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Monthly Archives: marzo 2018

IX Corso di Certificazione Metodo Caviardage® Agosto 2018 – Matera

IX CORSO INTENSIVO DI CERTIFICAZIONE PER
INSEGNANTI IN METODOLOGIA CAVIARDAGE®
Edizione Straordinaria
24 – 26 AGOSTO 2018 – MATERA

c/o Casa per Ferie Sant’Anna – via Lanera 14, Matera

IL CORSO INTENSIVO DI CERTIFICAZIONE IN METODO CAVIARDAGE

Tre giorni di incontri e laboratori esperienziali per apprendere le tecniche di scrittura creativa poetica che sono alla base del Metodo Caviardage.
Il Corso Intensivo di Certificazione è stato creato affinché i nuovi Insegnanti Certificati possano comprendere la filosofia del Metodo Caviardage direttamente da chi lo ha creato per poi trasferirne in maniera corretta e completa il processo e le tecniche apprese.

In un Metodo non ci sono solo tecniche ma anche storia, ricerche, ragioni, filosofia e principi. Una volta appresi questi elementi, in un contesto che favorisce la condivisione e la sperimentazione libera, sarà possibile creare percorsi laboratoriali dedicati al Metodo Caviardage nei luoghi in cui si opera.

Ai partecipanti verrà rilasciato un diploma/certificazione ufficiale che conferisce la qualifica di Insegnante in Metodologia Caviardage®.

La certificazione autorizza l’esercizio del Metodo Caviardage® all’interno di corsi, progetti, eventi e laboratori BASE e consente di accedere ai Corsi di Specializzazione per Formatori Leader (previa partecipazione ai corsi di I Livello)

LUOGO

Il corso si terrà a Matera presso la Casa per Ferie Sant’Anna che ci ha già ospitato in passate edizioni.

DURATA DEL CORSO INTENSIVO DI CERTIFICAZIONE INTENSIVO : tre giorni (24 ore)

24 Agosto : ore 9,30 – 13,00 ; 15,00 – 19,00
25 Agosto : ore 9,00 – 13,00 ; 15,00 – 19,00
26 Agosto: ore 9,00 – 13,00 ; 15,00 – 19,00

PREREQUISITI per l’iscrizione al Corso Intensivo di Certificazione sono:
– aver frequentato un Corso Base tenuto da un insegnante certificato MC
– aver letto e acquistato il libro “Caviardage, il Metodo. Cercare la poesia nascosta” di Tina Festa, edito da Altrimedia Edizioni (il libro attualmente è fuori commercio e può essere acquistato contestualmente alla iscrizione al corso)
– aver fatto pratica personale del Metodo Caviardage®

COME ISCRIVERSI?

Inviare una email a certificazione@metodocaviardage.it con la richiesta di partecipazione.

Vi daremo conferma di disponibilità del posto e vi invieremo scheda di iscrizione e questionario conoscitivo da compilare e un facsimile dell’Accordo di Intenti che, in qualità di Insegnanti Certificati dovrete sottoscrivere con Tina Festa a conclusione del Corso Intensivo di Certificazione per poter ottenere il titolo e la qualifica di Insegnanti Certificati e ricevere relativo attestato (la sottoscrizione dell’Accordo è necessaria e obbligatoria per l’ottenimento del titolo di Insegnante Certificato e del relativo attestato)

Per esigenze logistiche, le iscrizioni verranno chiuse il 15 Giugno 2018 o a raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto.

COSTI

La quota di partecipazione al Corso Intensivo di Certificazione ammonta a € 500 + Iva (€ 610 Iva inclusa).
La quota è comprensiva di materiali didattici e artistici, attestato ufficiale, tessera di iscrizione all’Associazione “Il Segno e la Parola” per l’anno 2018, coffe break per le tre giornate del corso.

