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Tag Archives:: Giovanna Palumbo

Il Metodo Caviardage per una scuola che si apre alla Bellezza.

Il Metodo Caviardage per una scuola che si apre alla Bellezza.

Di Giovanna Palumbo

responsabile area didattica Metodo Caviardage

“Nessuno ama ciò che lo costringe a fuggire” (Daniela Lucangeli);

“Combattere il nostro star male generico con il nostro star bene a scuola “ (Daniela Lucangeli);

“Il sogno di un’altra scuola” (Eraldo Affinati);

“La scuola è un serbatoio di strumenti per contrastare la paura, l’incertezza, il risentimento. La scuola è uno straordinario moltiplicatore” (Benedetta Tobagi);

“La scuola tratta le cose più belle del mondo” (Franco Lorenzoni).

Queste sono solo alcune delle frasi trascritte, nei giorni passati, sul mio taccuino degli appunti, frasi e pensieri pronunciati dai relatori presenti in quella macchina immensa e complessa che prende il nome di Convegno Erickson. Quest’anno è stata affrontata la tematica della Qualità dell’Inclusione. Quest’anno c’eravamo anche NOI del Metodo Caviardage.

Scuola, Inclusione, Metodo Caviardage.

Partiamo dalla scuola, riprendendo il grande Franco Lorenzoni:
“La scuola tratta le cose più belle del mondo”.

Questa frase mi piace davvero, esprime semplicemente una grande verità. E’ una frase che valorizza, che identifica, che moltiplica. In questo spazio vorrei proprio questo, ricordare che la scuola è un contenitore di bellezza, o per lo meno, dovrebbe esserlo.

Ma la scuola dovrebbe essere anche inclusione, dovrebbe proporre una didattica aperta e flessibile, accogliere, offrire diversi modi di apprendere, cambiare il curricolo, proporre un’offerta sulle competenze molto diversificata.

Uso il condizionale perché, pur essendo un contenitore di bellezza, a volte la scuola ristagna in un malessere che offusca e richiude.

Avrebbe bisogno di fiducia, perché l’apprendimento è fiducia (il maestro Lorenzoni torna ad ispirare), ma la fiducia dovrebbe essere estesa a tutti livelli, a tutti coloro che operano nel mondo della scuola: alunno/insegnante, insegnante/alunno, insegnante/insegnante, insegnante/genitore, genitore/insegnate, educatore/insegnante, insegnante/educatore, e così via, fino ad arrivare alle alte sfere. Un elenco di persone lunghissimo in continua e reciproca relazione.

L’insegnante però rimane la chiave di volta.

L’insegnante ha bisogno di stimoli, di strumenti, di metodologie per ritornare ad avere fiducia, per riprendersi il ruolo dello “scolaro saggio, cioè del maestro che tutta la vita si interroga” (F. Lorenzoni).

A Rimini gli stimoli sono stati molti. Si è parlato della necessità di abbandonare una didattica stantia per andare incontro con un sorriso alle esigenze di ciascuno e di tutti, si è parlato della necessità di proporre bellezza agli studenti più fragili e di conseguenza a tutti. Le idee ispiranti, la passione del fare, il desiderio di cambiamento condiviso erano palpabili.

A Rimini c’eravamo anche Noi del Metodo Caviardage, Tina Festa con tutti i suoi formatori i quali, attraverso il Metodo, propongono un punto di vista altro che si colloca perfettamente in questa ottica di rinnovamento.

– A scuola docenti e studenti possiamo riprnderci il cielo. Ora è il momento – Caviardage di Tina Festa.

È indubbio che il Metodo Caviardage è perfettamente inserito in questi solchi già tracciati e può dare il suo contributo per migliorare la scuola e la società in cui viviamo.

Il Metodo accoglie, include, gratifica, espande. Mette al centro l’alunno nella sua individualità, anche attraverso la cooperazione.

Il Metodo è progettazione che nella sua insita natura prevede la valorizzazione di abilità diverse. Il METODO è DEMOCRATICO! Lo voglio sottolineare. Contiene in sé il concetto di universalità e di equità di cui si è tanto discusso a Rimini.
Per questo mi rivolgo ai formatori, agli insegnanti e anche a coloro che non operano direttamente nel mondo della scuola. Considerate questo cambiamento e diventatene parte fondante.

