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Category: Progetti/attività

Metodo Caviardage e Meditazione, il potere introspettivo e trasformativo delle parole ( progetto di laboratorio permanente)

Durante i mesi di Ottobre e Novembre 2017 si è svolto il primo ciclo di 4 incontri del laboratorio esperienziale “VAC parola vivente e Metodo Caviardage” in collaborazione con il centro Yoga Padma Niketan di Veronica Gambetti a Mantova.

Questa prima sperimentazione getta le basi per un progetto di laboratorio permanente che vede la combinazione del MC con la pratica meditativa secondo la tradizione  Yoga.

In particolar modo nel corso del laboratorio ci si è avvalse della tecnica meditativa afferente alla tradizione del tantrismo che prende il nome di Japa e che consiste nella ripetizione di sillabe o mantra. La parola ripetuta, con suono emesso o interiorizzato, diviene il mezzo tramite il quale sintonizzarci con le esperienze interiori più profonde (subconscio) attivando stati modificati di coscienza.

Durante le quattro serate passo per passo i partecipanti sono stati accompagnati alla pratica meditativa, utilizzando la sillaba OM recitata con modalità di emissione ogni volta diverse, ed alla sperimentazione pratica di differenti tecniche di cui si avvale il MC in particolare il caviardage con cancellazione base, il flusso di coscienza con cut up e poesia effimera  sempre a partire da uno stato di profondo ascolto di sé attivato dalla pratica meditativa. Le foto documentano la serata dedicata al cut up con flusso di coscienza.

Il gruppo stabile (a numero chiuso) di partecipanti ha compiuto un percorso via via sempre più integrato nella condivisione comune di un’esperienza di attivazione ed ascolto delle nostre parti psichiche, emotive e fisiche non sempre facili da cogliere ed esprimere neppure a noi stessi; ascolto che immediatamente trasforma la nostra condizione già per il fatto di essere portata a coscienza grazie al processo insito nel Metodo Caviardage.

Così la parola nella scrittura creativa poetica del MC diviene occasione creativa di espressione profonda, soprattutto di quegli aspetti di noi stessi spesso in ombra o silenti che giacciono nel profondo nonché nel corpo e difficilmente accessibili, spesso separati tra loro, permettendo lo stabilirsi di un rapporto vitale tra gli stati di coscienza più profondi attivati dalla meditazione e quelli più vicini alla coscienza ordinaria sempre rinnovata , rivitalizzata ed arricchita da occasioni di  contatto  mediato e quindi sostenibile con “l’altra “ parte di noi.

Il Progetto intende dare continuità alla sperimentazione ed all’osservazione dei processi  espressivi e trasformativi, sia individuali che di gruppo, resi possibili dal connubio tra MC ed una pratica di modificazione dello stato di coscienza quale è la meditazione nella millenaria tradizione dello Yoga.

E’ già in programma il secondo ciclo di quattro incontri per Febbraio -Marzo 2018; la partecipazione a tutti e quattro gli incontri è propedeutica all’accesso al laboratorio mensile avanzato. Per approfondimenti e contatti dr.carpeggiani@gmail.com / info@yogapadmaniketan.com

 

 

Schiudere porte (color amaranto) col Metodo Caviardage

 Train de vie

A Porta Susa dietro ai sorrisi
i fremiti irosi del tuo collo
scomodo nel guinzaglio di una collana
toglitelo e libera le sue corde
in smorfie di stridenti cacofonie
Dopo il museo del cinema
il tuo sorriso non sarà più di plastica
e le borse sotto agli occhi riaccesi
amiche diventeranno nel fluire
delle parole e delle risate.
Mi piacerebbe che le donne giraffa
respirassero attraverso le tele di Modigliani
in un film girato sul treno della vita
e dopo l’albergo delle donne tristi
guarite tornassero da Porta Nuova

(Enrica Paternoster)

Ho scelto di tenere il mio primo corso base di Metodo Caviardage a Torino, città che adoro perché ogni volta che ci vado succede qualcosa di magico ed anche questa volta la magia si è ripresentata.Intanto trovarsi nel piccolo ma ricco atelier di Amaranto è già un’esperienza unica, l’ingresso richiama quello di una libreria o cartoleria d’altri tempi, pavimenti rétro, un’atmosfera vagamente bohémienne, riviste, locandine originali di eventi, un cavallino a dondolo sbucato da chissà quale soffitta, manichini black&white, un abat-jour, una lampada di sale, colori, materiali artistici ben riposti, libri che vorrei avere nella mia libreria, opere d’arte, l’angolo del caffè con quel profumo che si mescola all’odore delle pitture e della carta stampata vecchia non per questo sgradevole, anzi, mista al profumo di incenso…insomma un luogo accogliente che già ti sollecita i sensi da solo, con il MC poi ci vai a nozze, entri in mondo incantato dove ti senti come nel favoloso mondo d’Amélie.

Arrivare in anticipo per allestire la sala, cosa che faccio d’abitudine, si è trasformato in un’esperienza multisensoriale ed emozionante, ritrovare una compagna d’atelier d’arteterapia che non vedevo da anni è stato come cancellare il tempo. Cronos o kairos? Direi proprio kairos, il tempo interiore, quello che serve per sintonizzarsi con l’anima e ciò che ci vuole regalare, “sentirsi a casa”. Portavo con me un tesoro prezioso; anni prima in un atelier di formazione, avevo ricevuto un manufatto, una collana,  e mi pareva il minimo riportarla alla luce li, a ricreare una “bolla sospesa nel cuore”, al tempo stesso ero lì a tenere un corso di poesia creativa, proprio a Torino e quindi la mia presentazione l’ho fatta in poesia, parole nate proprio di ritorno in treno da questa città anni fa. Ero nel luogo giusto con il corso giusto, parole e immagini a disposizione, la mia passione, lingue e linguaggi espressivi lì pronti a metterci in contatto con le nostre emozioni, andando a creare uno spazio di ascolto, prima di sé e poi degli altri partecipanti.