E’ obbligo, per poter partecipare al Corso di Certificazione, versare la quota di iscrizione di € 65,00 all’atto della prenotazione (entro e non oltre 7 giorni dalla ricezione della mail di conferma disponibilità posto da parte della Segreteria MC), ed il saldo entro e non oltre il 15 Giugno 2018.
Il vitto, l’alloggio e le spese di viaggio sono a carico dell’allievo.

Chi si iscrive al Corso di Certificazione e lo paga in unica soluzione all’atto dell’iscrizione potrà in omaggio i buoni pasto per i tre giorni del corso.

PRESENTAZIONE

L’offerta formativa si compone di diversi percorsi laboratoriali dedicati sia al Metodo Caviardage che ad altre tecniche di Found Poetry e alla contaminazione tra Metodo Caviardage ed altri Metodi, movimenti artistici o altre forme di arte.

Il Corso Intensivo di Certificazione darà modo ai partecipanti di approfondire la conoscenza del processo che è alla base del Metodo Caviardage sia dal punto di vista teorico che pratico e fornirà le informazioni necessarie per poter proporre corsi e laboratori di base con il Metodo Caviardage.
Lo spirito di fondo che animerà il Corso Intensivo di Certificazione è quello di promuovere l’esperienza diretta per mezzo di attività concrete. I laboratori, diventeranno il luogo in cui si costruisce il sapere attraverso il fare: uno spazio dove sviluppare la capacità di osservare con gli occhi e con le mani, insieme. Si consiglia di indossare abiti comodi

CHI CONDUCE?

I laboratori saranno condotti da Tina Festa, creatrice del Metodo.

Nel Corso Intensivo di Certificazione vi saranno i contributi di docenti, artisti e Insegnanti certificati che hanno sperimentato ed utilizzano il Metodo Caviardage.

POSTI LIMITATI

Si darà priorità alle domande di iscrizione tenendo conto dell’ordine di arrivo delle stesse.

ATTENZIONE: se hai partita iva il versamento dell’anticipo deve avvenire dopo l’invio della fattura!

Per avere ulteriori informazioni non esitare a contattarci scrivendo una mail a:
certificazione@metodocaviardage.it

TINA FESTA
3358185461 (ore 16 -20 sabato e domenica)

Segreteria :
ANTONELLA ANDRISANI 3496787201

DOVE ALLOGGIARE: il luogo che ci ospita è la Casa di Spiritualità Sant’Anna.

Home

Se non vi è disponibilità di alloggio presso la sede del corso, ti aiutiamo a cercare altro nei paraggi.

Pranza con noi!

Ad ogni corso organizziamo per il pranzo un breve momento di convivialità che è bello condividere insieme.
È un opzione facoltativa, potrai, se preferisci, organizzarti in modo indipendente.
Il pranzo consta in genere di una portata leggera vegetariana, acqua, frutta, caffè e il costo è di 12,00 Euro iva inclusa a persona.
Se desideri unirti a noi scegli l’opzione nella scheda di iscrizione. e paga i pasti in loco.

Cosa portare con te?

L’aula sarà dotata di comodi banchi. A carta e penna e materiali creativi provvederemo noi.
Porta:

– il libro sul Metodo caviardage;
– i lavori realizzati: non avere timore a mostrarli!
Considera che il corso è molto pratico e fa davvero la differenza poter svolgere esercitazioni insieme a chi ha creato il Metodo e ad insegnaiìnti certificati! Pertando non avere timore di mostrare i tuoi lavori anche se fatti in modo incerto!
– una mente fresca e riposata (se devi fare un lungo viaggio ti consigliamo di arrivare la sera prima perchè sarà una giornata piacevole, ma molto intensa).
– abiti comodi

Durante il seminario vi saranno dei coffee break: quello del mattino è offerto da noi; per la pausa del pomeriggio, come da tradizione, condividiamo prodotti tipici (dolci o salati che non hanno bisogno di essere conservati in frigo una volta aperti) portati dai corsisti dal proprio luogo di origine.