“Fate baccano” (Don Milani)

 

 

LAVORI NELLA SCUOLA E SEI INTERESSATO AL METODO CAVIARDAGE?

  • Sei un docente e vuoi proporre laboratori di Metodo Caviardage nelle tue classi?

Contatta l’insegnante certificato in Metodo Caviardage più vicino? Qui la mappa.

  • Sei un docente e vuoi frequentare un corso per poter poi proporre il Metodo Caviardage in classe in autonomia?

Contatta un formatore Leader in Metodologia Caviardage nella didattica scolastica: qui l’elenco  oppure scrivici : metodocaviardage@gmail.com

  • Sei un dirigente scolastico e vuoi proporre un corso di aggiornamento in Metodologia Caviardage nel tuo Istituto? invia una email a metodocaviardage@gmail.com

 

Laboratorio “Poeti in viaggio”

di Angela Morgese

Cosa c’è di meglio di un laboratorio in cui si utilizza il Metodo Caviardage? Creare il progetto con un gruppo di persone che come te amano questo metodo di scrittura creativa poetica e offrire un laboratorio ricco, non solo di contenuti ma di anime in sintonia…una sintonia palpabile a chi ci si affida.

A giugno per caso ho letto un post su facebook che invitava ad inviare il proprio progetto per partecipare all’XI settimana della Biodiversità presso il Parco Nord sul territorio di Milano e provincia, inizia a materializzarsi un’idea che poi diventa qualcosa di più concreto. Il progetto vince il bando e si parte!

 Ho sempre pensato che il lavoro in gruppo, condiviso, se fatto con buoni intenti, crea energia positiva e così è stato. Noi, cinque persone diverse, con competenze diverse ma con un solo obiettivo: seminare benessere utilizzando il Metodo Caviardage.

Questo viaggio ideale tra i desideri e i luoghi, geografici e simbolici, hanno portato noi e i partecipanti al laboratorio in mondi lontani e nascosti alla vista ma non al cuore; noi abbiamo guidato loro prendendoli delicatamente per mano e accompagnandoli in questo viaggio, loro ci hanno consentito di fare un pezzettino di questo viaggio insieme. Un’esplorazione di mondi che si incontrano e confluiscono creando una sola e unica meta: arrivare all’essenza di sé stessi, imparando ad ascoltarsi.

Auguro a tutti di iniziare il proprio viaggio di scoperta che porterà a conoscere e riconoscere la propria essenza, un viaggio che seppur a volte faticoso, sono certa darà grandi soddisfazioni.

Uno speciale ringraziamento va a chi mi ha affiancato in questa splendida esperienza: Marta Granata, Giovanna Palumbo, Raffaella Resnati, Valeria Salsi e alla nostra fotografa Marta Segalina. Dell’esperienza scrivono:

Marta Granata: Per me è stato un viaggio delicato e potente allo stesso tempo…ho sentito di poter rinnovare la fiducia e la speranza nell’essere umano che può essere ancora capace di coltivare Bellezza e, come dice Pirandello, di camminare nel mondo “in punta di piedi e con occhi grandi”

Giovanna Palumbo: “Il viaggio è camminare sui tuoi passi per trovare i miei.”

Raffaella Resnati: Ogni viaggio porta doni unici ed irripetibili a chi cammina con occhi e cuori aperti. In questa esperienza abbiamo viaggiato così, condividendo bellezza e umanità, donando ognuno qualcosa di sé all’altro e a sé stesso. I miei occhi e il mio cuore si sono riempiti e nutriti di meraviglia, speranza e profonda gratitudine che ancora continua.

Valeria Salsi: Poeti in viaggio è stato un percorso entusiasmante nelle pianure assolate della bellezza, con compagne di cammino davvero speciali. Come in tutti i viaggi mi ha permesso di fare incontri arricchenti che non dimenticherò.

Marta Segalina: “Poeti in viaggio è stata un’esperienza che mi ha permesso di viaggiare attraverso le parole e le immagini dei partecipanti”

 

 

 

 

 

TESTIMONIANZE:

LABORATORIO ADULTI

“Non sapevo cosa aspettarmi, davvero. Ora l’unico mio rammarico è che sia già finito il corso.”

“Un piacevole frammento di viaggio insieme e grazie a voi, per continuarlo poi con un mantello e un carretto. Grazie”

“Un grazie al gruppo di caviardage veramente brave, è stata un’esperienza meravigliosa, ancora grazie.”