Il MC è un ottimo strumento e i cuori dei partecipanti, tutte operanti nella relazione d’aiuto come counselor, arterapeute, educatrici tranne l’unico uomo presente (fortunato ?!) si sono subito sintonizzati. Complice un ritaglio; per trovare ispirazione prima di un incontro creativo lavoro sempre creando a mia volta qualcosa, per questa occasione avevo realizzato dei piccoli caviardage da articoli di quotidiani e cut up. Mentre li assemblavo incappai nella scritta AMARANTO, in rosso, ecco mi dissi, sono sulla strada giusta, con mia sorpresa ne ebbi la conferma quando raccogliendo da terra il ritaglio mi resi conto che dietro c’era la parola “curarsi”, ero nel flusso, ad Amaranto quel giorno ci siamo tutti presi cura di noi stessi, ci siamo ritagliati una giornata di formazione, acquisizioni teoriche, applicazioni pratiche, esercitazioni, (supportati dalla visione di un video e dall’ascolto di brani musicali soprattutto ho condiviso coi partecipanti quell’ unico e irripetibile primo incontro col metodo con la realizzazione del primo caviardage (guidati da un formatore) ed è stato per me emozionante sentire i distillati poetici e “sentire” di pancia le emozioni suscitate, meravigliarmi di alcune parole illuminate e illuminanti. Conosco per esperienza personale la potenza di questo metodo ma vederla ripresentarsi ogni volta puntualmente mi lascia sempre di stucco e grata di averlo incontrato e di divulgarlo perché è una creazione continua di bellezza, dove la poesia si manifesta in piccoli dettagli quotidiani o in questioni esistenziali che nel qui e ora, per chi è disposto ad accogliere l’esperienza, sono delle vere e proprie epifanie. Succede veramente, parli a pranzo con una partecipante, ti emozioni con lei e l’ora dopo assisti a un piccolo miracolo, vedi emergere dalla carta quel progetto su cui sta lavorando, non è un’invenzione, è scritto a chiare lettere…(e questo non si dimenticherà mai perché in quel preciso momento hai fatto tuo il metodo, che non impari da un libro ma dall’esperienza che fai)

Con le prime esercitazioni, supportate dalla teoria e da opportune indicazioni tutti hanno potuto realizzare la loro opera, andando a scovare la poesia nascosta. Mi sento un po’ una levatrice, facilito come mi ha insegnato Tina Festa, ideatrice del metodo e mia ispiratrice, la nascita delle parole che gli altri serbano e ne sono onorata, ciascuno ha un tesoro immenso e incoraggiare ad accogliere quello che l’attimo propone è fondamentale, tutto ha un senso e quello che esce doveva uscire…nel rispetto dell’unicità di ciascuno, con i suoi tempi e il suo stile.

Prendersi cura del nostro mondo interiore è fondamentale per rilassarci, meditare, fare chiarezza, trovare sollievo, ricevere una intuizione, scoprire risorse talvolta sconosciute, viverci in modo creativo e ri-creativo, lasciarci brillare con le parole che ci chiamano, seguendo i battiti del cuore. Concludere con un caviardage corale è ancora più significativo, è tessere insieme una trama perché noi cercatori di poesia nascosta condividiamo con gratitudine la bellezza, ciascuno col suo filo…intrecciando storie che ci nutrono e arricchiscono.

Possiamo dire di aver trovato una porta nuova? Credo di sì.

 

Enrica Paternoster

Formatrice certificata Metodo Caviardage

Laboratorio “Poeti in viaggio”

di Angela Morgese

Cosa c’è di meglio di un laboratorio in cui si utilizza il Metodo Caviardage? Creare il progetto con un gruppo di persone che come te amano questo metodo di scrittura creativa poetica e offrire un laboratorio ricco, non solo di contenuti ma di anime in sintonia…una sintonia palpabile a chi ci si affida.

A giugno per caso ho letto un post su facebook che invitava ad inviare il proprio progetto per partecipare all’XI settimana della Biodiversità presso il Parco Nord sul territorio di Milano e provincia, inizia a materializzarsi un’idea che poi diventa qualcosa di più concreto. Il progetto vince il bando e si parte!

 Ho sempre pensato che il lavoro in gruppo, condiviso, se fatto con buoni intenti, crea energia positiva e così è stato. Noi, cinque persone diverse, con competenze diverse ma con un solo obiettivo: seminare benessere utilizzando il Metodo Caviardage.

Questo viaggio ideale tra i desideri e i luoghi, geografici e simbolici, hanno portato noi e i partecipanti al laboratorio in mondi lontani e nascosti alla vista ma non al cuore; noi abbiamo guidato loro prendendoli delicatamente per mano e accompagnandoli in questo viaggio, loro ci hanno consentito di fare un pezzettino di questo viaggio insieme. Un’esplorazione di mondi che si incontrano e confluiscono creando una sola e unica meta: arrivare all’essenza di sé stessi, imparando ad ascoltarsi.

Auguro a tutti di iniziare il proprio viaggio di scoperta che porterà a conoscere e riconoscere la propria essenza, un viaggio che seppur a volte faticoso, sono certa darà grandi soddisfazioni.

