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Monthly Archives: novembre 2016

Il Caviardage in Fiera della Piccola e Media Editoria a Roma

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A tutti gli appassionati del Caviardage di Roma e dintorni!

Per chi volesse acquistare il libro Caviardage, da mercoledì 7 a domenica 11 dicembre 2016, la casa editrice Diotima srl sarà presente con il suo marchio editoriale Altrimedia edizioni alla Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma.

Per l’occasione tutti i libri in catalogo saranno acquistabili in Fiera con uno sconto del 10%. E’ un’occasione ghiotta, approfittatene!

Tutte le info qui: http://www.plpl.it/espositore/altrimedia-edizioni/#

 

Sulla scia delle emozioni

di Giancarla Colombo

“Ho condotto il mio primo laboratorio di Caviardage da formatrice, ed è stato come volare sopra il mare…”   


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Questa sopra è la frase di inizio del mio saluto emozionato e conclusivo, rivolto alle splendide otto donne che hanno partecipato alla “pesca d’altura” di tesori, alla quale, sulla scia delle emozioni ho aggiunto:

“non so se riuscirò a dirvi quanto mi avete dato con le vostre restituzioni ME-RA-VI-GLIO-SE, emozionanti, da brividi dolci e avvolgenti; sappiate  che  mi avete ricaricata di valori indescrivibilmente alti ed il sentimento che prevale in me in questo momento è la gratitudine, tanta, ricca e bella gratitudine”.

E ancora, e sempre più emozionata ho aggiunto:

Mentre voi cercavate i bagliori intermittenti  delle vostre parole, io , da sopra il vostro mare, ho visto che avete avvistato, ho sentito che avete percepito e fatto vibrare le vostre corde, ho toccato ciò che avete sperimentato con mano e cuore, ho annusato i profumi  che avete odorato, ho assaggiato e gustato “il pescato” scoprendo con voi che si trattava di oro vero e perciò… luccicante”.

E poi ci sono stati saluti, abbracci, risate, foto e tanti ciao, tanti grazie, tanti: è stato bello, tanti: ci sentiamo, ci vediamo… ci contattiamo…sono stati due pomeriggi grandiosi.

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Ma cosa e come si vede dal punto di vista del formatore?

Ebbene, da quel punto di vista lì, io, come ho anticipato nel sottotitolo, vi racconto che ho vissuto l’esperienza come se fossi in volo sopra il mare … la visuale si è allargata, l’orizzonte si è liberato e da quel momento ho vissuto voli morbidi, ondeggianti, ho intravisto sagome di transatlantici, ho assistito ai colori dell’alba e via via, fino al tramonto e poi ancora mi sono lasciata avvolgere dall’imbrunire verso la sera, per riposarmi nel silenzio ovattato della notte.

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Ho  respirato e mi sono lasciata cullare dai venti e dalle brezze, mi sono fidata dell’apertura del mare e ho vissuto: la bonaccia, le ondine, le tempeste, le calme come l’olio… e in prossimità delle  rive ho sentito i canti delle onde esprimersi in movimenti lenti, o a ricciolo schiumoso o alti e flessuosi, o impetuosi.

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Ho avvistato i bagliori, ho assistito alla “pesca consapevole” dei tesori, ho sentito l’allegrezza di chi ha riempito la rete, la felicità di chi ha scoperto che i bagliori vengono da un oro puro che era già lì, depositato sui fondali, per qualche strana mareggiata, e di questo ho apprezzato il confronto e la condivisione emozionante ed emozionata.

Allora, anche dal punto di vista del formatore, posso solo ribadire che quando si è sperimentato il metodo Caviardage di Tina Festa, non si sa cosa può avvenire…potrebbe attecchire dentro di noi e crescere, produrre rami e fiorire e fruttificare, qui, là, su, giù… anche a dismisura, io me lo sento addosso come un’edera rigogliosa e vibrante, pronta a colorirsi con il cambio delle stagioni…

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Alla fine ho consigliato alle splendide otto donne di partecipare al corso per formatori a Matera perché i frutti o i fiori dei semi buoni, se ben coltivati, possono dare solo Bellezza.