ATTENZIONE: se non ne fai ancora parte, ti invitiamo ad unirti al gruppo Facebook dei partecipanti alla VIII edizione del Corso Intensivo di Certificazione per Insegnanti in Metodologia Caviardage: https://www.facebook.com/groups/777929652330573/?ref=group_header.
In questo modo, se vorrai, potrai interagire con gli altri partecipanti su diverse questioni e noi potremo avvisarti in tempo reale su eventuali novità. Se non possiedi un profilo Facebook, ci faremo portavoce delle tue richieste.

Counseling esistenziale e Metodo Caviardage® negli interventi di aiuto alla Persona

Counseling esistenziale e Metodo Caviardage® negli interventi di aiuto alla Persona

 Autore: Dott.ssa Valeria Salsi, counselor esistenziale, consulente filosofico, formatrice Metodo Caviardage®.

Mai come ai giorni nostri i bisogni spirituali, in particolare problemi inerenti al mantenimento di significatività, pace e speranza, sono una rilevante necessità per l’essere umano. Chiunque operi nell’ambito della relazione d’aiuto avrà senza dubbio registrato negli ultimi anni una crescente richiesta di interventi che supportino individui in profondo stato di “crisi” nel fronteggiare la sofferenza spirituale, la demoralizzazione, la perdita di speranza e di significatività.

Molti anni fa ormai, ho scelto di dedicare il mio lavoro alla “cura” della Persona, cercando nei limiti delle mie possibilità, di comprendere nel profondo quali strumenti potessero rispondere al meglio alla richiesta di aiuto nella ricerca del Senso che ogni esistenza, unica, irripetibile e irriducibile riveste per ciascuno di noi. Il modello teorico-filosofico al quale faccio riferimento nella mia professione è l’Antropologia neo-Esistenziale, nella quale si inserisce la pratica del Counseling esistenziale logoanalitico integrato con strumenti dell’Arteterapia e con il Metodo Caviardage® con i quali offro la mia proposta di intervento.

Ad oggi posso senza dubbio affermare di avere avuto alcuni interessanti riscontri che condivido in questo breve lavoro. Per quanto mi riguarda, la ricerca e la sperimentazione è ancora in atto ed anche questo contribuisce a rendere entusiasmante il mio operato.

Rispondere ai bisogni spirituali: il contributo dell’Antropologia neo-Esistenziale e della Logoterapia

“L’Antropologia neo-Esistenziale si interessa dell’Uomo-in-quanto-Singolo. Della umanità dell’uomo prende in considerazione la specificità della assoluta singolarità e non-riducibilità (e, quindi, della incomparabilità, unicità e peculiarità). Si pone dall’angolo visuale dell’esistenza piuttosto che dell’essenza. Non nega o contesta l’essenza dell’uomo, ma la considera realizzata (compiuta: portata-a-termine) attraverso i singoli-atti-esistentivi. La sua essenza, il Singolo (in quanto tale) la realizza attraverso il proprio-specifico-esistere. Ed il suo esistere (ex-sistere) non può che essere (appunto) “suo”; ossia unico, irripetibile, incomparabile, irriducibile”[1]. In questo ambito si inserisce l’apporto fornito dalla scuola psicoterapeutica di Viktor Emil Frankl[2], con il suo approccio teorico (Analisi Esistenziale) e clinico (Logoterapia).

La Logoterapia non si rivolge tanto ai conflitti istintuali, quanto alle dimensioni psico-noetiche che sono alla base dell’apparato motivante della personalità, affinché questa possa ritrovare il senso (il logos, cioè “il fattore spirituale in cui è custodito il significato che il soggetto cerca di dare alla propria vita” [3]) della sua esistenza, facendo emergere le possibilità rimaste fino allora inattive.

Nel pensiero di Frankl l’uomo è per sua natura spirituale: “In realtà, l’uomo è libero e responsabile, e questi costituenti della sua spiritualità, cioè la libertà e la responsabilità, non devono mai essere oscurati da ciò che si chiama cosificazione e spersonalizzazione dell’uomo[4].