Uno speciale ringraziamento va a chi mi ha affiancato in questa splendida esperienza: Marta Granata, Giovanna Palumbo, Raffaella Resnati, Valeria Salsi e alla nostra fotografa Marta Segalina. Dell’esperienza scrivono:

Marta Granata: Per me è stato un viaggio delicato e potente allo stesso tempo…ho sentito di poter rinnovare la fiducia e la speranza nell’essere umano che può essere ancora capace di coltivare Bellezza e, come dice Pirandello, di camminare nel mondo “in punta di piedi e con occhi grandi”

Giovanna Palumbo: “Il viaggio è camminare sui tuoi passi per trovare i miei.”

Raffaella Resnati: Ogni viaggio porta doni unici ed irripetibili a chi cammina con occhi e cuori aperti. In questa esperienza abbiamo viaggiato così, condividendo bellezza e umanità, donando ognuno qualcosa di sé all’altro e a sé stesso. I miei occhi e il mio cuore si sono riempiti e nutriti di meraviglia, speranza e profonda gratitudine che ancora continua.

Valeria Salsi: Poeti in viaggio è stato un percorso entusiasmante nelle pianure assolate della bellezza, con compagne di cammino davvero speciali. Come in tutti i viaggi mi ha permesso di fare incontri arricchenti che non dimenticherò.

Marta Segalina: “Poeti in viaggio è stata un’esperienza che mi ha permesso di viaggiare attraverso le parole e le immagini dei partecipanti”

 

 

 

 

 

TESTIMONIANZE:

LABORATORIO ADULTI

“Non sapevo cosa aspettarmi, davvero. Ora l’unico mio rammarico è che sia già finito il corso.”

“Un piacevole frammento di viaggio insieme e grazie a voi, per continuarlo poi con un mantello e un carretto. Grazie”

“Un grazie al gruppo di caviardage veramente brave, è stata un’esperienza meravigliosa, ancora grazie.”

“Grazie! Un laboratorio EMOZIONANTE, non tecnico che aiuta a sentirsi e a far nascere le parole giuste del nostro io. Bello e curato il materiale. Grazie”

“Cercarsi è trovarsi. Grazie”

“ Grazie. Siete meravigliose, mi sono lasciata andare in un viaggio profondo.”

“Grazie per questa opportunità di cuore!”

“Rara esternazione di ciò che abbiamo dentro. Vi ringrazio per questo bel percorso, vi  faccio i complimenti cercherò di ripetere per me stessa un percorso simile”

“Siamo costantemente nel nostro mondo interiore, a crogiolarsi, dimenandoci in una ragnatela sempre più stretta. E’ raro e bello trovare occasioni come queste, per esplodere un po’! Grazie.”

 

LABORATORIO FAMIGLIE

“E’ stato un sogno, ci vorrei venire ancora. Grazie”

“Grazie per questa bella opportunità familiare divertente e giocosa”

“Bello caviardeggiare! Con la famiglia poi è stato un viaggio molto rilassante! GRAZIE! Ho fatto uscire quello che avevo dentro!”

 

Laboratorio di Kintsugi e Metodo Caviardage fonti di nuova bellezza

di Augusta Calzolari

Sono Augusta, vengo dal mondo dell’artigianato artistico e delle tecniche creative che insegno da diversi anni. Ora sono animatrice in una Residenza per Anziani e Ospiti Psichiatrici. Ho frequentato il VII seminario a Matera, dopo aver scoperto casualmente su un post di facebook la meraviglia del Metodo Caviardage.

La casualità, l’imperfezione, l’irregolarità sono aspetti importanti nei miei lavori, per questo ho pensato di utilizzare la tecnica del Kintsugi per far conoscere il metodo ad un gruppo di persone con cui mi incontro regolarmente da tempo e ho creato un laboratorio “di passaggio” dalle tecniche creative al metodo unendo kintsugi e lavoro con la cancellazione.

Il senso del Kinstugi è che riparare i cocci con l’oro significa rendere le cicatrici la parte più bella dell’oggetto, che evidenziare le crepe fa la differenza tra quell’oggetto e uno uguale, ne aumenta il valore e lo rende un pezzo unico, che da un’imperfezione nasce qualcosa di superiore. Questa tecnica sfrutta la casualità e l’irregolarità, ci suggerisce di non buttare via le cose ma che se ci mettiamo con pazienza a riattaccare i pezzi riusciamo a  farne qualcosa di nuovo. Ma anche che dovremmo accettare con più serenità i cambiamenti, la fragilità e che spesso sono proprio le ferite lasciate dagli eventi della vita che ci rendono quello che siamo, unici e insostituibili mentre noi per cercare di sembrare uguali agli altri spesso le crepe le nascondiamo.

Nel gruppo c’erano sei ragazze tra i 40 e 55 anni tutte molto sensibili anche amanti dell’arte e alla creatività, una è counselor, per cui ero convinta che avrebbero apprezzato. Ci siamo incontrate 4 ore nella casa di una di loro che ha un tavolo enorme e tanta luce dove ho disposto i materiali.

Abbiamo applicato la tecnica del kintsugi ad una ciotolina nera lavorando in coppia per aiutarci con i pezzi. Non è stato subito semplice, molti cocci proprio non volevano saperne di stare attaccati. Pian piano hanno preso confidenza con i materiali e tutto è andato al suo posto. Si sono appassionate e il kintsugi è stata una attivazione perfetta, abbiamo parlato delle ferite, delle cicatrici interiori, di come si possono rimettere insieme i pezzi e se sia giusto farlo… Tutto allegramente ma molto metaforico. Noi siamo amiche e tutte abbastanza chiacchierone, però forse avrei dovuto mettere una musica adatta.