Quella vera intendo!

… CREDETEMI…essere formatori è bello.

K

Essere Cercatori di Poesia è… di Raffaella Resnati

iloEssere Cercatori di Poesia è:
• Svelare la Bellezza che c’è in ogni Persona
• Cercare il Bello che accade eternamente dietro la facciata della Vita
• Connettersi al sentire del Cuore
• Allargare gli Orizzonti prima di tutto interiori
• Unire Realtà ed Immaginazione
• Dar voce al proprio Sé Profondo
• Incontrare e ritrovare Sé Stessi
• Condividere il proprio Mondo Interiore ed accogliere quello degli Altri
• Risvegliare e far sbocciare Potenzialità e Talenti
• Riempire le giornate di Attimi Luminosi
• Cogliere la Magia e la Poesia della Vita
• Dar Voce all’Essenza di ogni Cosa
• Sviluppare l’Intuito
• Fermare l’Attimo Presente Personale
• Cogliere l’Attimo Presente Universale
• Essere, semplicemente Essere
• Creare Armonia
• Prendersi Cura di Sé
• Liberare Ricordi e Sogni
• Innamorarsi di Sé
• Andare oltre Sé Stessi
• Sospendere il Giudizio
• Entrare in uno Spazio di Ascolto
• Incontrare le Parole che stiamo Cercando
• Incontrare le Parole che Ci stanno Cercando
• Lasciar fluire le Emozioni e trasformarle
• Sviluppare la Creatività
• Rispettare l’Individualità e la Differenza
• Conoscere i vari Volti della Bellezza
• Abitare il Mondo e non fuggirlo
• Accorgersi di essere Unici ed Irripetibili
• Accorgersi di avere similitudini con gli Altri
• Rinverdire e Nutrire la propria Anima
• Accorgersi di essersi immersi in un mare infinito di Possibilità
• Essere come Bambini alla continua Scoperta del Mondo
• Essere Veri
• Contribuire a diffondere Bellezza, Fiducia e Speranza
• Cercare e trovare Ispirazione
• Divertirsi e Divertire
• Gioire
• Creare un Ponte tra il Dentro e il Fuori
• Facilitare la Chiarificazione Interiore
• Favorire il Benessere e la Crescita Personale
• Seguire il Fluire dell’Esistenza
• Dare Senso e Significato agli Eventi della Vita

• Cogliere e Valorizzare Particolari e Dettagli spesso ignorati
• Decidere con che Parole e Pensieri Nutrire sé stessi e il Mondo
• Accendere la propria Luce interiore e quella degli Altri
• Indagare il Mistero della Vita
• Rinascere in ogni istante
• Contemplare
• Amare
• Essere Vivi nella Vita

E molto molto altro ancora da scoprire e vivere ….

Grazie al Metodo Caviardage per i nuovi colori, sguardi e gioie che mi ha donato e Grazie a Chi, attraverso i suoi Caviardage, mi ha prestato i suoi Occhi e il suo Cuore per guardare il Mondo sotto altri meravigliosi punti di vista arricchendo così tutto il mio Essere.

Raffaella Resnati (Insegnante Certificata in Metodo Caviardage di Tina Festa)

