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Tag Archives:: Rosa Santoro

Diario visivo-poetico – Rosa Santoro

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Circa un’anno fa, durante il 2° seminario di formazione nel metodo caviardage, sono venuta a conoscenza dell’altered book durante l’intervento fatto da Gabriella Costa che nell’occasione ha proposto attività su libri di fiabe ma ha affermato che era possibile fare la stessa cosa sIMG_20160224_103714u tutti i tipi di libri. Ci ha proposto di modificare il libro con diverse tecniche artistiche ma principalmente attraverso il metodo caviardage, trovando così la poesia in ogni pagina. Tutto ciò mi ha fatto pensare molto. In arteterapia si consiglia sempre di avere un diario visivo, un diario principalmente di immagini in cui ogni tanto si può anche scrivere. Ed ecco che sono giunta alla conclusione che il diario visivo potIMG_20160224_103812eva arricchirsi ancora di più con il metodo caviardage ed ottenere il diario visivo –poetico.

Chi di noi non ha mai scritto un diario? Alle volte scrivere le parole delle nostre emozioni o raccontare la nostra giornata risulta davvero difficile ed ecco che il metodo caviardage ci aiuta in questo, facendoci creare un piccolo componimento poetico.

Come ho già detto in un mio precedente contributo, il metodo caviardage è un ottimo strumento in arteterapia per guardarsi dentro, questo porta al fatto che trovare la poesia nascosta parla di noi, e in un diario visivo- poetico questo è evidente grazie al pregio della delicatezzIMG_20160224_104222a insita nel metodo.

Le parole unite all’immagine sono di un effetto incredibile ed aiutano. Il risultato ottenuto, è bello da vedere ma lo è anche per noi, nell’anima e nel cuore, perchè ci  permette e ci aiuta a parlare di noi e di ciò che abbiamo dentro.

Io lo utilizzo in arteterapia con pazienti singoli e con persone che partecipano ai miei gruppi di lavoro: il diario mi permette di cIMG_20160224_103941apire e sapere cosa è successo in ognuno tra un’incontro e l’altro.

Il diario visivo-poetico è un’ottima pratica personale. Anche io personalmente ci passo ore, facendo uscire sempre qualcosa che parla di me e di come mi sento, peIMG_20160224_103751rché la poesia è mia, è parte di me e di ciòche ho nel cuore.  Il metodo caviardage ha il merito di agevolare questo racconto di noi.

In questo ultimo anno ho già creato due altered book utilizzando un libro che mi sta molto a cuore, Alice nel paese delle meraviglie, in due versioIMG_20160224_104049ni diverse: ognuno dei due parla dell’anno appena trascorso , e di ciò che mi è capitato.

E’ forse l’unica modalità di diario che riesco a portare a termine e comprendo ogni giorno di più le grandi potenzialità di questo strumento che ovviamente non è solo per “addetti ai lavori” ma anche utile a livello personale: è come dedicarsi del tempo creativamente con serenità, liberando ciò che si ha dentro. Ognuno può decidere se  far leggere il diario visivo opIMG_20160224_103828pure no!

Io condivido solo alcune delle pagine presenti nel diario visivo-poetico mentre altre sono molto personali e le tengo per me anche se può sembrae egoistico, cosa che credo  in piccoli dosi faccia bene a noi stessi.

E come creare delle piccole opere d’arte personali e quindi possiamo reputarli dei “libri d’artista” che sono impregnati di noi.

Mi sto apprestando ad iniziare il prossimo sulle pagine di Orgoglio e pregiudizio…chissà di quali emozioni e storie si riempirà!!

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Il Caviardage arriva a Milano …Arteterapia !

Era da un bel po’ che seguivo le tracce del Caviardage su facebook, le immagini, le poesie, parole che danzavano tra disegni e ritagli…
Poi è arrivato l’attimo da cogliere e non me lo sono fatto scappare… ho invitato Rosa Santoro a fare un corso a Milano.
Due giorni intensivi dove abbiamo sperimentato, ascoltato, accolto, condiviso, due giorni dove parole piene di significato ed emozioni hanno letteralmente invaso il nostro fine settimana.
E mentre su Milano scendeva una pioggia incessante, noi nella nostra sede ci illuminavamo e ci scaldavamo con le proposte di Rosa, quale magia questa grande donna ci aveva fatto? Poeti a passeggio, poeti pittori, poeti d’amore.

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Scoprire la poesia con questo metodo è stata per me un’ illuminazione e mentre Rosa faceva scorrere le sue slide, la mia mente elaborava, spunti nuovi e riflessioni, che meraviglia!
La poesia è vita, la poesia nutre direttamente l’anima! Quale grande umanità potremmo avere nel nostro futuro se con questo metodo affascinante potessimo far apprezzare la poesia ai nostri giovani studenti!

E’ difficile comporre  una poesia, per molti è quasi impossibile ed invece con questo metodo, sfogli le pagine, mischi le parole, sfidi la sorte, azzardi un colore ed eccola lì che inaspettatamente si manifesta e ti trovi a leggerla e rileggerla e ti domandi: com’è possibile… l ho creata proprio io? come è possibile che in un libro sconosciuto, strappando una pagina anonima io abbia trovato non una poesia ma LA MIA poesia?

