Counseling esistenziale e Metodo Caviardage® negli interventi di aiuto alla Persona

 Autore: Dott.ssa Valeria Salsi, counselor esistenziale, consulente filosofico, formatrice Metodo Caviardage®.

Mai come ai giorni nostri i bisogni spirituali, in particolare problemi inerenti al mantenimento di significatività, pace e speranza, sono una rilevante necessità per l’essere umano. Chiunque operi nell’ambito della relazione d’aiuto avrà senza dubbio registrato negli ultimi anni una crescente richiesta di interventi che supportino individui in profondo stato di “crisi” nel fronteggiare la sofferenza spirituale, la demoralizzazione, la perdita di speranza e di significatività.

Molti anni fa ormai, ho scelto di dedicare il mio lavoro alla “cura” della Persona, cercando nei limiti delle mie possibilità, di comprendere nel profondo quali strumenti potessero rispondere al meglio alla richiesta di aiuto nella ricerca del Senso che ogni esistenza, unica, irripetibile e irriducibile riveste per ciascuno di noi. Il modello teorico-filosofico al quale faccio riferimento nella mia professione è l’Antropologia neo-Esistenziale, nella quale si inserisce la pratica del Counseling esistenziale logoanalitico integrato con strumenti dell’Arteterapia e con il Metodo Caviardage® con i quali offro la mia proposta di intervento.

Ad oggi posso senza dubbio affermare di avere avuto alcuni interessanti riscontri che condivido in questo breve lavoro. Per quanto mi riguarda, la ricerca e la sperimentazione è ancora in atto ed anche questo contribuisce a rendere entusiasmante il mio operato.

Rispondere ai bisogni spirituali: il contributo dell’Antropologia neo-Esistenziale e della Logoterapia

“L’Antropologia neo-Esistenziale si interessa dell’Uomo-in-quanto-Singolo. Della umanità dell’uomo prende in considerazione la specificità della assoluta singolarità e non-riducibilità (e, quindi, della incomparabilità, unicità e peculiarità). Si pone dall’angolo visuale dell’esistenza piuttosto che dell’essenza. Non nega o contesta l’essenza dell’uomo, ma la considera realizzata (compiuta: portata-a-termine) attraverso i singoli-atti-esistentivi. La sua essenza, il Singolo (in quanto tale) la realizza attraverso il proprio-specifico-esistere. Ed il suo esistere (ex-sistere) non può che essere (appunto) “suo”; ossia unico, irripetibile, incomparabile, irriducibile”[1]. In questo ambito si inserisce l’apporto fornito dalla scuola psicoterapeutica di Viktor Emil Frankl[2], con il suo approccio teorico (Analisi Esistenziale) e clinico (Logoterapia).

La Logoterapia non si rivolge tanto ai conflitti istintuali, quanto alle dimensioni psico-noetiche che sono alla base dell’apparato motivante della personalità, affinché questa possa ritrovare il senso (il logos, cioè “il fattore spirituale in cui è custodito il significato che il soggetto cerca di dare alla propria vita” [3]) della sua esistenza, facendo emergere le possibilità rimaste fino allora inattive.

Nel pensiero di Frankl l’uomo è per sua natura spirituale: “In realtà, l’uomo è libero e responsabile, e questi costituenti della sua spiritualità, cioè la libertà e la responsabilità, non devono mai essere oscurati da ciò che si chiama cosificazione e spersonalizzazione dell’uomo[4].

Frankl fonda le sue considerazioni sul presupposto che l’uomo può ammalarsi sul piano somato-psichico, ma che non può ammalarsi nella sua dimensione noetica.

Avere un atteggiamento nei confronti dei fenomeni somatici e psichici «implica il sollevarsi al di sopra del loro livello, e schiudere una nuova dimensione, quella dei fenomeni noetici: la dimensione noetica, in contrapposizione alla dimensione biologica e a quella psicologica. Questa è la dimensione in cui sono localizzati i fenomeni esclusivamente umani»[5]. L’uomo mortifica la dimensione noetica nel momento in cui riflette solo su se stesso o rigetta se stesso ma anche ogni qual volta fa di se stesso un oggetto, o crea obiezioni a se stesso e, ancora, quando si mostra conscio di se stesso e fa esibizione del suo essere cosciente. Essere conscio, difatti, consiste nella capacità, da parte dell’uomo, di innalzarsi al di sopra di se stesso giudicando e valutando i propri atti in termini morali ed etici.

