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Monthly Archives: ottobre 2017

Schiudere porte (color amaranto) col Metodo Caviardage

 Train de vie

A Porta Susa dietro ai sorrisi
i fremiti irosi del tuo collo
scomodo nel guinzaglio di una collana
toglitelo e libera le sue corde
in smorfie di stridenti cacofonie
Dopo il museo del cinema
il tuo sorriso non sarà più di plastica
e le borse sotto agli occhi riaccesi
amiche diventeranno nel fluire
delle parole e delle risate.
Mi piacerebbe che le donne giraffa
respirassero attraverso le tele di Modigliani
in un film girato sul treno della vita
e dopo l’albergo delle donne tristi
guarite tornassero da Porta Nuova

(Enrica Paternoster)

Ho scelto di tenere il mio primo corso base di Metodo Caviardage a Torino, città che adoro perché ogni volta che ci vado succede qualcosa di magico ed anche questa volta la magia si è ripresentata.Intanto trovarsi nel piccolo ma ricco atelier di Amaranto è già un’esperienza unica, l’ingresso richiama quello di una libreria o cartoleria d’altri tempi, pavimenti rétro, un’atmosfera vagamente bohémienne, riviste, locandine originali di eventi, un cavallino a dondolo sbucato da chissà quale soffitta, manichini black&white, un abat-jour, una lampada di sale, colori, materiali artistici ben riposti, libri che vorrei avere nella mia libreria, opere d’arte, l’angolo del caffè con quel profumo che si mescola all’odore delle pitture e della carta stampata vecchia non per questo sgradevole, anzi, mista al profumo di incenso…insomma un luogo accogliente che già ti sollecita i sensi da solo, con il MC poi ci vai a nozze, entri in mondo incantato dove ti senti come nel favoloso mondo d’Amélie.

Arrivare in anticipo per allestire la sala, cosa che faccio d’abitudine, si è trasformato in un’esperienza multisensoriale ed emozionante, ritrovare una compagna d’atelier d’arteterapia che non vedevo da anni è stato come cancellare il tempo. Cronos o kairos? Direi proprio kairos, il tempo interiore, quello che serve per sintonizzarsi con l’anima e ciò che ci vuole regalare, “sentirsi a casa”. Portavo con me un tesoro prezioso; anni prima in un atelier di formazione, avevo ricevuto un manufatto, una collana,  e mi pareva il minimo riportarla alla luce li, a ricreare una “bolla sospesa nel cuore”, al tempo stesso ero lì a tenere un corso di poesia creativa, proprio a Torino e quindi la mia presentazione l’ho fatta in poesia, parole nate proprio di ritorno in treno da questa città anni fa. Ero nel luogo giusto con il corso giusto, parole e immagini a disposizione, la mia passione, lingue e linguaggi espressivi lì pronti a metterci in contatto con le nostre emozioni, andando a creare uno spazio di ascolto, prima di sé e poi degli altri partecipanti.

Il MC è un ottimo strumento e i cuori dei partecipanti, tutte operanti nella relazione d’aiuto come counselor, arterapeute, educatrici tranne l’unico uomo presente (fortunato ?!) si sono subito sintonizzati. Complice un ritaglio; per trovare ispirazione prima di un incontro creativo lavoro sempre creando a mia volta qualcosa, per questa occasione avevo realizzato dei piccoli caviardage da articoli di quotidiani e cut up. Mentre li assemblavo incappai nella scritta AMARANTO, in rosso, ecco mi dissi, sono sulla strada giusta, con mia sorpresa ne ebbi la conferma quando raccogliendo da terra il ritaglio mi resi conto che dietro c’era la parola “curarsi”, ero nel flusso, ad Amaranto quel giorno ci siamo tutti presi cura di noi stessi, ci siamo ritagliati una giornata di formazione, acquisizioni teoriche, applicazioni pratiche, esercitazioni, (supportati dalla visione di un video e dall’ascolto di brani musicali soprattutto ho condiviso coi partecipanti quell’ unico e irripetibile primo incontro col metodo con la realizzazione del primo caviardage (guidati da un formatore) ed è stato per me emozionante sentire i distillati poetici e “sentire” di pancia le emozioni suscitate, meravigliarmi di alcune parole illuminate e illuminanti. Conosco per esperienza personale la potenza di questo metodo ma vederla ripresentarsi ogni volta puntualmente mi lascia sempre di stucco e grata di averlo incontrato e di divulgarlo perché è una creazione continua di bellezza, dove la poesia si manifesta in piccoli dettagli quotidiani o in questioni esistenziali che nel qui e ora, per chi è disposto ad accogliere l’esperienza, sono delle vere e proprie epifanie. Succede veramente, parli a pranzo con una partecipante, ti emozioni con lei e l’ora dopo assisti a un piccolo miracolo, vedi emergere dalla carta quel progetto su cui sta lavorando, non è un’invenzione, è scritto a chiare lettere…(e questo non si dimenticherà mai perché in quel preciso momento hai fatto tuo il metodo, che non impari da un libro ma dall’esperienza che fai)

