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Category: Mostra

Schiudere porte (color amaranto) col Metodo Caviardage

 Train de vie

A Porta Susa dietro ai sorrisi
i fremiti irosi del tuo collo
scomodo nel guinzaglio di una collana
toglitelo e libera le sue corde
in smorfie di stridenti cacofonie
Dopo il museo del cinema
il tuo sorriso non sarà più di plastica
e le borse sotto agli occhi riaccesi
amiche diventeranno nel fluire
delle parole e delle risate.
Mi piacerebbe che le donne giraffa
respirassero attraverso le tele di Modigliani
in un film girato sul treno della vita
e dopo l’albergo delle donne tristi
guarite tornassero da Porta Nuova

(Enrica Paternoster)

Ho scelto di tenere il mio primo corso base di Metodo Caviardage a Torino, città che adoro perché ogni volta che ci vado succede qualcosa di magico ed anche questa volta la magia si è ripresentata.Intanto trovarsi nel piccolo ma ricco atelier di Amaranto è già un’esperienza unica, l’ingresso richiama quello di una libreria o cartoleria d’altri tempi, pavimenti rétro, un’atmosfera vagamente bohémienne, riviste, locandine originali di eventi, un cavallino a dondolo sbucato da chissà quale soffitta, manichini black&white, un abat-jour, una lampada di sale, colori, materiali artistici ben riposti, libri che vorrei avere nella mia libreria, opere d’arte, l’angolo del caffè con quel profumo che si mescola all’odore delle pitture e della carta stampata vecchia non per questo sgradevole, anzi, mista al profumo di incenso…insomma un luogo accogliente che già ti sollecita i sensi da solo, con il MC poi ci vai a nozze, entri in mondo incantato dove ti senti come nel favoloso mondo d’Amélie.

Arrivare in anticipo per allestire la sala, cosa che faccio d’abitudine, si è trasformato in un’esperienza multisensoriale ed emozionante, ritrovare una compagna d’atelier d’arteterapia che non vedevo da anni è stato come cancellare il tempo. Cronos o kairos? Direi proprio kairos, il tempo interiore, quello che serve per sintonizzarsi con l’anima e ciò che ci vuole regalare, “sentirsi a casa”. Portavo con me un tesoro prezioso; anni prima in un atelier di formazione, avevo ricevuto un manufatto, una collana,  e mi pareva il minimo riportarla alla luce li, a ricreare una “bolla sospesa nel cuore”, al tempo stesso ero lì a tenere un corso di poesia creativa, proprio a Torino e quindi la mia presentazione l’ho fatta in poesia, parole nate proprio di ritorno in treno da questa città anni fa. Ero nel luogo giusto con il corso giusto, parole e immagini a disposizione, la mia passione, lingue e linguaggi espressivi lì pronti a metterci in contatto con le nostre emozioni, andando a creare uno spazio di ascolto, prima di sé e poi degli altri partecipanti.

Il MC è un ottimo strumento e i cuori dei partecipanti, tutte operanti nella relazione d’aiuto come counselor, arterapeute, educatrici tranne l’unico uomo presente (fortunato ?!) si sono subito sintonizzati. Complice un ritaglio; per trovare ispirazione prima di un incontro creativo lavoro sempre creando a mia volta qualcosa, per questa occasione avevo realizzato dei piccoli caviardage da articoli di quotidiani e cut up. Mentre li assemblavo incappai nella scritta AMARANTO, in rosso, ecco mi dissi, sono sulla strada giusta, con mia sorpresa ne ebbi la conferma quando raccogliendo da terra il ritaglio mi resi conto che dietro c’era la parola “curarsi”, ero nel flusso, ad Amaranto quel giorno ci siamo tutti presi cura di noi stessi, ci siamo ritagliati una giornata di formazione, acquisizioni teoriche, applicazioni pratiche, esercitazioni, (supportati dalla visione di un video e dall’ascolto di brani musicali soprattutto ho condiviso coi partecipanti quell’ unico e irripetibile primo incontro col metodo con la realizzazione del primo caviardage (guidati da un formatore) ed è stato per me emozionante sentire i distillati poetici e “sentire” di pancia le emozioni suscitate, meravigliarmi di alcune parole illuminate e illuminanti. Conosco per esperienza personale la potenza di questo metodo ma vederla ripresentarsi ogni volta puntualmente mi lascia sempre di stucco e grata di averlo incontrato e di divulgarlo perché è una creazione continua di bellezza, dove la poesia si manifesta in piccoli dettagli quotidiani o in questioni esistenziali che nel qui e ora, per chi è disposto ad accogliere l’esperienza, sono delle vere e proprie epifanie. Succede veramente, parli a pranzo con una partecipante, ti emozioni con lei e l’ora dopo assisti a un piccolo miracolo, vedi emergere dalla carta quel progetto su cui sta lavorando, non è un’invenzione, è scritto a chiare lettere…(e questo non si dimenticherà mai perché in quel preciso momento hai fatto tuo il metodo, che non impari da un libro ma dall’esperienza che fai)