L’uomo riesce a trovare il significato della sua vita attraverso la realizzazione dei valori, che possono essere di creazione, di esperienza e di atteggiamento, e che, in ordine rispettivamente crescente, conferiscono dignità alla sua umanità. Egli manifesta la sua umanità “solo emergendo nella dimensione noetica, ovvero trascendendo se stesso”[6]. L’auto-trascendenza, intrinseca all’essere umano, mette in relazione ciò che è più vasto dell’individualità e dei bisogni del Singolo e dà un significato all’esistenza di ciascuno.

Infatti l’uomo, secondo Frankl[7], può autodistanziarsi da una situazione ed anche da se stesso. In tal modo, oltre ad essere capace di scegliere il suo atteggiamento nei confronti di se stesso, assume una posizione chiara e ben definita nei confronti dei suoi condizionamenti e determinismi somatici e psichici. Ciò che conta non sono le caratteristiche, gli stimoli e gli istinti del nostro carattere ma l’atteggiamento che noi abbiamo nei loro confronti. È proprio questa capacità che rende l’uomo diverso dall’animale.

Secondo questa prospettiva e nell’ambito degli interventi di Counseling Esistenziale, fornire alla Persona strumenti in grado di favorire tali auto-distanziamento e auto-trascendenza diventa un fattore di rilevante importanza. Tra gli strumenti di notevole interesse ed efficacia, integrabili nel lavoro di counseling, si inserisce a pieno titolo il Metodo Caviardage® di Tina Festa, un metodo di scrittura creativa poetica che consente a ciascuno di realizzare un “viaggio” dalla superficie alla profondità dell’esistenza per arrivare a contattare il nucleo dell’identità autentica.

Metodo Caviardage® e Counseling: affinità di approccio

Il Metodo Caviardage®  (MC) nasce come un metodo didattico di scrittura creativa poetica circa sei anni fa ad opera di Tina Festa, docente di scuola primaria, esperta di didattica e di laboratori esperienziali.

Inizialmente il Metodo, che racchiude diverse tecniche di scrittura creativa poetica che aiutano chi vi si dedica a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca ma da testi già scritti, si inserisce, a livello tecnico, nel movimento di arti visive della Found Poetry, ma, grazie alla sua versatilità e alle sue potenzialità, se ne distacca subito diventando un metodo didattico applicabile in campo scolastico e un metodo di supporto nell’ambito delle professioni nella relazione di aiuto.

L’idea di applicare tale metodologia nell’ambito della relazione di aiuto alla Persona è nata dalle prime sperimentazioni applicative in contesti educativi e riabilitativi, in abbinamento ad altre tecniche, principalmente, ma non solo, nel settore delle Artiterapie.

Successivamente tali applicazioni sono state ampliate con l’ingresso del MC in altri settori: psicologia, psicoterapia, counseling, pisco-pedagogia, educazione, ecc.

Il procedimento alla base del Metodo è, come in molte delle professioni di aiuto sopra citate, di tipo “maieutico”, cioè aiuta la persona a trovare dentro di sé risorse, talenti e possibilità per dare risposta al proprio disagio.

Inoltre, sia il Counseling che il MC propongono processi che implicano una relazione in cui da parte dell’operatore viene operata la sospensione del giudizio (epochè). Mentre nel Counseling, il processo maieutico si esplica attraverso il colloquio finalizzato al chiarimento, all’ampliamento e alla ricalibrazione della mappa di orientamento esistenziale della Persona, nel MC tale processo avviene con la ricerca delle parole che colpiscono e risuonano nella Persona e con la cancellazione di ciò che non è in connessione con il sentire del momento, con il “qui ed ora”. In entrambi i casi i processi conducono l’individuo al contatto con il proprio Sé, con la propria Vera Essenza e divengono strumenti utili per chiarire e risolvere un eventuale disagio esistenziale e rendere la propria esistenza più autentica e appagante.