Con le prime esercitazioni, supportate dalla teoria e da opportune indicazioni tutti hanno potuto realizzare la loro opera, andando a scovare la poesia nascosta. Mi sento un po’ una levatrice, facilito come mi ha insegnato Tina Festa, ideatrice del metodo e mia ispiratrice, la nascita delle parole che gli altri serbano e ne sono onorata, ciascuno ha un tesoro immenso e incoraggiare ad accogliere quello che l’attimo propone è fondamentale, tutto ha un senso e quello che esce doveva uscire…nel rispetto dell’unicità di ciascuno, con i suoi tempi e il suo stile.

Prendersi cura del nostro mondo interiore è fondamentale per rilassarci, meditare, fare chiarezza, trovare sollievo, ricevere una intuizione, scoprire risorse talvolta sconosciute, viverci in modo creativo e ri-creativo, lasciarci brillare con le parole che ci chiamano, seguendo i battiti del cuore. Concludere con un caviardage corale è ancora più significativo, è tessere insieme una trama perché noi cercatori di poesia nascosta condividiamo con gratitudine la bellezza, ciascuno col suo filo…intrecciando storie che ci nutrono e arricchiscono.

Possiamo dire di aver trovato una porta nuova? Credo di sì.

 

Enrica Paternoster

Formatrice certificata Metodo Caviardage

METODO CAVIARDAGE® E PRATICHE FILOSOFICHE

METODO CAVIARDAGE® E PRATICHE FILOSOFICHE

di Marta Granata

Negli anni Ottanta due filosofi francesi, Pierre Hadot e Michel Foucault, danno vita ad una serie di studi orientati a reinterpretare la filosofia antica come modo di vivere in quanto capace di trasformare la verità in ethos, ovvero in pratiche e modalità di esistenza.

Sul frontone del tempio di Delfi dedicato ad Apollo si trovava la scritta “conosci te stesso”, principio chiave alla base della formazione dei cittadini greci.

Foucault, ne L’ermeneutica del soggetto, ci ricorda che “il precetto delfico di ‘prendersi cura di se stessi ‘ era, per i greci, uno dei principi basilari della vita nelle città, uno delle regole fondamentali della condotta sociale e personale e dell’arte di vivere”.

In questa cornice utilizzo e propongo il Metodo Caviardage di Tina Festa come pratica di cura. Cura intesa non come ciò che va messo in atto di fronte alla malattia, ma come possibilità di prestare attenzione a noi stessi volgendo lo sguardo sulla nostra vita.

Indicando una modalità dello sguardo, la cura ci dovrebbe appartenere sempre perché sempre noi abbiamo la possibilità di guardare noi stessi, gli altri ed il mondo.

Secondo Hadot “la filosofia consiste nel re-imparare a vedere il mondo con occhi sempre nuovi e meravigliati”.

In questo senso il Metodo Caviardage può aiutarci a re-imparare a vedere il mondo perché le parole che ci chiamano le possiamo ascoltare e assaporare. Sono parole che avevamo dentro e tornano a noi in una forma nuova, raccontandoci qualcosa. Attraverso i Caviardage creiamo connessioni tra parole, tra noi e le parole e tra noi ed il mondo e queste ci trasformano e magari cambiano il nostro modo di vedere le cose offrendoci nuove intuizioni e nuovi sguardi sulla vita.

Il Caviardage in questo senso è un esercizio spirituale ovvero, come ci insegna Hadot, “[una pratica] volta a operare una modificazione e una trasformazione nel soggetto che la pratica”.
Socrate viene spesso ricordato come un “ostetrico sterile di sapienza che non insegna nulla ma aiuta gli altri a generare da se stessi”. Anche la pagina strappata può avere questa funzione: nei Caviardage la pagina è estrapolata dal contesto, dal suo habitat e può non dire nulla. Eppure, quella pagina apparentemente sterile ci permette proprio di fare nascere qualcosa che ha radici dentro di noi.