Piene di queste emozioni siamo passate al successivo lavoro di cancellazione su una pagina uguale per tutte tratta dal libro dell’inquietudine di Pessoa. Mi sono sembrate molto emozionate. La mia proposta era con il nero, l’oro e l’applicazione degli avanzi dell’oro del kintsugi, ma qualcuno ha visto la necessità di evidenziare il filo di unione delle parole e ha chiesto il rosso.

Ci siamo fermate un po’ per gustare una tazza di tè con una fetta di torta (io ho l’abitudine di portare una crostata di marmellata coi cuoricini) e poi abbiamo lavorato su una pagina a caso dal libro da cui io avevo tratto il mio esempio.

 

Non è stato immediato trovare la poesia ma lavorando in silenzio e senza fretta, alla fine si sono sorprese dei risultati. Una di loro che è creatrice appassionata e con una grande manualità, era forse la più dubbiosa ma alla fine ha detto che non avrebbe mai pensato di essere capace di scrivere una poesia.

Un’altra ha detto che delle volte le era venuto il pensiero di farlo con la settimana enigmistica, per cui ora le taggo sulla pagina fb.

Ecco alcuni dei loro commenti dopo l’esperienza:

“A me è piaciuto Molto. E’ stato  Oltre il  divertimento e lo star bene durante l’attività, anche lo stile con cui ci hai comunicato ogni suggerimento è stato incisivo e incoraggiante. Una Bellissima atmosfera”

“È un tipo di lavoro che mi piace tantissimo ed è fantastico tirare fuori delle potenzialità interiori e avere  qualcuno che te ne da l’opportunità, con metodo e leggerezza al contempo”

“Per me è stata una piacevole scoperta, sia il kintsugi che il caviardage. Il kintsugi più rilassante, il caviardage per me più complesso (rischio di pensare troppo quindi devo prenderlo come un gioco sennò mi intrippo). Devo costringermi a non pensare e chiudere nell’armadio l’ingegnere che è in me… E queste cose mi fanno un gran bene”

“Kintsugi.. unico!!!! Caviardage un meraviglioso gioco con le parole che da possibilità di  creare armonia. fantastico, ognuno ha portato qualcosa di unico”

 

Le poesie create per me sono state molto emozionanti, alcune davvero stupende. Per una delle ragazze questo ha creato un momento di imbarazzo perché giudicava la sua una sciocchezza. Lei è quella che si considera meno “brava con le mani” e ha sempre paura di non essere all’altezza quindi mi è venuto spontaneo leggerle il mio lavoro che mi sembrava non altrettanto all’altezza del lavoro precedente appena letto.

“La cicatrice crea forme che osservo con curiosità, scompare dalla memoria ma freme nella mia testa e sento la sua voce” .

Lei si è rasserenata e quando ha letto il suo mi sono meravigliata io stessa, era davvero emozionante, e secondo me lei stessa si è inorgoglita mentre in passato vedeva i suoi lavori sempre peggio di quelli degli altri.

Questo è quello che mi stupisce ogni volta del metodo: vedere che se diamo ascolto a quello che c’è dentro di noi vengono fuori un sacco di cose, le emozioni escono e lasciano stupefatti noi stessi di quale forma meravigliosa riescano a prendere.

Allora predisponiamoci alla meraviglia, continuiamo a stupirci e a riempirci d’oro e bellezza.

 

https://www.caviardage.it/insegnanti/name/augusta-calzolari/

 

Corso a Matera: Il Caviardage nella pratica didattica: 8 e 9 Ottobre

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IL METODO CAVIARDAGE, cercare la poesia nascosta.
Da pratica personale a metodo didattico per la scuola.
Laboratorio teorico-pratico.

SABATO 8 ottobre 2016
DOMENICA 9 ottobre 2016
ORE 15,30-18,30

Condotto da Tina Festa, creatrice del Metodo.
Antonella Andrisani e Nunzio Di Lena, formatori in Metodo Caviardage

Il laboratorio si articola in due incontri.
Nel primo si conoscerà il Metodo, la storia e filosofia e la tecnica di base con delle piccole varianti.
Nel secondo incontro oltre a sperimentare altre tecniche si apprenderà come proporre le attività a scuola.

DESTINATARI

Il laboratorio è aperto a tutti ma è particolarmente rivolto in questa occasione a educatori, maestre e insegnanti che vogliono apprendere delle nuove tecniche di scrittura creativa da utilizzare nella didattica e all’interno di percorsi scolastici con bambini e ragazzi.

QUANDO?
SABATO 8 ottobre 2016
DOMENICA 9 ottobre 2016

A CHE ORA ?
dalle ore 15,30 alle ore 18,30 (con pausa tè)

Costo: euro 80,00 (iva compresa) – materiali inclusi

MIN 4 MAX 8 PARTECIPANTI

MODALITA’ DI ISCRIZIONE AI CORSI
Inviare una email a metodocaviardage@gmail.com
con oggetto: corso Caviardage per docenti – Matera
Si darà priorità alle domande di iscrizione tenendo conto dell’ordine di arrivo delle stesse, fino a esaurimento posti.
L’iscrizione si intende avvenuta alla ricezione della mail di conferma

LUOGO:
Studio d’arte Festa – Viale N. Festa, 3
MATERA
Qualora le iscrizioni superassero le 8 unità il corso sarà condotto in un luogo diverso.

APPROFONDIMENTO:
Il Metodo Caviardage racchiude diverse tecniche di scrittura creativa poetica che aiutano a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca ma da testi già̀ scritti: pagine strappate da libri da macero, articoli di giornali e riviste, ma anche testi in formato digitale.

La tecnica di base si contamina con svariate tecniche artistiche espressive (quali il collage, la pittura, l’acquarello, etc.) per dar vita a poesie visive: piccoli capolavori che attraverso parole, segni e colori danno voce a emozioni difficili da esprimere nel quotidiano.