Frankl fonda le sue considerazioni sul presupposto che l’uomo può ammalarsi sul piano somato-psichico, ma che non può ammalarsi nella sua dimensione noetica.

Avere un atteggiamento nei confronti dei fenomeni somatici e psichici «implica il sollevarsi al di sopra del loro livello, e schiudere una nuova dimensione, quella dei fenomeni noetici: la dimensione noetica, in contrapposizione alla dimensione biologica e a quella psicologica. Questa è la dimensione in cui sono localizzati i fenomeni esclusivamente umani»[5]. L’uomo mortifica la dimensione noetica nel momento in cui riflette solo su se stesso o rigetta se stesso ma anche ogni qual volta fa di se stesso un oggetto, o crea obiezioni a se stesso e, ancora, quando si mostra conscio di se stesso e fa esibizione del suo essere cosciente. Essere conscio, difatti, consiste nella capacità, da parte dell’uomo, di innalzarsi al di sopra di se stesso giudicando e valutando i propri atti in termini morali ed etici.

L’uomo riesce a trovare il significato della sua vita attraverso la realizzazione dei valori, che possono essere di creazione, di esperienza e di atteggiamento, e che, in ordine rispettivamente crescente, conferiscono dignità alla sua umanità. Egli manifesta la sua umanità “solo emergendo nella dimensione noetica, ovvero trascendendo se stesso”[6]. L’auto-trascendenza, intrinseca all’essere umano, mette in relazione ciò che è più vasto dell’individualità e dei bisogni del Singolo e dà un significato all’esistenza di ciascuno.

Infatti l’uomo, secondo Frankl[7], può autodistanziarsi da una situazione ed anche da se stesso. In tal modo, oltre ad essere capace di scegliere il suo atteggiamento nei confronti di se stesso, assume una posizione chiara e ben definita nei confronti dei suoi condizionamenti e determinismi somatici e psichici. Ciò che conta non sono le caratteristiche, gli stimoli e gli istinti del nostro carattere ma l’atteggiamento che noi abbiamo nei loro confronti. È proprio questa capacità che rende l’uomo diverso dall’animale.

Secondo questa prospettiva e nell’ambito degli interventi di Counseling Esistenziale, fornire alla Persona strumenti in grado di favorire tali auto-distanziamento e auto-trascendenza diventa un fattore di rilevante importanza. Tra gli strumenti di notevole interesse ed efficacia, integrabili nel lavoro di counseling, si inserisce a pieno titolo il Metodo Caviardage® di Tina Festa, un metodo di scrittura creativa poetica che consente a ciascuno di realizzare un “viaggio” dalla superficie alla profondità dell’esistenza per arrivare a contattare il nucleo dell’identità autentica.

Metodo Caviardage® e Counseling: affinità di approccio

Il Metodo Caviardage®  (MC) nasce come un metodo didattico di scrittura creativa poetica circa sei anni fa ad opera di Tina Festa, docente di scuola primaria, esperta di didattica e di laboratori esperienziali.

Inizialmente il Metodo, che racchiude diverse tecniche di scrittura creativa poetica che aiutano chi vi si dedica a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca ma da testi già scritti, si inserisce, a livello tecnico, nel movimento di arti visive della Found Poetry, ma, grazie alla sua versatilità e alle sue potenzialità, se ne distacca subito diventando un metodo didattico applicabile in campo scolastico e un metodo di supporto nell’ambito delle professioni nella relazione di aiuto.

L’idea di applicare tale metodologia nell’ambito della relazione di aiuto alla Persona è nata dalle prime sperimentazioni applicative in contesti educativi e riabilitativi, in abbinamento ad altre tecniche, principalmente, ma non solo, nel settore delle Artiterapie.

Successivamente tali applicazioni sono state ampliate con l’ingresso del MC in altri settori: psicologia, psicoterapia, counseling, pisco-pedagogia, educazione, ecc.