Metodo Caviardage® di Tina Festa e meditazione. Eddy Verzini

c2Fin dal primo esperimento col metodo caviardage ho colto il suo potenziale come strumento di meditazione.
Avendolo più di una volta accennato parlando del metodo caviardage, Tina Festa mi ha chiesto di scrivere qualcosa in merito e, pur considerandomi un “caviaggiatore dilettante” e un meditante solo discreto per metodo e costanza, avendo una sufficiente conoscenza attorno all’argomento, ho accolto di buon grado la proposta.
L’idea, diffusa, che la meditazione sia qualcosa di statico, da praticarsi in posizione seduta, a occhi chiusi e che essa sia uno strumento affine all’emisfero destro del cervello, femminile e sognatore è, sotto diversi punti di vista, solo parzialmente realistica. Abbiamo purtroppo anche la tendenza a considerare la meditazione come retaggio di culture orientali ma, nonostante in quelle zone si siano sviluppate in modo eccellente grazie alla diffusione che vi trovano religioni e filosofie che se ne servono, dovremmo considerare che la meditazione è una pratica assolutamente laica e neutrale rispetto alle credenze religiose.
Che ad essa si voglia dare un obiettivo filosofico, pratico, spirituale, di benessere o di conseguimento materiale è facoltà assoluta del praticante.
Uno dei presupposti per la pratica della meditazione è la fase che nel sistema dell’Ashtanga Yoga descritto negli Yoga Sutra di Patanjali, viene numerata come sesta e chiamata Dharana, che significa “concentrazione”. Chiunque abbia sperimentato il metodo caviardage conosce l’investimento di attenzione che viene rivolto alla pagina strappata.
Un’attenzione prolungata a quello che diviene in quei momenti “l’oggetto di meditazione” sfocia a volte, per un periodo più o meno lungo nel tempo e più o meno intenso per energia, in quello stato che si può considerare di vera e propria meditazione.
La scuola buddhista “tibetana” ritiene che il coinvolgimento contemporaneo di tre princìpi quali “corpo, mente e parola” rivolti all’oggetto scelto per meditare sia effettivamente Dhyana, meditazione. La ripetizione di formule con l’utilizzo di un “rosario” ne è un esempio classico: lo scorrere delle dita sui grani è il coinvolgimento del corpo, la ripetizione verbale o silenziosa della formula è il coinvolgimento della parola come l’attenzione sulla formula lo è della mente. Trovate dei parallelismi con la nostra pratica del metodo caviardage? Utilizzare la matita e tutti gli altri strumenti artistici è indubbiamente il coinvolgimento del corpo. Lo scorrere degli occhi tra i vocaboli che compongono la pagina è la presenza della parola. L’attenzione rivolta alla ricerca di una logica-artistica, di una corretta (dal punto di vista poetico) sintassi è l’investimento della mente.
E’ in quest’ultimo aspetto, il coinvolgimento della mente nella pratica del caviardage, che si trova celato uno dei motivi che enfatizza il suo potenziale meditativo e che lo differenzia da altre che comunque prevedono una prolungata concentrazione (per affinità mi si conceda di citare il cruciverba –col suo matematico, recente, corrispettivo: il sudoku-, o le arti visive).

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Tradizionalmente i momenti più propizi per la meditazione (e per una moltitudine di pratiche spirituali), sono quelli di transizione da una fase a un’altra: all’alba e al tramonto principalmente, a mezzogiorno o mezzanotte (più raramente), ma si pensi anche a quanto vengono celebrati i momenti di passaggio da una stagione a un’altra coi solstizi e gli equinozi o con le celebrazioni di mezza stagione come il primo giorno di febbraio, maggio, agosto […], novembre, senza scordare le fasi lunari… Addirittura si ritiene che il momento principe per i picchi più alti di meditazione sia quello dell’istante tra la fase di inspirazione e l’espirazione. Momenti, quindi, di fugace equilibrio tra realtà opposte e complementari.
Assegnando valenze archetipiche a questi momenti e riconoscendoli come espressioni di aspetti maschili (espirazione, estate, calore, giorno, luce) e femminili (inspirazione, inverno, freddo, notte, buio), è facile trovare il parallelismo con le funzioni dei due emisferi del nostro cervello che sono il terreno in cui la meditazione può germogliare. Essi si dovrebbero trovare in fase di equilibrio e di reciprocità per la realizzazione dello stato di coscienza che viene ricercato attraverso la meditazione.
Sappiamo, grazie alla scienza e, in particolare alle neuroscienze, che i due emisferi hanno capacità complementari e che il destro governa la parte opposta del corpo fisico, è dotato del potenziale artistico, creativo, sognatore… mentre l’emisfero sinistro è lo strumento della razionalità, della logica, del calcolo, et cetera. A mio avviso la pratica del metodo caviardage fa in modo che entrambe queste metà si attivino in modo armonico senza che l’una prevalga sull’altra e che l’opposta si senta mortificata e “messa da parte”, come potrebbe accadere (lo accennavo prima) con altre discipline che enfatizzano l’attività dell’una o dell’altra.