Un bagno di autostima e creatività è questo cio’ che ho provato in questi due giorni di Caviardage Milanese, ed è questo il motivo per cui faro’ il corso per diventare formatore e proporlo  anche io nei mie laboratori,  ai ragazzi che hanno perso la fiducia, ai bimbi per prendere in giro le paure, agli adulti per ritrovare lo stupore.

Grazie a Tina Festa a Rosa Santoro e al Caviardage…

 

Un caviardage per non dimenticare … TUTTI

Sabato 21 novembre 2015, presso la biblioteca Sperelliana di Gubbio ho condotto il laboratorio “Io nel Paese delle Meraviglie”, dedicato ad “Alice nel paese delle Meraviglie” . Durante i lavori della mattina sono emerse riferimenti se pur impliciti a ciò che è accaduto a Parigi e alla situazione che di conseguenza è venuta a generarsi. Allora ho cambiato direzione per i lavori del pomeriggio e insieme ai partecipanti abbiamo fatto dei Caviardage su un articolo del 14 Novembre 2015 che parlava degli attentati a Parigi. C’è chi ha trovato più difficoltà degli altri e chi meno, ma i lavori che ne sono venuti fuori sono stati profondi e intensi, hanno condiviso il loro pensiero, il loro sentire e il loro vivere questa situazione. Ecco i loro lavori, parlano da soli.

  • Nella notte del cuore i morti sognano l’inizio”

1

  • Al cuore un attacco nella notte sparando alla folla hanno fatto fuoco nella strada impressionante. La fuga all’interno della morte, ferma esplosione del terrore…disperazione”

2

  • “Nella notte hanno colpito al cuore, hanno colpito casa. Esplodere semplicemente. Teatro dei martiri. Morti equipaggiati, morti innocenti.”

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  • “Pochi minuti, un’istante…il terrore, la disperazione nella folla in fuga. Un attacco…semplicemente impressionante. La fine, la morte. Alla fine chiodi nel cuore”

4

  • “Un esplosione a Parigi. Petardi, disperazione, fuga, terrore. Un biglietto della morte ha colpito al cuore”

5

  • “Parigi. Colpendola al cuore. Un attacco ha colpito sulla folla fra giovani, all’interno del Bataclan. Il fuoco andava avanti uccidendo innocenti… del tour del terrore”.

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  • “Un rosso nel nero. La notte buia assedia… colpendo al cuore la folla. Kamikaze ha colpito all’impazzata. La cintura esplosiva… carneficina… elimina le test…martiri. Semplicemente fuoco… kalashnikow. Impressionante che corre. Lungo inizio… finale impressionante…rafforzata di idrogeno, chiodi, il killer peggiore ai cancelli…la fuga. Partita d’onore… uccide. Un minuto muore… innocenti muoiono…terrore raccolto sbarca…suona, minaccia, fa irruzione…la presa di disperazione…alla fine…morti”

7

  • “La notte buia… assediato per ore… colpendo al cuore. Notte in strada…fuori casa… ancora esplosiva. Tempo davanti. Dove fuoco esplode nella strada che corre… estate. Chiodi e bulloni. Biglietto d’ingresso avanti contro. Carillon suona… terrore e disperazione”

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  • “La notte. Attacco ai giovani. Alcuni ancora sognano. Venerdì impressionante nella ‘Rue Rimet’. Il kamikaze ha ucciso l’onore, lo stesso esibisce scene di morte.”

9

  • “Nella notte giovani innocenti sono morti. E’ stato un biglietto d’ingresso in tribuna d’onore… al cuore, al tavolo dei martiri.”

10

  • “La notte più buia. Al cuore nella notte… soprattutto giovani in Francia, terroristi kamikaze. Pochi minuti… innocenti muoiono… terrore, disperazione, fine.”

11

  • “Notte più buia. 13, 33, 129, 300, sette, sei, uno, terroristi, quattro, 21:30, fuoco, 21:20, kamikaze, 2016, perossido di idrogeno, chiodi, bulloni, suicida, due 15, 10, 5, 19, intanto 4, tre, terrore e didperazione, alla fine 89.”

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  • “Notte buia. Sei volte in 33 minuti… semplicemente via all’impressionante sequenza. Il piano se possibile… peggiore. Pochi minuti…Alla fine morti.”

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  • “Buia Parigi: persone a mangiare o a bere. Cammondo… parigini…della morte, tour del terrore: Voltaire si salva”

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  • “Parigi: la notte più buia. Colpendola al cuore sparando all’impazzata sulla folla… Soprattutto fra i giovani…e hanno fatto fuoco…impressionante, peggiore, avevano lo stesso attentatore. I killer scendono e sparano… scene di terrore e di disperazione.”

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  • “Saltare e azionare la cintura del tempo. Bere dalla barca della fuga, la via d’ingresso… di onore per il fuoco esplosivo del cuore che suona.”

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  • “Parigi in strada, nei locali, fra i giovani…a bere un bicchiere, un minuto dopo… esplosione… innocenti muoiono. Alla fine 89 morti.”

