METODO CAVIARDAGE® E PRATICHE FILOSOFICHE

di Marta Granata

Negli anni Ottanta due filosofi francesi, Pierre Hadot e Michel Foucault, danno vita ad una serie di studi orientati a reinterpretare la filosofia antica come modo di vivere in quanto capace di trasformare la verità in ethos, ovvero in pratiche e modalità di esistenza.

Sul frontone del tempio di Delfi dedicato ad Apollo si trovava la scritta “conosci te stesso”, principio chiave alla base della formazione dei cittadini greci.

Foucault, ne L’ermeneutica del soggetto, ci ricorda che “il precetto delfico di ‘prendersi cura di se stessi ‘ era, per i greci, uno dei principi basilari della vita nelle città, uno delle regole fondamentali della condotta sociale e personale e dell’arte di vivere”.

In questa cornice utilizzo e propongo il Metodo Caviardage di Tina Festa come pratica di cura. Cura intesa non come ciò che va messo in atto di fronte alla malattia, ma come possibilità di prestare attenzione a noi stessi volgendo lo sguardo sulla nostra vita.

Indicando una modalità dello sguardo, la cura ci dovrebbe appartenere sempre perché sempre noi abbiamo la possibilità di guardare noi stessi, gli altri ed il mondo.

Secondo Hadot “la filosofia consiste nel re-imparare a vedere il mondo con occhi sempre nuovi e meravigliati”.

In questo senso il Metodo Caviardage può aiutarci a re-imparare a vedere il mondo perché le parole che ci chiamano le possiamo ascoltare e assaporare. Sono parole che avevamo dentro e tornano a noi in una forma nuova, raccontandoci qualcosa. Attraverso i Caviardage creiamo connessioni tra parole, tra noi e le parole e tra noi ed il mondo e queste ci trasformano e magari cambiano il nostro modo di vedere le cose offrendoci nuove intuizioni e nuovi sguardi sulla vita.

Il Caviardage in questo senso è un esercizio spirituale ovvero, come ci insegna Hadot, “[una pratica] volta a operare una modificazione e una trasformazione nel soggetto che la pratica”.
Socrate viene spesso ricordato come un “ostetrico sterile di sapienza che non insegna nulla ma aiuta gli altri a generare da se stessi”. Anche la pagina strappata può avere questa funzione: nei Caviardage la pagina è estrapolata dal contesto, dal suo habitat e può non dire nulla. Eppure, quella pagina apparentemente sterile ci permette proprio di fare nascere qualcosa che ha radici dentro di noi.

Illustrazione di Silvia Vailati
FB- Legno e Disegno

 

Piccola bibliografia di riferimento

  • M. Foucault, 2001, L’ermeneutica del soggetto; tr. it. Feltrinelli, Milano, 2003
  • P. Hadot, Che cos’è la filosofia antica?, 1995; tr. it. Einaudi, Torino, 1998
  • P. Hadot, La filosofia come modo di vivere, 2001; tr. it. Einaudi, Torino, 2008
  • M. Montanari, La filosofia come cura, Mursia, Milano, 2012

Articolo a cura di Marta Granata

https://www.caviardage.it/insegnanti/name/marta-granata/
Read more