Il procedimento alla base del Metodo è, come in molte delle professioni di aiuto sopra citate, di tipo “maieutico”, cioè aiuta la persona a trovare dentro di sé risorse, talenti e possibilità per dare risposta al proprio disagio.

Inoltre, sia il Counseling che il MC propongono processi che implicano una relazione in cui da parte dell’operatore viene operata la sospensione del giudizio (epochè). Mentre nel Counseling, il processo maieutico si esplica attraverso il colloquio finalizzato al chiarimento, all’ampliamento e alla ricalibrazione della mappa di orientamento esistenziale della Persona, nel MC tale processo avviene con la ricerca delle parole che colpiscono e risuonano nella Persona e con la cancellazione di ciò che non è in connessione con il sentire del momento, con il “qui ed ora”. In entrambi i casi i processi conducono l’individuo al contatto con il proprio Sé, con la propria Vera Essenza e divengono strumenti utili per chiarire e risolvere un eventuale disagio esistenziale e rendere la propria esistenza più autentica e appagante.

 

La dimensione “terapeutica” dell’incontro

Ancora qualche considerazione sugli interventi basati su questo approccio integrato. Riprendo altri aspetti del pensiero frankliano, condivisi con quelli espressi da alcuni esponenti della Filosofia Esistenziale, che possono fornire interessanti spunti di riflessione per l’operatore che svolge la sua attività nell’ambito della relazione di aiuto e della cura alla Persona. Scrive Ferdinando Brancaleone[8]: “per molti aspetti, la Logoterapia e l’Existenzanalyse (con tali denominazioni è divulgato l’approccio teorico-clinico frankliano) possiede punti di contatto con l’approccio filosofico esistenziale di Karl Jaspers più che con quello di Martin Heidegger”. Citando Fizzotti[9], Brancaleone prosegue: “Per Jaspers, il segno caratterizzante del nostro tempo […] consiste nella perdita, da parte dell’uomo di se stesso […]. Si richiede, pertanto, un ritorno su se stesso a livello profondo. Un ritorno però che, superando l’immanenza del mondo fenomenico, deve attingere il trascendente, perché solo ad un tale livello l’esistenza riconosce se stessa. In tal modo appare chiara la differenza tra l’esistenza di Heidegger e quella di Jaspers, così come è stato rilevato da Frankl. […]. Se Heidegger accentua l’esistenza come qualcosa in cui siamo costretti, in cui siamo gettati, Jaspers sostiene che l’esistenza ci viene offerta dalla trascendenza”. Mentre per Heidegger l’esistenza coincide con la presenza, “[…] circoscritta e limitata nella temporalità e spazialità”[10], per Jaspers “[…] l’esistenza è una presenza che trascende la situazione”[11], è “[…] l’essere se stessi che si rapporta a se stesso, e, in ciò, alla trascendenza, attraverso la quale si riconosce come dono e nella quale si fonda”[12]. E, per Frankl, è appunto “la concezione dell’esistenza come dono a consentire di considerare la vita come compito”[13]. Tale compito che ogni esistenza, specifica, unica ed irripetibile ha “[…] non è qualcosa di generale, di valido per tutti e per ognuno, di permanente in ogni tempo, ma varia da uomo a uomo, perché corrisponde all’unicità e all’individualità di ciascuno”[14].

Aiutare un uomo a ritornare alla propria esistenza, significa aiutarlo a percepire “[…] il campo vasto delle possibilità che gli si offrono da realizzare e che costituiscono effettivamente una sfida”[15].