Il Metodo può essere utilizzato per sè stessi, come pratica di benessere, all’interno di percorsi scolastici, per attività artistiche o di intrattenimento ludico-espressivo e in ambiti terapeutici come in arteterapia e counseling.

Il Metodo didattico è stato creato ed è diffuso in Italia da Tina Festa e viene utilizzato da insegnanti nelle proprie classi o da formatori certificati che, in qualità di esperti esterni, propongono laboratori singoli o corsi in scuole di ogni ordine e grado a partire dalla Scuola Primaria, in ateliers, biblioteche e librerie, in associazioni e dovunque si voglia creare un evento legato alla scrittura creativa poetica.

Il Metodo didattico del Caviardage è stato premiato dalla Fondazione Amiotti nel progetto 2015 “Didattica del Fare – Fare per Includere”.

A fine corso verrà rilasciato attestato di partecipazione.
Si specifica che il soggetto proponente NON è soggetto accreditato dal Miur.

Diario visivo-poetico – Rosa Santoro

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Circa un’anno fa, durante il 2° seminario di formazione nel metodo caviardage, sono venuta a conoscenza dell’altered book durante l’intervento fatto da Gabriella Costa che nell’occasione ha proposto attività su libri di fiabe ma ha affermato che era possibile fare la stessa cosa sIMG_20160224_103714u tutti i tipi di libri. Ci ha proposto di modificare il libro con diverse tecniche artistiche ma principalmente attraverso il metodo caviardage, trovando così la poesia in ogni pagina. Tutto ciò mi ha fatto pensare molto. In arteterapia si consiglia sempre di avere un diario visivo, un diario principalmente di immagini in cui ogni tanto si può anche scrivere. Ed ecco che sono giunta alla conclusione che il diario visivo potIMG_20160224_103812eva arricchirsi ancora di più con il metodo caviardage ed ottenere il diario visivo –poetico.

Chi di noi non ha mai scritto un diario? Alle volte scrivere le parole delle nostre emozioni o raccontare la nostra giornata risulta davvero difficile ed ecco che il metodo caviardage ci aiuta in questo, facendoci creare un piccolo componimento poetico.

Come ho già detto in un mio precedente contributo, il metodo caviardage è un ottimo strumento in arteterapia per guardarsi dentro, questo porta al fatto che trovare la poesia nascosta parla di noi, e in un diario visivo- poetico questo è evidente grazie al pregio della delicatezzIMG_20160224_104222a insita nel metodo.

Le parole unite all’immagine sono di un effetto incredibile ed aiutano. Il risultato ottenuto, è bello da vedere ma lo è anche per noi, nell’anima e nel cuore, perchè ci  permette e ci aiuta a parlare di noi e di ciò che abbiamo dentro.

Io lo utilizzo in arteterapia con pazienti singoli e con persone che partecipano ai miei gruppi di lavoro: il diario mi permette di cIMG_20160224_103941apire e sapere cosa è successo in ognuno tra un’incontro e l’altro.

Il diario visivo-poetico è un’ottima pratica personale. Anche io personalmente ci passo ore, facendo uscire sempre qualcosa che parla di me e di come mi sento, peIMG_20160224_103751rché la poesia è mia, è parte di me e di ciòche ho nel cuore.  Il metodo caviardage ha il merito di agevolare questo racconto di noi.

In questo ultimo anno ho già creato due altered book utilizzando un libro che mi sta molto a cuore, Alice nel paese delle meraviglie, in due versioIMG_20160224_104049ni diverse: ognuno dei due parla dell’anno appena trascorso , e di ciò che mi è capitato.

E’ forse l’unica modalità di diario che riesco a portare a termine e comprendo ogni giorno di più le grandi potenzialità di questo strumento che ovviamente non è solo per “addetti ai lavori” ma anche utile a livello personale: è come dedicarsi del tempo creativamente con serenità, liberando ciò che si ha dentro. Ognuno può decidere se  far leggere il diario visivo opIMG_20160224_103828pure no!

Io condivido solo alcune delle pagine presenti nel diario visivo-poetico mentre altre sono molto personali e le tengo per me anche se può sembrae egoistico, cosa che credo  in piccoli dosi faccia bene a noi stessi.

E come creare delle piccole opere d’arte personali e quindi possiamo reputarli dei “libri d’artista” che sono impregnati di noi.

Mi sto apprestando ad iniziare il prossimo sulle pagine di Orgoglio e pregiudizio…chissà di quali emozioni e storie si riempirà!!

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Giornata Mondiale della Poesia: 21 marzo 2016, una sfida per tutti!

CELEBRIAMO LA GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA INSIEME!

LIBERIAMO LA POESIA!

UNA SFIDA PER TUTTI!

Quest’anno abbiamo pensato di invitarvi tutti, attraverso il sito caviardage.it, a partecipare attivamente alla nostra chiamata alle arti…poetiche!
Tempo fa eravamo soliti organizzare delle “sfide creative” mensili nel gruppo Facebook dedicato al Caviardage, ora lo facciamo attraverso questo sito sperando di raggiungere molte più persone,  in occasione della Giornata Mondiale della Poesia 2016.

Scegli tra queste due tecniche’:

 

12745517_10208563244549688_497651887519448290_n1) CUT UP E POESIA SOSPESA

Materiali di cui hai bisogno: il testo di una canzone, forbici, colla, un cartoncino.