Illustrazione di Silvia Vailati
FB- Legno e Disegno

 

Piccola bibliografia di riferimento

  • M. Foucault, 2001, L’ermeneutica del soggetto; tr. it. Feltrinelli, Milano, 2003
  • P. Hadot, Che cos’è la filosofia antica?, 1995; tr. it. Einaudi, Torino, 1998
  • P. Hadot, La filosofia come modo di vivere, 2001; tr. it. Einaudi, Torino, 2008
  • M. Montanari, La filosofia come cura, Mursia, Milano, 2012

Articolo a cura di Marta Granata

https://www.caviardage.it/insegnanti/name/marta-granata/
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15 ottobre 2009 – il primo lavoro di caviardage

15 ottobre 2009 – il primo lavoro di caviardage

15 ottobre 2017 – prima giornata del Metodo Caviardage

Oggi è la giornata del Metodo Caviardage. Anche io voglio dare il mio contributo, ma sotto altra forma: raccontandovi la nascita del primo lavoro.

Nel 2009 vivevo un momento particolare della mia vita, avevo perso il mio primo ed unico bimbo e mi era stato comunicato che non avrei potuto vivere la gioia della maternità.

Cercavo di portare avanti la mia vita impegnandomi nel lavoro come insegnante,  con grande passione conducevo  laboratori di arte e benessere e cercavo in tuti i modi di riempire le mie giornate, per non pensare.

Ma io non riuscivo a star bene. E inoltre non riuscivo a trovare le parole per comunicare quello che vivevo: sentivo un vuoto immenso, avevo vissuto un trauma che non riuscivo a superare emotivamente seppure sembrava che io lo avessi accettato.
Un dolore sordo, lancinante, continuo mi teneva stretta e non mi lasciava.

Come esprimere quel dolore? Come tirare fuori quel male che implodeva e mi straziava? Come ritrovare il gusto della vita?

Richiamavo alla mente spesso una voce ed un messaggio che ascoltavo negli spot televisivi: quella di Tonino Guerra che a braccia larghe incitava a sentire il profumo della vita, a vivere con ottimismo.

Era un richiamo che non riuscivo ad ignorare, uno sguardo sulla vita e sul mondo che dovevo tornare ad allenare affinchè si aprisse alla Bellezza, alla natura ed alla vita: così è nato il primo lavoro di Caviardage “Come le farfalle”.

 

C’è una cosa che resiste: è la Bellezza – Tonino Guerra.

Il lavoro aveva le dimensioni di una cartolina, perché in quel periodo mi dedicavo all’arte postale.

La tecnica è quella del caviardage con cancellatura creativa e collage. Il processo del Metodo Caviardage era in nuce e sarebbe poi venuto fuori via via con la sperimentazione personale e i numerosi laboratori condotti tra il 2009 e il 2014 (data ufficiale della nascita del Metodo Caviardage)

Ho donato questo mio primo lavoro alla curatrice di una mostra dedicata a Tonino Guerra che si è tenuta a Matera. E’ così per la gran parte dei miei lavori, sono liberati e liberi di continuare la loro vita altrove e parlare ad altri. Ed è così per la giornata dedicata al Metodo Caviardage, la poesia e la Bellezza in essa contenuta che è il pensiero che nasce dal cuore è donata ad altri.

Quando si dona i frutti, inaspettati, arrivano copiosi! E così è stato.
L’Universo è generoso con chi dona, con gratidudine, perchè donare è già di per sè un gesto per cui si deve rendere grazie.

Ho creato il mio primo caviardage il 15 Ottobre.  E’ la stessa data scelta per la giornata dedicata al Metodo Caviardage e alla Bellezza.

In questa data (non a caso) ricade anche la giornata internazionale per la perdita in gravidanza.

Tina

‘LIBERA LA POESIA’ – LA GIORNATA DEL METODO CAVIARDAGE! 15/10/2017

È con grande gioia che vi annunciamo la nascita della giornata dedicata al Metodo Caviardage!!

Domenica 15 OTTOBRE 2017 – “Libera la poesia!”
Giornata del Metodo Caviardage”

La giornata in cui LIBERIAMO LA POESIA!