Personalmente ho assistito in più di un’occasione questo “ritorno alla propria esistenza”. Uno degli strumenti che mi ha permesso di verificare tangibilmente questo straordinario “viaggio” che ogni essere umano è in grado di compiere, è stato proprio il Metodo Caviardage®. Alcuni caviardage (pagine di poesie e pensieri ottenuti dagli utenti attraverso l’applicazione del Metodo), hanno dimostrato chiaramente i punti di partenza e di arrivo di un lavoro profondo svolto su di sé, con una rinnovata consapevolezza, stimolata dal connubio con gli strumenti del Counseling esistenziale e della Logoanalisi. Il MC mi ha permesso in più di un’occasione di “scattare un’istantanea” di un momento di trasformazione e di presa di coscienza del cambiamento. Altre volte ha costituito un punto di partenza che mi ha consentito di evidenziare quali aspetti fossero maggiormente rilevanti nel percorso insieme alla Persona che a me si era rivolta per una richiesta di aiuto. “Illumina le parole che ti chiamano” è il motto che Tina Festa ha pensato per condensare il significato che il suo Metodo racchiude. Illuminare le parole significative per la Persona nel suo “qui ed ora”, rappresenta il primo passo verso una presa di coscienza di Sé, del proprio stato. Da quelle parole “illuminate” è possibile partire per “rischiarare” la propria situazione esistenziale ed a quelle parole luminose è possibile affidare il messaggio della propria Anima.

Concludo con una riflessione. Parlando del rapporto tra medico e paziente, Frankl afferma che esercitare il mestiere di uomo è ciò che accomuna entrambi, quando il rapporto si trasforma in un incontro tra uomo e uomo. E questo essere in modo duale insieme nell’amore, tratto che Frankl condivide con Binswanger[16], il padre dell’Antropoanalisi (Daseinanalyse), a mio avviso dovrebbe essere valido per tutti i professionisti che operano nell’ambito della relazione di aiuto.

Il mio desiderio più grande è quello di avere la possibilità di applicare l’integrazione di questi strumenti così efficaci e “potenti” in tutti gli ambiti dove vi sia necessità di portare questo messaggio.

BIBLIOGRAFIA

ARIETI S., Creatività La sintesi magica, Ed. Il Pensiero Scientifico, Roma,1979

BANDLER R., J. GRINDER, La struttura della magia, Astrolabio, Roma, 1981

BARTOLOTTA P. G., Manuale di arte terapia poetica, Ed. EdUP, Roma, 2003

BRANCALEONE F., Existentia. Rassegna storico-critica di Antropologia Clinica ad indirizzo esistenziale, OFB Editing, Napoli, 2004

BRANCALEONE F.,  BUFFARDI G., Manuale di counseling esistenziale, ed. SEAM, Roma, 1999 BRANCALEONE F., BUFFARDI G., TRAVERSA G., Helping. Le professioni d’aiuto: dall’antropologia esistenziale alla consulenza filosofica, Edizioni  Melagrana, S. Felice a Cancello, 2008.

FESTA T., Il Metodo Caviardage®, cercare la poesia nascosta, ed. Altrimedia,  Matera, 2015.

FIZZOTTI E., Angoscia e Personalità, Ed. Dehoniane, Napoli, 1980

FRANKL V., Un significato per l’esistenza, Città Nuova, Roma 1990.

FRANKL V., Fondamenti e applicazioni della logoterapia, SEI, Torino 1977.

FRANKL V., La sofferenza di una vita senza senso, LDC, Torino 1987.

RICCI BITTI E.P., Regolazione delle emozioni e artiterapie, Carocci Editore, Roma, 1988.

WATZLAWICK P., Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio, Roma 1971.

 

SITOGRAFIA

https://ricerchenoetiche.wixsite.com/ricerchenoetiche

www.metodocaviardage.it

[1] F. BRANCALEONE, “ANTROPOLOGIA NEO-ESISTENZIALE: tra Filosofia, Psicologia, Clinica e Ricerca”, Dasein Journal, March 21, 2018.

[2] Lo psichiatra viennese Viktor E. Frankl (26 marzo 1905 – 2 settembre 1997) è stato professore di neurologia e psichiatria all’Università di Vienna e professor of Logotherapy alla United States International University in California. E’ padre della Analisi Esistenziale e fondatore della Logoterapia, definita da alcuni autori come “la terza scuola viennese di psicoterapia”.

