caviardage, sono venuta a conoscenza dell’altered book durante l’intervento fatto da Gabriella Costa che nell’occasione ha proposto attività su libri di fiabe ma ha affermato che era possibile fare la stessa cosa sIMG_20160224_103714u tutti i tipi di libri. Ci ha proposto di modificare il libro con diverse tecniche artistiche ma principalmente attraverso il metodo caviardage, trovando così la poesia in ogni pagina. Tutto ciò mi ha fatto pensare molto. In arteterapia si consiglia sempre di avere un diario visivo, un diario principalmente di immagini in cui ogni tanto si può anche scrivere. Ed ecco che sono giunta alla conclusione che il diario visivo potIMG_20160224_103812eva arricchirsi ancora di più con il metodo caviardage ed ottenere il diario visivo –poetico.

Chi di noi non ha mai scritto un diario? Alle volte scrivere le parole delle nostre emozioni o raccontare la nostra giornata risulta davvero difficile ed ecco che il metodo caviardage ci aiuta in questo, facendoci creare un piccolo componimento poetico.

Come ho già detto in un mio precedente contributo, il metodo caviardage è un ottimo strumento in arteterapia per guardarsi dentro, questo porta al fatto che trovare la poesia nascosta parla di noi, e in un diario visivo- poetico questo è evidente grazie al pregio della delicatezzIMG_20160224_104222a insita nel metodo.

Le parole unite all’immagine sono di un effetto incredibile ed aiutano. Il risultato ottenuto, è bello da vedere ma lo è anche per noi, nell’anima e nel cuore, perchè ci  permette e ci aiuta a parlare di noi e di ciò che abbiamo dentro.

Io lo utilizzo in arteterapia con pazienti singoli e con persone che partecipano ai miei gruppi di lavoro: il diario mi permette di cIMG_20160224_103941apire e sapere cosa è successo in ognuno tra un’incontro e l’altro.

Il diario visivo-poetico è un’ottima pratica personale. Anche io personalmente ci passo ore, facendo uscire sempre qualcosa che parla di me e di come mi sento, peIMG_20160224_103751rché la poesia è mia, è parte di me e di ciòche ho nel cuore.  Il metodo caviardage ha il merito di agevolare questo racconto di noi.

In questo ultimo anno ho già creato due altered book utilizzando un libro che mi sta molto a cuore, Alice nel paese delle meraviglie, in due versioIMG_20160224_104049ni diverse: ognuno dei due parla dell’anno appena trascorso , e di ciò che mi è capitato.

E’ forse l’unica modalità di diario che riesco a portare a termine e comprendo ogni giorno di più le grandi potenzialità di questo strumento che ovviamente non è solo per “addetti ai lavori” ma anche utile a livello personale: è come dedicarsi del tempo creativamente con serenità, liberando ciò che si ha dentro. Ognuno può decidere se  far leggere il diario visivo opIMG_20160224_103828pure no!

Io condivido solo alcune delle pagine presenti nel diario visivo-poetico mentre altre sono molto personali e le tengo per me anche se può sembrae egoistico, cosa che credo  in piccoli dosi faccia bene a noi stessi.

E come creare delle piccole opere d’arte personali e quindi possiamo reputarli dei “libri d’artista” che sono impregnati di noi.

Mi sto apprestando ad iniziare il prossimo sulle pagine di Orgoglio e pregiudizio…chissà di quali emozioni e storie si riempirà!!

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