 

E’ un ‘liberare la poesia’ a più livelli; dall’idea che se ne ha: la poesia come ‘genere letterario’, per pochi eletti; incomprensibile, la poesia da studiare…. dall’idea che si forma in ambito accademico. Restituiamo la Poesia al nostro tempo, all’agire concreto, al quotidiano, al sentire. La liberiamo perché la doniamo a chi saprà accoglierla!!!

L’idea è questa:

– Ognuno di noi creerà (anche nei giorni precedenti) un caviardage utilizzando una delle tecniche e seguendo il processo del Metodo Caviardage. Avremo cura di scrivere #metodocaviardage sulla nostra creazione
– durante la giornata dedicata al Metodo Caviardage libereremo le nostre poesie nel modo e nel luogo che preferiamo. Si possono lasciar volare attaccate a un palloncino, lasciarle su una panchina, regalarle a uno sconosciuto (o meno) che incontriamo per strada, lasciarle sotto il tergicristallo di una macchina parcheggiata…insomma ognuno potrà usare la propria creatività e fantasia.
– documenteremo la liberazione delle poesie con uno scatto che potrà essere pubblicato nel gruppo FB dedicato al Metodo Caviardage e/o inviato a metodocaviardage@gmail.com

L’esperienza può essere pensata come momento per se stessi o condiviso con altri.

Insieme coloreremo il mondo di bellezza e poesia.

 

LIBERA LA POESIA CHE E’ IN TE E AFFIDALA ALL’UNIVERSO!
Tina Festa

Per informazioni: metodocaviardage@gmail.com

 

EVENTI IN PROGRAMMA:

Bari – https://www.caviardage.it/events/libera-la-poesia-laboratorio-metodo-caviardage-15-ottobre-2017-giornata-nazionale-mc-2/

Busto Garolfo (MI) – https://www.caviardage.it/events/libera-la-poesia-laboratorio-metodo-caviardage-15-ottobre-2017-giornata-nazionale-mc/

San Giorgio Piacentino, Frazione Rizzolo (PC) – https://www.caviardage.it/events/libera-la-poesia-caviardage-la-via-della-gioia-laboratorio-esperienziale-psicosintesi-metodo-caviardage/www.spirillediluce.it ; https://www.facebook.com/events/504019856618987/?ti=icl

Laboratorio “Poeti in viaggio”

di Angela Morgese

Cosa c’è di meglio di un laboratorio in cui si utilizza il Metodo Caviardage? Creare il progetto con un gruppo di persone che come te amano questo metodo di scrittura creativa poetica e offrire un laboratorio ricco, non solo di contenuti ma di anime in sintonia…una sintonia palpabile a chi ci si affida.

A giugno per caso ho letto un post su facebook che invitava ad inviare il proprio progetto per partecipare all’XI settimana della Biodiversità presso il Parco Nord sul territorio di Milano e provincia, inizia a materializzarsi un’idea che poi diventa qualcosa di più concreto. Il progetto vince il bando e si parte!

 Ho sempre pensato che il lavoro in gruppo, condiviso, se fatto con buoni intenti, crea energia positiva e così è stato. Noi, cinque persone diverse, con competenze diverse ma con un solo obiettivo: seminare benessere utilizzando il Metodo Caviardage.

Questo viaggio ideale tra i desideri e i luoghi, geografici e simbolici, hanno portato noi e i partecipanti al laboratorio in mondi lontani e nascosti alla vista ma non al cuore; noi abbiamo guidato loro prendendoli delicatamente per mano e accompagnandoli in questo viaggio, loro ci hanno consentito di fare un pezzettino di questo viaggio insieme. Un’esplorazione di mondi che si incontrano e confluiscono creando una sola e unica meta: arrivare all’essenza di sé stessi, imparando ad ascoltarsi.

Auguro a tutti di iniziare il proprio viaggio di scoperta che porterà a conoscere e riconoscere la propria essenza, un viaggio che seppur a volte faticoso, sono certa darà grandi soddisfazioni.

Uno speciale ringraziamento va a chi mi ha affiancato in questa splendida esperienza: Marta Granata, Giovanna Palumbo, Raffaella Resnati, Valeria Salsi e alla nostra fotografa Marta Segalina. Dell’esperienza scrivono:

Marta Granata: Per me è stato un viaggio delicato e potente allo stesso tempo…ho sentito di poter rinnovare la fiducia e la speranza nell’essere umano che può essere ancora capace di coltivare Bellezza e, come dice Pirandello, di camminare nel mondo “in punta di piedi e con occhi grandi”

Giovanna Palumbo: “Il viaggio è camminare sui tuoi passi per trovare i miei.”