[3] V.E. FRANKL, “Teoria e terapia delle nevrosi (1956)”, Morcelliana, Brescia, 1978, p. 12.

[4] Viktor E. Frankl, “Pychotherapy and Existentialism: selected Papers on Logotherapy” , 1967, p. 66. La traduzione è di D. Bruzzone in “Autotrascendenza e formazione. Esperienza esistenziale, prospettive pedagogiche e sollecitazioni educative nel pensiero di Viktor E. Frankl”, Vita e Pensiero, 2001, pag. 193.

[5] V. E. FRANKL, Senso e valori per l’esistenza. La risposta della logoterapia, 1998, Città Nuova, Roma, p. 33.

[6] Viktor E. Frankl, “Pychotherapy and Existentialism: selected Papers on Logotherapy”, Paperback, 1967, p. 130. La traduzione è di D. Bruzzone in “Autotrascendenza e formazione. Esperienza esistenziale, prospettive pedagogiche e sollecitazioni educative nel pensiero di Viktor E. Frankl”, Vita e Pensiero, 2001, pag. 195.

[7] V. E. FRANKL, “Senso e valori per l’esistenza. La risposta della logoterapia”, Città Nuova, Roma, 1998, p. 33.

[8] F. BRANCALEONE, “Existentia. Rassegna storico-critica di Antropologia Clinica ad indirizzo esistenziale”, OFB Editing, 2004, p. 83. Vedi anche: F. BRANCALEONE, G. BUFFARDI, G. TRAVERSA, “Helping. Le professioni d’aiuto: dall’antropologia esistenziale alla consulenza filosofica”, Edizioni  Melagrana, 2008.

[9] E. FIZZOTTI, “Angoscia e Personalità”, Ed. Dehoniane, Napoli, 1980, p. 102.

[10] Ibid., p.102.

[11] Ibid, p. 102.

[12] K. JASPERS, “Existenzphilosophie”, W. De grate, Berlin, 1956, p. 17, cit. in Fizzotti E., op. cit., p. 102, cit. in F. Brancaleone, op. cit. p. 84.

[13] F. BRANCALEONE, “Existentia. Rassegna storico-critica di Antropologia Clinica ad indirizzo esistenziale”, OFB Editing, 2004, p. 84.

[14] E. FIZZOTTI, op. cit. p. 103, in BRANCALEONE F., op. cit. p. 84.

[15] E. FIZZOTTI, op. cit. pp. 102- 103, in  F. BRANCALEONE, op. cit. p. 84.

[16] Cfr. F. BRANCALEONE, “Existentia. Rassegna storico-critica di Antropologia Clinica ad indirizzo esistenziale”, OFB Editing, 2004, p. 94. Vedi anche: F. BRANCALEONE, G. BUFFARDI, G. TRAVERSA, “Helping. Le professioni d’aiuto: dall’antropologia esistenziale alla consulenza filosofica”, Edizioni  Melagrana, 2008.

 

 

Genogramma Laboratorio familiare. “Quando stiamo insieme, possiamo stare bene”

La vita, intesa come immagini, non sa cosa farsene delle dinamiche familiari e delle predisposizioni genetiche. Prima di diventare una storia ogni vita offre se stessa come un continuum di immagini e chiede di essere vista prima di tutto. Anche se ogni immagine e ’ sicuramente piena di significati e potrebbe essere analizzata, quando saltiamo ai significati, senza considerare le immagini, perdiamo un piacere che non può essere recuperato da nessuna interpretazione, per quanto perfetta.
(James Hillmann)