Ecco cosa devi fare:
a) Cerca online una canzone che abbia nel testo la parola “marzo” o la parola “primavera”.
b) Copia il testo ed incollalo su un documento in word in modo che il carattere sia abbastanza grande per lavorare con le parole.
c) Utilizza la tecnica del Cut Up e realizza una cartolina poetica della dimensione che preferisci (puoi creare un segnalibro, può avere una forma rettangolare, tonda, quella che preferisci!)

Il tema è libero!
d) Sul retro aggiungi questo testo

21 marzo 2016 Giornata Mondiale della Poesia
QUESTO PENSIERO POETICO E’ PER TE! Portalo via.
Scatta una foto della poesia e mandala a questo indirizzo: metodocaviardage@gmail.com

Condividi se vuoi su Facebook ed instagram usando l’hashtag ‪#‎metodocaviardage‬

 scarica qui il testo da incollare sul retro: 21 marzo 2016

e) Recati in una libreria e nascondi il tuo lavoro in un libro. Puoi anche tu scattare una foto ed inviarla alla stessa email e/o condividere su FB ed Instagram

 

2) Caviardage. LIBERA LA POESIA!
Con la tecnica del Caviardage realizza una poesia visiva contaminando il Caviardage con la tecnica artistica che preferisci ed utilizzando una pagina strappata da un libro da macero.
Il tema è libero.
Puoi incollare la pagina del libro su un foglio o cartoncino ed allegare sul retro il testo come nella precedente tecnica, oppure aggiungi una nota scritta su un altro foglio.
Recati in una libreria o in altro luogo pubblico e libera la tua poesia!

Puoi anche tu scattare una foto ed inviarla alla stessa email come sopra e/o condividere su facebook ed instagram.

 

12765532_10208560370437837_2015338639_oLE FOTO SARANNO PUBBLICATE IN QUESTO SITO, IN UNA GALLERIA DEDICATA ALL’EVENTO.

Per sapere di più sulle tecniche del Caviardage e cut up si rimanda al libro:
“Caviardage, il metod0. Cercare la poesia nascosta” Edizioni Altrimedia
acquistabile direttamente dalla casa editrice 
oppure attraverso i maggiori siti    libreria universitaria  IBS  ed altri.
(caviardage realizzato da Chiara, 9 anni…e mezzo)

Metodo Caviardage e la magia della emozioni svelate

Entrare in contatto con le nostre emozioni più profonde, attraverso questo magico metodo di scrittura creativa

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Il 6 e 7 febbraio 2016, a Milano, presso l’associazione culturale Semidisè, l’arteterapeuta Rosa Santoro ha condotto un workshop sul Metodo Caviardage e Arteterapia nel quale ho collaborato presentando un intervento a conclusione delle due giornate.

Il seminario è stato incentrato sulla sperimentazione di varie tecniche del Metodo Caviardage ed Arteterapia presentate da Rosa con competenza e solarità, che hanno permesso gradualmente ai partecipanti di entrare, in punta di piedi, in contatto con alcune parti di sé ed al gruppo, nella sua interezza, di sviluppare un feeling, una connessione comune, consentendo ai partecipanti di raggiungere un livello di intensità profondo.

06 01

Caviardage a regola d’Arte

02 Il mio intervento si è sviluppato a partire dalla proposta di creare un Caviardage a regola d’Arte, un quadro, utilizzando il Metodo Caviardage; dopo aver quindi trovato la propria poesia nascosta i partecipanti sono stati guidati verso un processo di interazione reciproca.

Ed è qui che accade la magia! … Lo sguardo di una persona “altra” ha saputo arricchire il proprio, rendendo il lavoro unico e sorprendente.

La magia di questo intervento è duplice: da una parte si ha avuto la possibilità di poter vedere la propria creazione interpretata da un “estraneo”, inteso come altro da sé, quindi avere in dono una lettura differente rispetto il proprio punto di vista; dall’altra l’atto di ricevere un messaggio inaspettato ha comportato anche il compito di saper sostenere la responsabilità e la delicatezza con la quale agire un’inter-azione autentica con il resto del gruppo.

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08Il Gruppo

I gruppi non sono tutti uguali! E questo è stato veramente speciale: persone pronte a mostrare le parti più intime di sè, aperte nel condividere, nel mettersi in gioco, nel permettere all’altro di poter entrare delicatamente nel proprio sentire in maniera tale da accogliere, e trasformare poi, ció che é emerso attraverso nuove forme, nuovi gesti, nuovi colori.

 

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Tutte le trasformazioni, che siano più o meno consapevoli, avvengono attraverso l’esperienza; grazie a queste due giornate di Caviardage ed Arteterapia ancora una volta si è potuto sperimentare la forza terapeutica di questo Metodo che ha saputo regalare ad ognuno di noi preziosi doni.


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Grazie!

Desidero ringraziare Rosa per la sua competenza e professionalità; ringrazio inoltre con con tutto il cuore 03i partecipanti di queste due giornate che hanno dato vita e colore alle emozioni emerse in questo spazio unico, fuori dal tempo, in cui i pensieri hanno preso nuova forma attraverso le parole, e grazie ad esse, hanno saputo ritornare a noi come nuovi, per colpirci e renderci ancora più consapevoli e forti, più felici!

 

Simona Fornaroli, Arteterapeuta e Formatrice Metodo Caviardage

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Le lettere dal fronte diventano poesia a Mola di Bari.

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Ho ricevuto un nuovo ed interessante contributo dall’insegnante Anna Maria Greco di Mola di Bari. Anna Maria mi ha informata di aver deciso di proporre le attività di Caviardage in classe dopo aver lei stessa sperimentato la tecnica durante un laboratorio tenutosi in Puglia.

Di seguito il resoconto dettagliato delle attività di caviardage svolte in classe per realizzare i meravigliosi lavori che a breve saranno in mostra.