c4Durante l’applicazione del metodo caviardage si alternano, e per brevi momenti si accavallano, sconfinando l’uno nell’altra, l’utilizzo di una parte del cervello per la ricerca delle “belle parole” con l’attivazione dell’altra per l’individuazione delle parti del discorso che occorrono per legarle tra loro, in modo sintatticamente corretto in funzione della loro valenza poetica, metrica, musicale ed estetica. Nella fase successiva, dispensabile ma quasi costante, di costruzione del “fil rouge” (anche se spesso pure le fasi della creazione si alternano e fondono), accade lo stesso.
Rivolgiamo l’attenzione della mente, in modo sincronico: -alla funzione logica, che guida i nostri occhi (e quelli del nostro lettore) in modo razionale e sensato, da un vocabolo scelto all’altro, attraversando quelli che rimangono dormienti sotto i veli di colore più o meno coprente, -a quella creativa, che fa del “filo conduttore” un ghirigoro esteticamente piacevole, armonico e che a volte, addirittura, diventa il tratto facente parte di un disegno più complesso.
Per un effetto speculare mi viene da associare e da considerare amica (in senso pitagorico) del caviardage, la scienza della geometria sacra e la Matematica che la anima. Come per tutte le discipline, anche per il caviardage vale la regola che l’albero si riconosce dai frutti che dà. Io che vivo una leggera tendenza a sviluppare dipendenze piuttosto che a coltivare passioni (sic…) devo stare attento, per esempio, a quanto tempo gli dedico e in che modo. Fare le tre di notte (in realtà il mio record sono le 03.45, ma se ve lo confessassi vi dovrei poi uccidere…) non è certamente sano. Spiare il nuovo “vecchio libro” mentre si è fermi al semaforo… può essere deleterio. Scegliere di disciplinare la pratica, dandole un ritmo, un tempo e assegnandole un setting dignitoso è un po’ come il concetto di “sedersi” come fase stessa del percorso che porta alla meditazione (“Meditazione, teoria e pratica”, Douglas Baker, Edizioni Crisalide) e le dona più efficacia, potenza e bellezza.
Un ulteriore step che conduce all’espansione di coscienza tipica della meditazione è quell’invito che la mia formatrice, Letizia Espanoli, offre di continuo, non solo a proposito del caviardage: -Esci dalla zona di comfort! La sua esortazione a cambiare stile, a lasciare da parte i pennarelli se siamo già eccellenti in quella tecnica, a scegliere l’acquerello se ci sentiamo poco affini a quello, et cetera… è un modo dolce per abbattere quelle griglie mentali che ci costringono in una forma che, se pur ci fa sentire al sicuro, diventa una gabbia per la nostra crescita e la meditazione è anche quello: governo dello strumento “mente” attraverso l’azione consapevole su di essa.

c1Questo è quello che, a oggi, ho potuto sperimentare rispetto alla mia visione del metodo caviardage come strumento di meditazione dinamica e creativa. Mi assumo ogni responsabilità derivante da errori o visione distorta in merito alla meditazione e chiedo scusa ai miei maestri per aver interpretato male le loro parole. Sono certo però che anche un solo beneficio derivante dall’utilizzo meditativo del caviardage sarà un frutto sufficientemente gustoso da far loro scordare le mie inesattezze. Spero di aver risposto in modo adeguato alla proposta di Tina, che ringrazio per l’opportunità, e che quanto ho condiviso possa essere un contributo valido al metodo.

“dal ritrovato poeta che dormiva
nel greto asciutto dell’ispirazione,
a voi tutti, di qua o di là della diga,
auguro di ca-viaggiare leggeri
verso le vostre mète”

Eddy Verzini