 

La dimensione “terapeutica” dell’incontro

Ancora qualche considerazione sugli interventi basati su questo approccio integrato. Riprendo altri aspetti del pensiero frankliano, condivisi con quelli espressi da alcuni esponenti della Filosofia Esistenziale, che possono fornire interessanti spunti di riflessione per l’operatore che svolge la sua attività nell’ambito della relazione di aiuto e della cura alla Persona. Scrive Ferdinando Brancaleone[8]: “per molti aspetti, la Logoterapia e l’Existenzanalyse (con tali denominazioni è divulgato l’approccio teorico-clinico frankliano) possiede punti di contatto con l’approccio filosofico esistenziale di Karl Jaspers più che con quello di Martin Heidegger”. Citando Fizzotti[9], Brancaleone prosegue: “Per Jaspers, il segno caratterizzante del nostro tempo […] consiste nella perdita, da parte dell’uomo di se stesso […]. Si richiede, pertanto, un ritorno su se stesso a livello profondo. Un ritorno però che, superando l’immanenza del mondo fenomenico, deve attingere il trascendente, perché solo ad un tale livello l’esistenza riconosce se stessa. In tal modo appare chiara la differenza tra l’esistenza di Heidegger e quella di Jaspers, così come è stato rilevato da Frankl. […]. Se Heidegger accentua l’esistenza come qualcosa in cui siamo costretti, in cui siamo gettati, Jaspers sostiene che l’esistenza ci viene offerta dalla trascendenza”. Mentre per Heidegger l’esistenza coincide con la presenza, “[…] circoscritta e limitata nella temporalità e spazialità”[10], per Jaspers “[…] l’esistenza è una presenza che trascende la situazione”[11], è “[…] l’essere se stessi che si rapporta a se stesso, e, in ciò, alla trascendenza, attraverso la quale si riconosce come dono e nella quale si fonda”[12]. E, per Frankl, è appunto “la concezione dell’esistenza come dono a consentire di considerare la vita come compito”[13]. Tale compito che ogni esistenza, specifica, unica ed irripetibile ha “[…] non è qualcosa di generale, di valido per tutti e per ognuno, di permanente in ogni tempo, ma varia da uomo a uomo, perché corrisponde all’unicità e all’individualità di ciascuno”[14].

Aiutare un uomo a ritornare alla propria esistenza, significa aiutarlo a percepire “[…] il campo vasto delle possibilità che gli si offrono da realizzare e che costituiscono effettivamente una sfida”[15].

Personalmente ho assistito in più di un’occasione questo “ritorno alla propria esistenza”. Uno degli strumenti che mi ha permesso di verificare tangibilmente questo straordinario “viaggio” che ogni essere umano è in grado di compiere, è stato proprio il Metodo Caviardage®. Alcuni caviardage (pagine di poesie e pensieri ottenuti dagli utenti attraverso l’applicazione del Metodo), hanno dimostrato chiaramente i punti di partenza e di arrivo di un lavoro profondo svolto su di sé, con una rinnovata consapevolezza, stimolata dal connubio con gli strumenti del Counseling esistenziale e della Logoanalisi. Il MC mi ha permesso in più di un’occasione di “scattare un’istantanea” di un momento di trasformazione e di presa di coscienza del cambiamento. Altre volte ha costituito un punto di partenza che mi ha consentito di evidenziare quali aspetti fossero maggiormente rilevanti nel percorso insieme alla Persona che a me si era rivolta per una richiesta di aiuto. “Illumina le parole che ti chiamano” è il motto che Tina Festa ha pensato per condensare il significato che il suo Metodo racchiude. Illuminare le parole significative per la Persona nel suo “qui ed ora”, rappresenta il primo passo verso una presa di coscienza di Sé, del proprio stato. Da quelle parole “illuminate” è possibile partire per “rischiarare” la propria situazione esistenziale ed a quelle parole luminose è possibile affidare il messaggio della propria Anima.

Concludo con una riflessione. Parlando del rapporto tra medico e paziente, Frankl afferma che esercitare il mestiere di uomo è ciò che accomuna entrambi, quando il rapporto si trasforma in un incontro tra uomo e uomo. E questo essere in modo duale insieme nell’amore, tratto che Frankl condivide con Binswanger[16], il padre dell’Antropoanalisi (Daseinanalyse), a mio avviso dovrebbe essere valido per tutti i professionisti che operano nell’ambito della relazione di aiuto.

Il mio desiderio più grande è quello di avere la possibilità di applicare l’integrazione di questi strumenti così efficaci e “potenti” in tutti gli ambiti dove vi sia necessità di portare questo messaggio.