Con le prime esercitazioni, supportate dalla teoria e da opportune indicazioni tutti hanno potuto realizzare la loro opera, andando a scovare la poesia nascosta. Mi sento un po’ una levatrice, facilito come mi ha insegnato Tina Festa, ideatrice del metodo e mia ispiratrice, la nascita delle parole che gli altri serbano e ne sono onorata, ciascuno ha un tesoro immenso e incoraggiare ad accogliere quello che l’attimo propone è fondamentale, tutto ha un senso e quello che esce doveva uscire…nel rispetto dell’unicità di ciascuno, con i suoi tempi e il suo stile.

Prendersi cura del nostro mondo interiore è fondamentale per rilassarci, meditare, fare chiarezza, trovare sollievo, ricevere una intuizione, scoprire risorse talvolta sconosciute, viverci in modo creativo e ri-creativo, lasciarci brillare con le parole che ci chiamano, seguendo i battiti del cuore. Concludere con un caviardage corale è ancora più significativo, è tessere insieme una trama perché noi cercatori di poesia nascosta condividiamo con gratitudine la bellezza, ciascuno col suo filo…intrecciando storie che ci nutrono e arricchiscono.

Possiamo dire di aver trovato una porta nuova? Credo di sì.

 

Enrica Paternoster

Formatrice certificata Metodo Caviardage

Le lettere dal fronte diventano poesia a Mola di Bari.

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Ho ricevuto un nuovo ed interessante contributo dall’insegnante Anna Maria Greco di Mola di Bari. Anna Maria mi ha informata di aver deciso di proporre le attività di Caviardage in classe dopo aver lei stessa sperimentato la tecnica durante un laboratorio tenutosi in Puglia.

Di seguito il resoconto dettagliato delle attività di caviardage svolte in classe per realizzare i meravigliosi lavori che a breve saranno in mostra.

Colgo l’occasione per ringraziarla sia per il lavoro effettuato con i ragazzi che per la documentazione inviatami che ora condivido con tutti voi.

Grazie Anna Maria!

Tina Festa

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CAVIARDAGE: LA NOSTRA ESPERIENZA

a cura di Anna Maria Greco

L’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, sezione di Mola di Bari, in collaborazione con l’Associazione Culturale Filatelica Numismatica di Mola, ha organizzato per domenica 24 maggio 2015 una Mostra documentaria sulla Grande Guerra 1915-1918, che si terrà presso la sede dell’Associazione Combattenti e Reduci, in piazza XX Settembre 40.
Il nostro Circolo è stato chiamato a partecipare alla Mostra in questione con la produzione di disegni a tema. Abbiamo accolto subito l’invito e siamo andati alla ricerca di attività didattiche che prevedessero sia un approfondimento degli eventi propriamente storici sia percorsi volti a riscoprire e promuovere il grande valore della pace, un diritto e un prezioso ”bene comune” da preservare gelosamente.
Ecco, nei punti essenziali, il nostro percorso: in primis è stata effettuata un’analisi del contesto storico della Prima Guerra Mondiale per conoscere e capire, ad un livello essenziale, cause e conseguenze; è seguita una fase di lettura e comprensione, attraverso lavori di gruppo e individuali, di materiali e documenti disponibili (carte geostoriche, fotografie d’epoca, lettere dal fronte, testi storici, poetici e letterari …).

La nostra attenzione si è, poi, incentrata sulle lettere dal Fronte: le testimonianze epistolari sono numerosissime e preziose e ci offrono un’immagine autentica e diretta degli eventi di quel tempo.