“Grazie! Un laboratorio EMOZIONANTE, non tecnico che aiuta a sentirsi e a far nascere le parole giuste del nostro io. Bello e curato il materiale. Grazie”

“Cercarsi è trovarsi. Grazie”

“ Grazie. Siete meravigliose, mi sono lasciata andare in un viaggio profondo.”

“Grazie per questa opportunità di cuore!”

“Rara esternazione di ciò che abbiamo dentro. Vi ringrazio per questo bel percorso, vi  faccio i complimenti cercherò di ripetere per me stessa un percorso simile”

“Siamo costantemente nel nostro mondo interiore, a crogiolarsi, dimenandoci in una ragnatela sempre più stretta. E’ raro e bello trovare occasioni come queste, per esplodere un po’! Grazie.”

 

LABORATORIO FAMIGLIE

“E’ stato un sogno, ci vorrei venire ancora. Grazie”

“Grazie per questa bella opportunità familiare divertente e giocosa”

“Bello caviardeggiare! Con la famiglia poi è stato un viaggio molto rilassante! GRAZIE! Ho fatto uscire quello che avevo dentro!”

 

Il Caviardage è capacità di vedere. Giovanna Palumbo

Il Caviardage è capacità di vedere

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Il mio percorso nell’universo del Caviardage è appena cominciato. Solo un mese fa ho vissuto l’esperienza del workshop a Milano tenuto da Rosa Santoro, poi la sperimentazione personale, le riflessioni e il coinvolgimento di alcune colleghe e dei ragazzi con cui lavoro.

Piccole sfide giocose, divertenti, insomma una serie di stimoli eccitanti e freschi. Una vera esaltazione dell’anima.

 

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Poi, ieri sera è accaduto qualcosa che l’anima me l’ha stretta forte. Ieri è stata una giornata in cui mi sono sentita profondamente cieca e impotente. Cieca perché non riuscivo a vedere, con grande frustrazione, ciò che stavo dipingendo, cieca perché non riuscivo a percepire l’affetto di una persona cara, impotente perché una serie di notizie sui miei allievi di 11 anni mi aveva turbata e preoccupata.
Ho cancellato con una mano di blu il dipinto, ho chiuso il cellulare e ho preso la busta dei miei ritagli di giornali e di fotografie. Mi è capitata tra le mani una pagina che avevo strappato qualche giorno fa da un vecchio libro. Ho pensato di realizzare il caviardage che avevo rimandato, così mi sono messa in ascolto delle parole che guardavo. Quello che ne è venuto fuori è stato istintivo:
“La sua ombra minaccia la mia mente”.
Al momento mi è sembrata solo una frase cupa, specchio del mio umore. Ho lavorato intorno alle parole con un pennarello nero ed ho iniziato il collage che volevo cucire intorno a quella frase. Ho preso tre immagini, la Bambina di casa Redetti di G. B. Moroni, il ritaglio di una foto di un uomo dal volto severo e ambiguo e la foto di una ragazza a seno nudo intenta a farsi un selfie provocante. Cronache di vita.20160304_234633-1
Ho incollato, ho guardato ed ho visto! Ho visto qualcosa che non avevo previsto!
Ho visto la schiavitù di una mente sottomessa dall’ombra di un affetto ricercato. Il timore, il senso di colpa, la deviazione che un affetto malato può provocare. Ho pensato a me, ai miei bambini deprivati da adulti a loro volta schiacciati da ombre interiori mostruose.
Mi sono spaventata e meravigliata di ciò che avevo realizzato. Una catena di associazioni di pensieri e di sensazioni silenti, partite da una frase, da un caviardage. Ero davvero sorpresa e avevo bisogno di comunicarlo a Tina Festa che sta facendo, con le sue collaboratrici, un lavoro immane per radicare sempre più questo metodo.

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Lo sento vicino al mio mondo interiore e credo davvero possa portare un contributo importante in diverse sfere educative ed emozionali.

Il Caviardage, infatti, utilizzando due mezzi estremamente dirompenti come la parola e il gesto artistico, è in grado di creare meandri, percorsi, intrecci che avviluppano l’anima, ma poi la lasciano libera di risolvere rebus altrimenti malcelati.
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Il Caviardage è capacità di vedere e tutti noi abbiamo bisogno di guardarci dentro per comprendere meglio il nostro fuori.

 

Giovanna Palumbo