Raffaella Resnati: Ogni viaggio porta doni unici ed irripetibili a chi cammina con occhi e cuori aperti. In questa esperienza abbiamo viaggiato così, condividendo bellezza e umanità, donando ognuno qualcosa di sé all’altro e a sé stesso. I miei occhi e il mio cuore si sono riempiti e nutriti di meraviglia, speranza e profonda gratitudine che ancora continua.

Valeria Salsi: Poeti in viaggio è stato un percorso entusiasmante nelle pianure assolate della bellezza, con compagne di cammino davvero speciali. Come in tutti i viaggi mi ha permesso di fare incontri arricchenti che non dimenticherò.

Marta Segalina: “Poeti in viaggio è stata un’esperienza che mi ha permesso di viaggiare attraverso le parole e le immagini dei partecipanti”

 

 

 

 

 

TESTIMONIANZE:

LABORATORIO ADULTI

“Non sapevo cosa aspettarmi, davvero. Ora l’unico mio rammarico è che sia già finito il corso.”

“Un piacevole frammento di viaggio insieme e grazie a voi, per continuarlo poi con un mantello e un carretto. Grazie”

“Un grazie al gruppo di caviardage veramente brave, è stata un’esperienza meravigliosa, ancora grazie.”

“Grazie! Un laboratorio EMOZIONANTE, non tecnico che aiuta a sentirsi e a far nascere le parole giuste del nostro io. Bello e curato il materiale. Grazie”

“Cercarsi è trovarsi. Grazie”

“ Grazie. Siete meravigliose, mi sono lasciata andare in un viaggio profondo.”

“Grazie per questa opportunità di cuore!”

“Rara esternazione di ciò che abbiamo dentro. Vi ringrazio per questo bel percorso, vi  faccio i complimenti cercherò di ripetere per me stessa un percorso simile”

“Siamo costantemente nel nostro mondo interiore, a crogiolarsi, dimenandoci in una ragnatela sempre più stretta. E’ raro e bello trovare occasioni come queste, per esplodere un po’! Grazie.”

 

LABORATORIO FAMIGLIE

“E’ stato un sogno, ci vorrei venire ancora. Grazie”

“Grazie per questa bella opportunità familiare divertente e giocosa”

“Bello caviardeggiare! Con la famiglia poi è stato un viaggio molto rilassante! GRAZIE! Ho fatto uscire quello che avevo dentro!”

 

Laboratorio di Kintsugi e Metodo Caviardage fonti di nuova bellezza

di Augusta Calzolari

Sono Augusta, vengo dal mondo dell’artigianato artistico e delle tecniche creative che insegno da diversi anni. Ora sono animatrice in una Residenza per Anziani e Ospiti Psichiatrici. Ho frequentato il VII seminario a Matera, dopo aver scoperto casualmente su un post di facebook la meraviglia del Metodo Caviardage.

La casualità, l’imperfezione, l’irregolarità sono aspetti importanti nei miei lavori, per questo ho pensato di utilizzare la tecnica del Kintsugi per far conoscere il metodo ad un gruppo di persone con cui mi incontro regolarmente da tempo e ho creato un laboratorio “di passaggio” dalle tecniche creative al metodo unendo kintsugi e lavoro con la cancellazione.

Il senso del Kinstugi è che riparare i cocci con l’oro significa rendere le cicatrici la parte più bella dell’oggetto, che evidenziare le crepe fa la differenza tra quell’oggetto e uno uguale, ne aumenta il valore e lo rende un pezzo unico, che da un’imperfezione nasce qualcosa di superiore. Questa tecnica sfrutta la casualità e l’irregolarità, ci suggerisce di non buttare via le cose ma che se ci mettiamo con pazienza a riattaccare i pezzi riusciamo a  farne qualcosa di nuovo. Ma anche che dovremmo accettare con più serenità i cambiamenti, la fragilità e che spesso sono proprio le ferite lasciate dagli eventi della vita che ci rendono quello che siamo, unici e insostituibili mentre noi per cercare di sembrare uguali agli altri spesso le crepe le nascondiamo.

