LA MERAVIGLIA

di Anna D’attolico

Insegnante Formatrice in Caviardage.

Ho conosciuto il caviardage in un momento difficile e doloroso della mia vita, in un gruppo di sostegno per donne operate di carcinoma mammario, mi sono subito innamorata di questa tecnica e ho iniziato a cercare parole in ogni dove…che meraviglia!
WP_20160207_18_18_37_Pro(50 anni su una barca senza comando…ma poi uno spiraglio di luce, è la vita!)

Informandomi sul metodo ho scoperto che Tina Festa (l’ideatrice del metodo) di lì a poco avrebbe organizzato a Matera il I seminario per formatori certificati del metodo caviardage e ovviamente mi sono iscritta.
Sono arrivata a Matera in una bellissima giornata d’ estate in un posto immerso nella natura. Un posto magico, ho trovato sperimentatrici fantastiche e un sole che mi faceva pensare alla vita!

Ho ancora negli occhi e nella mente i colori e gli odori, sembravamo una tavolozza di acquerelli!!!

La mia sensazione di meraviglia per questo metodo cresceva giorno per giorno e tornata a casa mi sono sentita “guarita”.
Non nascondo che i primi mesi non riuscivo ha condividere con gli altri tutto ciò, il caviardage era (e ancora un po’ lo è per me) il mio momento privato, il momento per stare con la me più autentica, con la me che non doveva per forza far finta di non avere paura.

In Gestalt la vita è equilibrio tra figura e sfondo:con il caviardage dal mio sfondo indifferenziato fatto di paura, dolore, preoccupazioni, ma anche gioia e tenacia emergeva l’ emozione o bisogno in figura e solo così potevo lasciarlo andare…io sono un counsellor di indirizzo gestaltico e con questo metodo meraviglioso riesco a chiudere le mie gestalt, i miei affari irrisolti, per poi rimanere nel vuoto fertile da cui ricominciare! È come ogni volta tornare a sé stessi.
Adesso utilizzo il caviardage nei gruppi di counselling e ogni volta mi stupisco della sua potenza, anche le persone più rigide e controllate riescono a sciogliersi. Che meraviglia!

Ma la sperimentazione più emozionante è stata nel centro in cui lavoro: un centro diurno per persone senza fissa dimora e immigrati in attesa di permesso di soggiorno, abbiamo provato in tutte le lingue a giocare attraverso le parole.

“Feel alone and silent” Reza (Afghanistan)

“Feel alone and silent”
Reza (Afghanistan)

Dall’ arabo al persiano, dal baramba al francesce, dall’ inglese all’ italiano: abbiamo fatto un lungo viaggio restando tutti nella stessa stanza e anche se a volte il significato delle loro parole non l’ ho capito, mi è bastato vedere l’ emozione nei loro occhi per sentire che andava bene così!

Abbiamo utilizzato la tecnica del cut-up e flusso di coscienza: dopo aver guardato un cortometraggio hanno scritto liberamente e senza alcun tipo di giudizio quello che la visione del corto evocava in loro.

Poi abbiamo tagliato il foglio e scompigliato le parole…la poesia era già lì la poesia di ognuno, la propria poesia intima e personale
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Poesie piene di umanità,

 

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poesie per riflettere.

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“Ora sono un barbone che sogna nel tempo
La rosa è come una donna che non fa niente
Sono una persona…la vita è bella, la musica è bella”
F.G

“Are we real?” Zarif ( Iraq)

“Are we real?”
Zarif ( Iraq)

Per tornare a me, il giorno in cui in ospedale mi hanno detto che ero guarita sono tornata a casa e ho fatto subito un caviardage
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( di sangue e di acqua, la ruota cigola con curiosità…ha una sua storia di fumo odorante)

Gestalt chiusa!!!
Anna D’Attolico