Progetto curato da Paola Carpeggiani Insegnante Certificata Metodo Caviardage e Veronica Gambetti Insegnate Yoga titolare del Centro Yoga Padma Niketan di Mantova

Il centro Yoga Padma Niketan ha avviato un progetto  sperimentale di integrazione tra le pratiche tradizionali Yoga ed il Metodo Caviardage.

Oltre al progetto di laboratorio permanente di Meditazione e Metodo Caviardage, questa sperimentazione si inserisce anche a conclusione della pratica annuale di  SHANKA PRAKSHALANA .

La pratica di Shank Prakshalana, lavora su più livelli apportando benefici fisici, aumentando la chiarezza mentale e l’energia individuale  e aprendo la via alla percezione del Sè. Questi benefici sono amplificati dalla pratica del silenzio.

Shanka Prakshalana è una delle sei tecniche di purificazione menzionate nella Gheranda Samhita sotto il termine di Dhauti Varisara. Il termine è composto da SHANKA che significa conchiglia e PRAKSHALANA che significa lavare; indica il lavaggio completo dell’intestino, la cui forma è paragonata ad una conchiglia. Si pratica con acqua e sale.

Il Seminario di Purificazione organizzato dall’Associazione culturale “Yoga Padma Niketan” si svolge ogni anno nella settimana che precede la Pasqua.

Molte delle pratiche fisiche che vengono proposte sono descritte in un testo del XVII secolo che prende appunto il nome di Gheranda Samhita ed è uno dei testi tradizionali dello Hatha Yoga insieme all’Hatha Yoga Pradipika e allo Shiva Samhita. Tuttavia, essendo testi in larga misura, volutamente, criptici la preparazione ed esecuzione delle diverse pratiche è affidata alla trasmissione orale: così come proposte da Yoga Padma Niketan in questo seminario, sono state trasmesse dal Maestro Swami Yogeshwarananda Saraswati Maharaji a Lakshmi (Lucia Mincuzzi, sua discepola diretta) e da Lakshmi a Veronica Gambetti, insegnante di yoga e Presidente dell’Associazione.

Il Seminario di Purificazione è un percorso impegnativo sia sul piano fisico che mentale ed emotivo, poiché le pratiche di cui si fa esperienza agiscono sui diversi piani di esistenza e di coscienza: quello corporeo, quello energetico, quello mentale e quello spirituale.

L’intero percorso, comprensivo di una setimana di preparazine e dei tre giorni di residenziale, è sostenuto dagli insegnamenti degli Yoga Sutra attribuiti a Patanjali, e in particolar modo da tre Niyama (osservanze di tipo disciplinare e costruttivo che hanno la finalità di determinare dei mutamenti positivi nel carattere di coloro che intraprendono il sentiero dello yoga): Santosha, Sauca e Tapa.

Durante la settimana di dieta che accompagna al graduale digiuno si incontra più da vicino l’esperienza di SANTOSHA, ovvero l’ essere soddisfatti di ciò che si ha e non si ha (II. 42 santosa tanuttamah sukhalābhah / Dall’appagamento si ottiene la felicità suprema). Questo appagamento può essere conseguito attraverso la rottura delle abitudini e l’esperienza del non attaccamento.

La pratica di  Shanka Prakshalana e l’immersione nel silenzio e nella meditazione invitano a sperimentare il valore di SAUCA, la Purezza,  pulizia interna e esterna (II.40 sauca tsvanga-jugupsaparairasamsargah – Dalla purezza sorge un’indifferenza per il proprio corpo esteriore e un bisogno di ritrarsi in solitudine / II. 41 sattvasuddhi saumanasya aikagrya indriyajaya atmadarsana yogyatvani ca / Dalla purezza della mente sorge serenità, concentrazione, controllo dei sensi e chiara percezione del proprio Sé). TAPA sembrerebbe svolgere la funzione di indispensabile supporto a tutto il percorso, in quanto il termine si riferisce ad un’intera classe di diverse pratiche il cui fine è disciplinare e purificare il corpo fisico e quelli sottili e portare i veicoli del Sè sotto il controllo della forza di volontà (II.43 kayendriya-siddhir asuddhi-ksayat tapasah / La perfezione degli organi di senso e del corpo -consegue- dalla distruzione dell’impurità mediate l’ascesi).

A conclusione di tutto questo percorso psico-fisico e spirituale la pratica del Caviardage secondo il metodo di Tina Festa porta a condensazione ed a maggiore consapevolezza tutti quegli aspetti dell’esperienza trasformativa che la purificazione innesca attraverso la costruzione del componimento poetico e la sua realizzazione visiva.

Quale funzione può svolgere il caviardage prodotto all’interno di un tale contesto? Ovviamente possiamo solo formulare riflessioni sulla base dell’esperienza sinora compiuta, semplici spunti, angolazioni per uno sguardo verso la scoperta del potenziale di questo strumento di scrittura creativa poetica.

Il caviardage ottenuto, nel quale l’autore si esprime,  diviene oggetto di interazione profonda, il soggetto si vede riflesso nella propria opera e scopre di sé aspetti  spesso ignorati, spesso privi delle parole adatte ad essere appunto nominati e quindi riconosciuti come esistenti, da tenere in considerazione.

La relazione con il proprio caviardage è del tutto personale, può accadere che vi si scorga tutto quello che il percorso di purificazione ha permesso di lasciare andare, ciò che siamo stati, ciò che lasciamo alle spalle e che non siamo più.

Può anche accadere che il componimento contenga invece i germi di un cambiamento ancora in totale divenire, ancora sconosciuto ma reso possibile proprio dal travaglio che il percorso di purificazione  rappresenta, una vera rinascita sia simbolica che reale.

Altre volte ancora il soggetto intravede parti di sé o della propria vita mai pensati o incontrati prima o ancora parti che possono “non piacere” ma il cui contatto è necessario per procedere sempre più interi e completi nella propria vita, in questo caso ci avviciniamo molto al concetto di integrazione dell’ombra nel processo di individuazione in riferimento alla Psicologia Analitica di C.G. Jung.

Il Metodo Caviardage si offre a infinite applicazioni; per la sua semplicità e per la possibilità al tempo stesso di avvalersi di innumerevoli differenti tecniche, mantiene un’identità molto chiara legata alla definizione stabile delle fasi del processo attraverso il quale si attua  mentre è molto flessibile per quanto riguarda le modalità creative della parte estetico-visiva: per questo può coesistere, affiancare e implementare pratiche disparate (come in questo caso un’antica tradizione yoga) senza snaturarle o snaturarsi, ponendosi come valido strumento  al servizio della persona che percorre spesso con grande fatica, la via della ricerca di sé.

 

Per l’anno 2018 il seminario si terrà nei giorni 16-17-18 marzo presso il Centro in Bioedilizia Miripiri

Loc. Sborzani, Pigazzano di Travo (Piacenza).

 Per informazioni e programma di dettaglio:

Associazione culturale “Yoga Padma Niketan”

Viale Pascoli, 12 – Mantova

www.yogapadmaniketan.com

info@yogapadmaniketan.com

3474450784