Un laboratorio di metodo Caviardage e cut-up con 11 componenti di una famiglia per augurarsi e scambiarsi parole che fanno star bene, per riformulare il proprio stare insieme in una maniera nuova e creativa.
“Quando stiamo insieme, possiamo stare bene”; questo il motto, il filo rosso, che ha tenuto insieme il percorso.
Abbiamo costruito una parte del genogramma familiare che era così costituito:
nonni materni; sorella maggiore con coniuge e 4 figli; la sorella minore ha partecipato con solo due figli.
Cassetta degli attrezzi:
Il laboratorio esperienziale ha avuto inizio in un ambiente organizzato per rispondere ai loro bisogni e affinché li preparasse ad un viaggio, di circa 2 ore e mezza, attraverso il MC.
Una parte del laboratorio/atelier è stato preparato disponendo a terra dei tappeti, quasi a creare un’isola: i tavoli fungevano da istmi; davanti, una parete con specchio e sui muri immagini in movimento allo scopo di costruire un noi-insieme, pronti ad esplorare e ad esplorarci. Il materiale, eterogeneo e variegato, è stato posto sia sui tappeti che sui tavoli. Una parte dei componenti, i nonni e la sorella maggiore, hanno preferito stare seduti ai tavoli; gli altri componenti si sono alternati a secondo delle necessità.
La prima attivazione è consistita nella scelta tra 4 fotografie che ogni componente aveva scelto dal proprio album di vita familiare. Le foto dovevano rappresentare 4 momenti importanti e significativi della propria esistenza. I componenti hanno scelto una foto dopo averle osservate e attivato il ricordo ad esse legato (rievocazione sensoriale).
Step successivo: “mi guardo allo specchio e dico agli altri chi sono, come mi descrivo alla mia famiglia, quali sono le mie parole, la mia voce”. Tutti gli elaborati sono stati appoggiati contro la parete a specchio e alla fine dell’elaborazione c’è stato un momento di condivisione e lettura delle proprie frasi e parole.
L’attivazione finale ricapitolativa, è stata affidata alla costruzione del genogramma familiare. Nel “qui ed ora”, nel momento e nell’esperienza sensoriale vissuta insieme, è stato avviato a conclusione il laboratorio proprio quando le emozioni erano in circolo e i bei ricordi attivati attraverso il cut-up: contenitore di parole da degustare. Ad ogni componente è stata consegnata una foglia sulla quale dovevano incollare una parola significativa sulla famiglia ed il proprio nome. Ho appeso sul muro a specchio la sagoma di un albero dove ogni partecipante ha incollato la propria foglia, immaginando dei rami su cui appoggiarla.
Terminata l’operazione si procedeva alla lettura ad alta voce a tutti i componenti del gruppo della parola o frase scritta. E’ stato elaborato un albero dalle fronde ricche di foglie.
La costruzione del genogramma è stata accompagnata dalle verbalizzazioni di ogni partecipante attraverso una comunicazione circolare e condivisa. L’esperienza ha incluso anche i soggetti più deboli e fragili che hanno potuto dare il proprio contributo sentendosi parte attiva. Il genogramma ha aiutato a disegnare, a fotografare, la mappa dell’appartenenza. Ogni componente ha illuminato il proprio esserci, la propria storia personale, un frammento di un puzzle, un tassello di una storia più grande che ha dischiuso e aperto a rimandi della propria storia familiare e risposto a quella domanda esistenziale: chi sono?
Attraverso l’immagine rispecchiante, ogni componente si è posto in una condizione di ascolto attivo. Grazie alla costruzione condivisa e partecipata, ogni componente si è collocato all’interno del genogramma facendo l’esperienza dell’appartenenza, specie i più piccoli. Il genogramma ha aiutato a consolidare e a riappropriarsi del proprio passato attraverso la figura carismatica dei nonni presenti che hanno condiviso la dimensione ludica del lasciarsi andare, donando significato e senso al loro stare insieme in continuità. Il genogramma poetico con parole cercate, disseminate in ogni angolo della stanza, parole create e regalate, secondo il MC, che è diventato uno strumento per vivere in maniera rinnovata i legami familiari. Le foglie hanno vibrato, scosse da emozioni gioiose e da una luce che aveva bisogno di aprire lo sguardo e illuminare le parole del proprio lessico familiare.

Caterina Amariti

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