Colgo l’occasione per ringraziarla sia per il lavoro effettuato con i ragazzi che per la documentazione inviatami che ora condivido con tutti voi.

Grazie Anna Maria!

Tina Festa

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CAVIARDAGE: LA NOSTRA ESPERIENZA

a cura di Anna Maria Greco

L’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, sezione di Mola di Bari, in collaborazione con l’Associazione Culturale Filatelica Numismatica di Mola, ha organizzato per domenica 24 maggio 2015 una Mostra documentaria sulla Grande Guerra 1915-1918, che si terrà presso la sede dell’Associazione Combattenti e Reduci, in piazza XX Settembre 40.
Il nostro Circolo è stato chiamato a partecipare alla Mostra in questione con la produzione di disegni a tema. Abbiamo accolto subito l’invito e siamo andati alla ricerca di attività didattiche che prevedessero sia un approfondimento degli eventi propriamente storici sia percorsi volti a riscoprire e promuovere il grande valore della pace, un diritto e un prezioso ”bene comune” da preservare gelosamente.
Ecco, nei punti essenziali, il nostro percorso: in primis è stata effettuata un’analisi del contesto storico della Prima Guerra Mondiale per conoscere e capire, ad un livello essenziale, cause e conseguenze; è seguita una fase di lettura e comprensione, attraverso lavori di gruppo e individuali, di materiali e documenti disponibili (carte geostoriche, fotografie d’epoca, lettere dal fronte, testi storici, poetici e letterari …).

La nostra attenzione si è, poi, incentrata sulle lettere dal Fronte: le testimonianze epistolari sono numerosissime e preziose e ci offrono un’immagine autentica e diretta degli eventi di quel tempo.

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Ne abbiamo lette diverse e con molta attenzione, consapevoli del fatto che l’invio e l’arrivo della posta erano momenti realmente importanti per i soldati. Le lettere riuscivano a tenerli in contatto non solo con le famiglie ma anche con un mondo “normale”, al quale speravano di ritornare sani e salvi nel momento in cui l’incubo della guerra fosse finito. Ci siamo soffermati, in particolare, su tre lettere scritte alla figlioletta Cecilia, chiamata teneramente “Dolceamore”, da un soldato che ha combattuto la Prima Grande Guerra.

Siamo andati, a questo punto, alla ricerca di un modo efficace per “catturare” i sentimenti che nascevano dalla lettura di quelle splendide parole. Eravamo piuttosto confusi, non potevamo affidare le nostre emozioni semplicemente alle immagini. Ci volevano anche le “parole”, ma non dovevano né potevano essere invadenti, superficiali, scontate …
E così, durante la nostra ricerca di idee e spunti, abbiamo fatto riferimento al sito curato dalla prof.ssa Tina Festa, nel quale è ampiamente e dettagliatamente illustrato un metodo di Scrittura Creativa da lei ideato e diffuso in Italia: il CAVIARDAGE, ossia alla RICERCA DELLA POESIA NASCOSTA.
Tutto allora è stato chiaro per noi: partendo dalle lettere dal Fronte, intense e colme di tanto amore, speranza, coraggio, affetto, tenerezza, nostalgia e ricordo, sarebbero nate le nostre poesie!

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Il termine CAVIARDAGE deriva dal francese caviar, caviale, e significa “cavialeggiare”, cioè “annerire”.
Abbiamo proceduto in questo modo:
a) abbiamo letto il testo delle lettere scritte dal babbo a Cecilia Dolceamore, fornito su fotocopia;
b) nel testo letto sono state messe in evidenza frasi e parole che “colpivano” in modo particolare; in questa fase ciascuno è stato libero di scegliere quelle più confacenti, combinandole con altre che “suonavano” meglio;
c) il “resto” del testo è stato decorato a piacere con il semplice “annerimento”, con disegni, con collage, usando tecniche e strumenti vari, in base ai gusti e alle inclinazioni;
d) infine, è stato ottenuto un componimento poetico, “incastonato” come un gioiello in uno sfondo gradevole anche sul piano grafico – pittorico.

Nelle fasi di applicazione del Metodo è stato necessario porre in essere alcune semplici strategie:
– qualche alunno ha manifestato un certo iniziale disorientamento davanti al testo e si è fermato, perplesso e confuso; è bastato incoraggiarlo, dandogli un primo piccolo input, per sbloccare l’incertezza e vederlo procedere spedito;
– coloro che mostravano indecisione nella fase decorativa sono stati subito rassicurati dal fatto che era possibile anche solo annerire il testo “scartato”; sovente, poi, è accaduto che incominciassero spontaneamente a decorare in modo molto personale e creativo;
– avendo operato con solo tre differenti testi e, nel contempo, effettuato conversazioni e discussioni collettive su un tema comune, c’era il rischio che si verificasse una certa “ripetizione” dei componimenti poetici; invero, non è accaduto poiché ciascun alunno è stato mosso da un ritorno comunicativo reale molto personale, rielaborandolo e facendolo proprio. A tale scopo, nella fase di “ricerca della poesia nascosta”, è stato funzionale “limitare” la comunicazione tra i soggetti, ponendoli nella condizione di concentrarsi sulle proprie emozioni e sensazioni mediante l’utilizzo di un sottofondo musicale tenue e discreto.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

L’esperienza è piaciuta molto: ogni alunno ha avuto la possibilità di “mettersi in gioco”, di liberare la propria fantasia, di materializzare emozioni e stati d’animo.
Accogliendo un pensiero di Andrea Zanzotto, poeta italiano tra i più significativi della seconda metà del Novecento, sulle possibilità espressive che il linguaggio infantile possiede, crediamo fermamente che la scuola sia il luogo eletto per alimentare la situazione privilegiata che coesiste tra bambino e poesia già prima che egli impari a parlare correttamente.
In termini didattici e operativi significa educare i bambini alla sensibilità, a capire e a vivere se stessi, gli altri, le cose, in senso profondo, offrendo a ciascuno momenti di autentica “libertà espressiva”, nel corso dei quali emergono esigenze spontanee e intime che portano, immancabilmente, al “poetico”.