Nel gruppo c’erano sei ragazze tra i 40 e 55 anni tutte molto sensibili anche amanti dell’arte e alla creatività, una è counselor, per cui ero convinta che avrebbero apprezzato. Ci siamo incontrate 4 ore nella casa di una di loro che ha un tavolo enorme e tanta luce dove ho disposto i materiali.

Abbiamo applicato la tecnica del kintsugi ad una ciotolina nera lavorando in coppia per aiutarci con i pezzi. Non è stato subito semplice, molti cocci proprio non volevano saperne di stare attaccati. Pian piano hanno preso confidenza con i materiali e tutto è andato al suo posto. Si sono appassionate e il kintsugi è stata una attivazione perfetta, abbiamo parlato delle ferite, delle cicatrici interiori, di come si possono rimettere insieme i pezzi e se sia giusto farlo… Tutto allegramente ma molto metaforico. Noi siamo amiche e tutte abbastanza chiacchierone, però forse avrei dovuto mettere una musica adatta.

Piene di queste emozioni siamo passate al successivo lavoro di cancellazione su una pagina uguale per tutte tratta dal libro dell’inquietudine di Pessoa. Mi sono sembrate molto emozionate. La mia proposta era con il nero, l’oro e l’applicazione degli avanzi dell’oro del kintsugi, ma qualcuno ha visto la necessità di evidenziare il filo di unione delle parole e ha chiesto il rosso.

Ci siamo fermate un po’ per gustare una tazza di tè con una fetta di torta (io ho l’abitudine di portare una crostata di marmellata coi cuoricini) e poi abbiamo lavorato su una pagina a caso dal libro da cui io avevo tratto il mio esempio.

 

Non è stato immediato trovare la poesia ma lavorando in silenzio e senza fretta, alla fine si sono sorprese dei risultati. Una di loro che è creatrice appassionata e con una grande manualità, era forse la più dubbiosa ma alla fine ha detto che non avrebbe mai pensato di essere capace di scrivere una poesia.

Un’altra ha detto che delle volte le era venuto il pensiero di farlo con la settimana enigmistica, per cui ora le taggo sulla pagina fb.

Ecco alcuni dei loro commenti dopo l’esperienza:

“A me è piaciuto Molto. E’ stato  Oltre il  divertimento e lo star bene durante l’attività, anche lo stile con cui ci hai comunicato ogni suggerimento è stato incisivo e incoraggiante. Una Bellissima atmosfera”

“È un tipo di lavoro che mi piace tantissimo ed è fantastico tirare fuori delle potenzialità interiori e avere  qualcuno che te ne da l’opportunità, con metodo e leggerezza al contempo”

“Per me è stata una piacevole scoperta, sia il kintsugi che il caviardage. Il kintsugi più rilassante, il caviardage per me più complesso (rischio di pensare troppo quindi devo prenderlo come un gioco sennò mi intrippo). Devo costringermi a non pensare e chiudere nell’armadio l’ingegnere che è in me… E queste cose mi fanno un gran bene”

“Kintsugi.. unico!!!! Caviardage un meraviglioso gioco con le parole che da possibilità di  creare armonia. fantastico, ognuno ha portato qualcosa di unico”

 

Le poesie create per me sono state molto emozionanti, alcune davvero stupende. Per una delle ragazze questo ha creato un momento di imbarazzo perché giudicava la sua una sciocchezza. Lei è quella che si considera meno “brava con le mani” e ha sempre paura di non essere all’altezza quindi mi è venuto spontaneo leggerle il mio lavoro che mi sembrava non altrettanto all’altezza del lavoro precedente appena letto.

“La cicatrice crea forme che osservo con curiosità, scompare dalla memoria ma freme nella mia testa e sento la sua voce” .

Lei si è rasserenata e quando ha letto il suo mi sono meravigliata io stessa, era davvero emozionante, e secondo me lei stessa si è inorgoglita mentre in passato vedeva i suoi lavori sempre peggio di quelli degli altri.

Questo è quello che mi stupisce ogni volta del metodo: vedere che se diamo ascolto a quello che c’è dentro di noi vengono fuori un sacco di cose, le emozioni escono e lasciano stupefatti noi stessi di quale forma meravigliosa riescano a prendere.

Allora predisponiamoci alla meraviglia, continuiamo a stupirci e a riempirci d’oro e bellezza.

 

https://www.caviardage.it/insegnanti/name/augusta-calzolari/