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Grazie a tutti i partecipante per ciò che hanno voluto condividere.

Il Metodo Caviardage in Arteterapia Poetica

Ho scoperto il Caviardage per caso, pressoché nel mese di febbraio 2014. Ero in contatto con la creatrice del Metodo, per il mio interesse verso un’altra tecnica artistica, e guardando sul suo blog, m’imbatto nel “Caviardage”!

Attirata dalla curiosità incominciai a leggere la presentazione del m11888112_10207506909660284_4964471543087968307_netodo e successivamente chiesi più informazioni direttamente a Tina (Concetta Festa), e sotto le sue indicazioni cominciai a sperimentarlo personalmente. Grazie agli studi di arte terapia, riscontrai certe peculiarità della tecnica, e decisi di confrontai con il mio tutor di tirocinio, il Dott. De Salvo, per avere la sua opinione. Lui, guardando i miei lavori, confermò ciò che avevo notato, cioè che il Caviardage non si ferma solo a tirar fuori dalle pagine di libri vecchi la poesia nascosta, ma che poteva essere una metodica utilizzabile in arte terapia in quanto nella poesia nascosta che se ne ricava , escono fuori anche i pensieri inconsci della persona che fa il Caviardage.

A questo punto decisi di sperimentarlo nei miei laboratori con i pazienti neurologici.  Chiesi il permesso di utilizzare il metodo alla sua creatrice e lo introdussi inizialmente in qualche incontro del mio laboratorio “Io nel paese delle meraviglie”, basato sui libri di Lewis Carrol “Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio e cosa Alice vi trovò dietro”. Successivamente, vedendo i buoni risultati del Metodo, feci un laboratorio interamente dedicato al Metodo Caviardage.

Nel mese di agosto 2014 Tina ha tenuto, a Matera, il “1° corso intensivo di formazione nel Metodo Caviardage” a cui ho partecipato sia come relatrice presentando il lavoro fatto con i pazienti e sia come discente, acquisendo, in maniera più approfondita, le nozioni tecniche del metodo e la certificazione di “ Formatrice nel Metodo Caviardage” . A dicembre ho partecipato alla seconda edizione del corso intensivo sul Metodo Caviardage tenutasi a dicembre 2014 e quest’anno ho preso parte alla terza edizione (agosto 2015).

Il Metodo Caviardage creato da Tina, ha ottime potenzialità per essere usato come modalità terapeutica in arte terapia poeticamano, ciò che lo caratterizza, ovvero il cercare/cerchiare le parole che colpiscono di primo impatto, fanno sì che sia l’inconscio a lavorare e che riemergano vissuti e ricordi emozionanti.

Tutto ciò che viene creato non deve avere un significato per noi ma lo deve avere per il paziente: è la sua poesia e crea di conseguenza le sue immagini mentali, il suo collegamento con il mistero profondo dentro di sé attraverso parole che in quel momento possono sembrare assurde o senza senso ma – riflettendoci approfonditamente – hanno un significato.

Ecco cosa dice Donatella Bisutti a proposito(2003) “La poesia ci dice: ‘ E’ importante ciò che importa a noi’. Ci insegna a non dipendere dagli altri: in particolare da coloro che vogliono spiegarci che cosa dobbiamo fare”.

Con questa metodologia s’impara ad usare le emozioni trasferendole in un testo scritto, poiché il linguaggio poetico è, fra tutti i linguaggi, quello in cui si concentra nelle parole il più alto potenziale di significato.

La poesia di ognuno è unica, un miracolo personale poiché la poesia non è mai solo quello che vuole dire ma è ben altro e ci insegna a vedere il mondo con occhi diversi. Partire non da una pagina bianca ma da una già stampata evita l’alienamento di avere qualcosa da scrivarteterapia.jpg3ere su un foglio bianco è questo forse la parte più importante del Metodo Caviardage perchè partire dalla pagina già stampata è un aiuto enorme per il paziente. L’aiuto che si può dare attraverso questa tecnica è potentissimo, e i risultati sono davvero forti e intensi, le immagini oltre le parole rinforzano i lavori e creano una simbiosi perfetta creando un lavoro completo.

Giuseppe Bartolotta afferma nel testo del 2003 Manuale di arte terapia poetica “Le vere rivoluzioni, quelle che veramente fanno evolvere l’umanità, sono soltanto trasformazioni, dolorosissime, di ciò che i secoli hanno reso obsoleto. Cambieranno le tecniche, i valori, la visione del mondo, ma l’essenza dell’arte, quella che esprime l’uomo interiore sarà sempre la stessa: il poeta più moderno e rivoluzionari, esprimerà le stesse cose che Omero, Dante, Leopardi ci hanno lasciato nella loro poesia. Per dirla con Ungaretti: ‘ il futuro ha un cuore antico ’ ”.

Le poesie prodotte con il Metodo Caviardage vengono dall’inconscio e non sono il risultato di un lavoro volontario, sono ciò che sentiamo dentro, il nostro mondo interiore

Rosa Santoro, arteterapeuta, insegnante certificata in metodologia caviardage.