Il viaggio metafora della vita. Proposta didattica per una strada con cut up e Metodo Caviardage.

Articolo di Federica Ciribì

Da giorni sto lavorando coi miei ragazzi su una strada metaforica che descriva la loro vita attraverso le tappe che loro ritengano più significative. E’ stata una grande occasione di riflessione per tutti e mi sono scontrata con le difficoltà che i giovani hanno non solo a disegnare (sono abituata) ma anche a scrivere.

La settimana scorsa ho letto una frase di Milo De Angelis che ritengo particolarmente adatta a me e che descrive alla perfezione il mio “sentimento” per le parole: “Non scrivi ciò che sai ma cominci a saperlo scrivendo”. Ovviamente l’ho appuntata sul mio Diario e l’ho letta in classe. Non ha ottenuto il risultato atteso, spronarli a scrivere e disegnare, almeno a provarci, ma mi ha fatto capire che dovevo mettermi in gioco e che dovevo lavorare anche io sulla mia strada, dovevo dare il buon esempio.

Ho pensato a lungo come realizzare questo lavoro dal punto di vista grafico, volevo stupire i miei ragazzi, fare qualcosa di originale e alla fine ho scelto di fare un collage con strisce di carta tagliate da libri di carta da macero e quotidiani. Non ho letto quello che stavo incollando, l’ho semplicemente attaccato seguendo il mio gusto “estetico”. o almeno pensavo di aver fatto così.

Visto che coi miei ragazzi ho discusso a lungo su quanto avrebbe dovuto essere lunga la mia strada, avendo io più del triplo dei loro anni, ho deciso di mettere all’inizio del mio percorso non la data di nascita (come hanno fatto loro) ma la data della mia Laurea.

Mi risuonavano in testa le parole di Milo De Angelis e una volta stabilita la prima tappa della strada, non ho potuto non approfittare per utilizzare le parole sulla carta per un lungo e non convenzionale Caviardage.

Questo lavoro mi ha dimostrato ancora una volta quanto sia potente la poesia nascosta: dalle strisce di carta sono emerse le parole che mi servivano per mettere in fila i sentimenti degli anni post laurea, il vissuto, le amicizie, i dolori, gli amori. Tutto. Persino un matrimonio sbagliato, descritto per come esattamente è stato, di meglio non avrei potuto fare. Dalla mia strada/cut up è fiorito un potente flash back, un momento di crescita inaspettato.

Ho voluto concludere il lavoro con un Caviardage per impiegare le pagine strappate che mi erano avanzate. Ora questo Caviardage fa da cornice alla strada/cut up e racconta anch’esso dei miei anni post laurea, quando abitavo nei vicoli di Genova, città di mare, crocevia di popoli provenienti da tutto il Mondo. Genova, signora da sempre multietnica e inclusiva. Nel mio Caviardage si legge: “Ho fatto uno strano viaggio. Sempre sorridendo la mia vita bisbigliava in un’atmosfera sottile tra strade in salita, pelle bruna, naturale dignità di una razza timida.”
Ho raccontato il mio viaggio tra i ricordi e le parole ai miei ragazzi. Lo abbiamo fatto in
cerchio, seduti per terra.

Alla fine di questo momento di condivisione ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato a lavorare col cuore più pieno e fiducia più salda.

Federica Ciribì, docente di Arte e Immagine, ideatrice del metodo Diario Visivo.

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