Nell’universo degli strumenti utili ed efficaci a tale scopo, il Caviardage guadagna un posto di ragguardevole e meritato rispetto!

L’ ins. A.M. Greco e gli alunni della VA
Plesso“E. De Amicis” – Mola di Bari

Mamma, ti guardo e penso che…

CUT UP E FLUSSO DI COSCIENZA

ATTIVITA’ DI SCRITTURA CREATIVA POETICA

PER LA FESTA DELLA MAMMA

 

Diversi anni fa ho utilizzato, in una classe della scuola Primaria, in prossimità della Festa della Mamma una tecnica appresa durante un corso di formazione in Teatroterapia. E’ un’attività che coniuga il cut-up con il flusso di coscienza. E’ una tecnica che ho utilizzato anche nella Scuola Media e con gli adulti ed ogni volta l’attività ha avuto dei risvolti soprendenti.

Ve la propongo oggi perchè è un modo diverso per creare una poesia dedicata alla mamma, una poesia che scaturisca da emozioni profonde e da pensieri non detti. (Per chi volesse saperne di più può far riferimento al Capitolo 12 “Flusso di coscienza e cut-up del mio libro sul Caviardage )
La tecnica del Cut–up con il flusso di coscienza dà la possibilità a tutti di attingere il materiale con il quale lavorare dalla grande ricchezza individuale e fa in modo che ogni persona, oltre a riconoscere il bello che c’è in se, riesca a dare forma artistica alla ‘voce interiore’.

MATERIALI NECESSARI:

una foto della mamma
fogli a righi larghi
una penna che scivoli bene sul foglio (ad esempio le penne gel)
forbici
colla
cartoncino colorato.

STRUMENTI NECESSARI:

musica di sottofondo

marzo 2010 005Ogni alunno sarà invitato ad osservare la foto della mamma ed a fare come indicato di seguito ma è bene che sappia sin dall’inizio che può essere libero di scrivere quello che desidera perchè nessuno leggerà il contenuto del suo scritto.

Accertatevi che le indicazioni siano ben chiare, in particolar modo lo scrivere a righi alternati, con una scrittura chiara, senza andare a capo e lasciandosi andare dal flusso di coscienza, in modo che voi non dobbiate avvicinarvi a controllare e che i ragazzi si sentano liberi di scrivere qualunque cosa passi per la loro mente-

(il testo che segue può essere letto dall’insegnante).

Abbiamo a disposizione un solo foglio e dobbiamo usarlo tutto, dal primo rigo sino all’ultimo MA scrivendo a righi alterni, con una calligrafia chiara e non troppo minuta e utilizzando un’unica facciata.
Scriviamo sul foglio al centro del primo rigo le parole MAMMA TI GUARDO E PENSO CHE, poi lasciamoci andare e scriviamo tutto quello che ci passa per la mente, seguendo e riportando il flusso della nostra coscienza sulla pagina, senza badare alla punteggiatura ed alla logica dei nostri pensieri e ricordandoci di lasciare SEMPRE un rigo vuoto.
Non è necessario rileggere il testo e non è importante che il testo sia corretto grammaticalmente, l’importante è invece abbandonarsi al flusso di pensieri e scrittura.
Ci fermeremo con la scrittura solo quando saremo arrivati a fine pagina.
Ogni volta che ci blocchiamo ripartiamo immediatamente dalla frase iniziale “MAMMA TI GUARDO E PENSO CHE…”  e riprendiamo la scrittura fluida che segue il pensiero. Non bisogna mai fermarsi a pensare cosa sia meglio scrivere perché qualunque cosa passa attraverso la nostra mente in questo momento va bene, è preziosa ed è degna di essere riportata sulla carta, anche se abbiamo in mente la lista della spesa o delle parole troppo forti, scriviamo! Nessuno leggerà e giudicherà il testo.
Quando terminiamo posiamo la penna, chiudiamo gli occhi (per attendere gli altri, se si lavora in gruppo) per rilassarci e facciamo un profondo respiro.
Prendiamo le forbici e tagliamo la pagina proprio al centro di ogni rigo vuoto fino ad ottenere tante striscioline di carta.
Prendiamo ogni striscia e la strappiamo con le mani o con le forbici, per due o tre volte, facendo attenzione a non troncare le parole e senza fare una scelta sul testo.
Mescoliamo tutti questi pezzettini di carta: questo sarà tutto il materiale che ci servirà per creare la poesia.
Cominciamo a comporre una poesia breve scegliendo tra tutte le parole quelle che ci servono senza però usare le parole di avvio.
In questo momento, a differenza di quello precedente, lavoriamo con maggiore consapevolezza in quanto dobbiamo dare un senso compiuto alla nostra poesia.
Mettiamo i pezzi che scegliamo su un foglio bianco o colorato, muoviamo le parti sul foglio per provare diverse soluzioni creative e solo quando abbiamo composto la poesia e l’abbiamo letta per diverse volte, attacchiamo le parti con la colla.
Possiamo scegliere un titolo tra le parole che abbiamo scartato, oppure scriverlo a mano in alto, al centro del foglio.

Se si lavora in gruppo a fine lavoro ci sarà il momento della condivisione.

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La poesia realizzata può essere donata alla mamma nel giorno della sua festa.