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Ne abbiamo lette diverse e con molta attenzione, consapevoli del fatto che l’invio e l’arrivo della posta erano momenti realmente importanti per i soldati. Le lettere riuscivano a tenerli in contatto non solo con le famiglie ma anche con un mondo “normale”, al quale speravano di ritornare sani e salvi nel momento in cui l’incubo della guerra fosse finito. Ci siamo soffermati, in particolare, su tre lettere scritte alla figlioletta Cecilia, chiamata teneramente “Dolceamore”, da un soldato che ha combattuto la Prima Grande Guerra.

Siamo andati, a questo punto, alla ricerca di un modo efficace per “catturare” i sentimenti che nascevano dalla lettura di quelle splendide parole. Eravamo piuttosto confusi, non potevamo affidare le nostre emozioni semplicemente alle immagini. Ci volevano anche le “parole”, ma non dovevano né potevano essere invadenti, superficiali, scontate …
E così, durante la nostra ricerca di idee e spunti, abbiamo fatto riferimento al sito curato dalla prof.ssa Tina Festa, nel quale è ampiamente e dettagliatamente illustrato un metodo di Scrittura Creativa da lei ideato e diffuso in Italia: il CAVIARDAGE, ossia alla RICERCA DELLA POESIA NASCOSTA.
Tutto allora è stato chiaro per noi: partendo dalle lettere dal Fronte, intense e colme di tanto amore, speranza, coraggio, affetto, tenerezza, nostalgia e ricordo, sarebbero nate le nostre poesie!

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Il termine CAVIARDAGE deriva dal francese caviar, caviale, e significa “cavialeggiare”, cioè “annerire”.
Abbiamo proceduto in questo modo:
a) abbiamo letto il testo delle lettere scritte dal babbo a Cecilia Dolceamore, fornito su fotocopia;
b) nel testo letto sono state messe in evidenza frasi e parole che “colpivano” in modo particolare; in questa fase ciascuno è stato libero di scegliere quelle più confacenti, combinandole con altre che “suonavano” meglio;
c) il “resto” del testo è stato decorato a piacere con il semplice “annerimento”, con disegni, con collage, usando tecniche e strumenti vari, in base ai gusti e alle inclinazioni;
d) infine, è stato ottenuto un componimento poetico, “incastonato” come un gioiello in uno sfondo gradevole anche sul piano grafico – pittorico.

Nelle fasi di applicazione del Metodo è stato necessario porre in essere alcune semplici strategie:
– qualche alunno ha manifestato un certo iniziale disorientamento davanti al testo e si è fermato, perplesso e confuso; è bastato incoraggiarlo, dandogli un primo piccolo input, per sbloccare l’incertezza e vederlo procedere spedito;
– coloro che mostravano indecisione nella fase decorativa sono stati subito rassicurati dal fatto che era possibile anche solo annerire il testo “scartato”; sovente, poi, è accaduto che incominciassero spontaneamente a decorare in modo molto personale e creativo;
– avendo operato con solo tre differenti testi e, nel contempo, effettuato conversazioni e discussioni collettive su un tema comune, c’era il rischio che si verificasse una certa “ripetizione” dei componimenti poetici; invero, non è accaduto poiché ciascun alunno è stato mosso da un ritorno comunicativo reale molto personale, rielaborandolo e facendolo proprio. A tale scopo, nella fase di “ricerca della poesia nascosta”, è stato funzionale “limitare” la comunicazione tra i soggetti, ponendoli nella condizione di concentrarsi sulle proprie emozioni e sensazioni mediante l’utilizzo di un sottofondo musicale tenue e discreto.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

L’esperienza è piaciuta molto: ogni alunno ha avuto la possibilità di “mettersi in gioco”, di liberare la propria fantasia, di materializzare emozioni e stati d’animo.
Accogliendo un pensiero di Andrea Zanzotto, poeta italiano tra i più significativi della seconda metà del Novecento, sulle possibilità espressive che il linguaggio infantile possiede, crediamo fermamente che la scuola sia il luogo eletto per alimentare la situazione privilegiata che coesiste tra bambino e poesia già prima che egli impari a parlare correttamente.
In termini didattici e operativi significa educare i bambini alla sensibilità, a capire e a vivere se stessi, gli altri, le cose, in senso profondo, offrendo a ciascuno momenti di autentica “libertà espressiva”, nel corso dei quali emergono esigenze spontanee e intime che portano, immancabilmente, al “poetico”.

Nell’universo degli strumenti utili ed efficaci a tale scopo, il Caviardage guadagna un posto di ragguardevole e meritato rispetto!

L’ ins. A.M. Greco e gli alunni della VA
Plesso“E. De Amicis” – Mola di Bari