In carcere il tempo è fermo, tutti gli orologi nei corridoi sono fermi…per cui il tempo non passa mai.

Lo spazio è asettico e i tempi sono stretti alle 9 si inizia e alle 10:45 finisce tutto, gli agenti sono sempre in zona e controllano a vista d’occhio ogni movimento e le telecamere sono in ogni stanza. Nonostante il clima creato sia di pura libertà all’interno della stanza, questa presenza  visibile ed invisibile diventa ingombrante e ogni tanto i partecipanti ci pensano. I cosiddetti  “meritevoli”, ovvero quelli per cui sussistono le condizioni, riferite alla pena e al comportamento all’interno del carcere, hanno la possibilità di partecipare a dei corsi, tenuto da personale esterno, accuratamente selezionato; ed è in questo contesto, in quello del Carcere di Capanne in provincia di Perugia, ho proposto insieme ad una mia collega Psicologa alcuni incontri di Metodo Caviardage di Tina Festa in un percorso chiamato “Pagine che raccontano”. E’ stata proposta l’attività del metodo caviardage per assonanza, ovvero, nei tempi passati le lettere dei detenuti che parlavano delle cattive condizioni carcerarie in cui vivevano venivano censurate perché lette prima di essere spedite, ora sono loro che censurano, censurano ciò che “non gli serve”, liberando per prima cosa le parole che gli si illuminano agli occhi, così da sentirsi liberi loro stessi tra le sbarre. Il gruppo  è formato da otto partecipanti e loro all’inizio con un po’ di diffidenza iniziano a parlarci di loro, pur nella loro condizione si vede un’ombra di fierezza in loro, quando si descrivono ti dicono il loro nome e cognome, il loro crimine e quanto tempo devono stare lì ancora. Si approcciano al metodo caviardage prima con un po’ di diffidenza ma poi durante il percorso sono sempre più coinvolti, ogni volta sono felici di vederci tanto che ci chiedono di tornare una seconda volta durante la settimana. Durante le settimane passate con loro, attraverso il metodo conosciamo le loro storie, i loro pensieri e le loro emozioni, sempre legate alla situazione che si trovano a vivere, alla mancanza degli affetti più cari e ai loro rimpianti. I caviardage prodotti sono la loro espressione, delicata e potente allo stesso tempo  di sé stessi…sono una finestra sul loro mondo interiore, un aiuto e un sostegno per poter continuare a metterci in contatto con loro. I ragazzi si sono talmente appassionati che tra un incontro e un altro durante la settimana facevano i caviardage sulle riviste ed i giornali, finchè non ho avuto il permesso di regalargli un piccolo libro dove potevano continuare ad utilizzare il metodo caviardage di Tina Festa.  I caviardage prodotti sono serviti persino allo psicoterapeuta che li seguiva, sottolineando la valenza terapeutica di una metodologia così semplice e potente.

Per maggiori informazioni e ulteriori dettagli sono a disposizione, contattatemi!

Dott.ssa Rosa Santoro

Voi non potete

Prendermi

Con forza

Chiede  la libertà

 

 

 

UNA VOCE DAL BUIO

C’era un gran silenzio

E un gran buio là dentro

Quanto tempo passò così?

Chi lo sa!…

Allora sono andato a bussare

Lui non sentiva

Finalmente ha sentito

Ed è venuto ad aprire

Un giorno

Noi riusciamo davvero

A trovare

La felicità