BIBLIOGRAFIA

ARIETI S., Creatività La sintesi magica, Ed. Il Pensiero Scientifico, Roma,1979

BANDLER R., J. GRINDER, La struttura della magia, Astrolabio, Roma, 1981

BARTOLOTTA P. G., Manuale di arte terapia poetica, Ed. EdUP, Roma, 2003

BRANCALEONE F., Existentia. Rassegna storico-critica di Antropologia Clinica ad indirizzo esistenziale, OFB Editing, Napoli, 2004

BRANCALEONE F.,  BUFFARDI G., Manuale di counseling esistenziale, ed. SEAM, Roma, 1999 BRANCALEONE F., BUFFARDI G., TRAVERSA G., Helping. Le professioni d’aiuto: dall’antropologia esistenziale alla consulenza filosofica, Edizioni  Melagrana, S. Felice a Cancello, 2008.

FESTA T., Il Metodo Caviardage®, cercare la poesia nascosta, ed. Altrimedia,  Matera, 2015.

FIZZOTTI E., Angoscia e Personalità, Ed. Dehoniane, Napoli, 1980

FRANKL V., Un significato per l’esistenza, Città Nuova, Roma 1990.

FRANKL V., Fondamenti e applicazioni della logoterapia, SEI, Torino 1977.

FRANKL V., La sofferenza di una vita senza senso, LDC, Torino 1987.

RICCI BITTI E.P., Regolazione delle emozioni e artiterapie, Carocci Editore, Roma, 1988.

WATZLAWICK P., Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio, Roma 1971.

 

SITOGRAFIA

https://ricerchenoetiche.wixsite.com/ricerchenoetiche

www.metodocaviardage.it

[1] F. BRANCALEONE, “ANTROPOLOGIA NEO-ESISTENZIALE: tra Filosofia, Psicologia, Clinica e Ricerca”, Dasein Journal, March 21, 2018.

[2] Lo psichiatra viennese Viktor E. Frankl (26 marzo 1905 – 2 settembre 1997) è stato professore di neurologia e psichiatria all’Università di Vienna e professor of Logotherapy alla United States International University in California. E’ padre della Analisi Esistenziale e fondatore della Logoterapia, definita da alcuni autori come “la terza scuola viennese di psicoterapia”.

[3] V.E. FRANKL, “Teoria e terapia delle nevrosi (1956)”, Morcelliana, Brescia, 1978, p. 12.

[4] Viktor E. Frankl, “Pychotherapy and Existentialism: selected Papers on Logotherapy” , 1967, p. 66. La traduzione è di D. Bruzzone in “Autotrascendenza e formazione. Esperienza esistenziale, prospettive pedagogiche e sollecitazioni educative nel pensiero di Viktor E. Frankl”, Vita e Pensiero, 2001, pag. 193.

[5] V. E. FRANKL, Senso e valori per l’esistenza. La risposta della logoterapia, 1998, Città Nuova, Roma, p. 33.

[6] Viktor E. Frankl, “Pychotherapy and Existentialism: selected Papers on Logotherapy”, Paperback, 1967, p. 130. La traduzione è di D. Bruzzone in “Autotrascendenza e formazione. Esperienza esistenziale, prospettive pedagogiche e sollecitazioni educative nel pensiero di Viktor E. Frankl”, Vita e Pensiero, 2001, pag. 195.

[7] V. E. FRANKL, “Senso e valori per l’esistenza. La risposta della logoterapia”, Città Nuova, Roma, 1998, p. 33.

[8] F. BRANCALEONE, “Existentia. Rassegna storico-critica di Antropologia Clinica ad indirizzo esistenziale”, OFB Editing, 2004, p. 83. Vedi anche: F. BRANCALEONE, G. BUFFARDI, G. TRAVERSA, “Helping. Le professioni d’aiuto: dall’antropologia esistenziale alla consulenza filosofica”, Edizioni  Melagrana, 2008.

[9] E. FIZZOTTI, “Angoscia e Personalità”, Ed. Dehoniane, Napoli, 1980, p. 102.

[10] Ibid., p.102.

[11] Ibid, p. 102.

[12] K. JASPERS, “Existenzphilosophie”, W. De grate, Berlin, 1956, p. 17, cit. in Fizzotti E., op. cit., p. 102, cit. in F. Brancaleone, op. cit. p. 84.

[13] F. BRANCALEONE, “Existentia. Rassegna storico-critica di Antropologia Clinica ad indirizzo esistenziale”, OFB Editing, 2004, p. 84.

[14] E. FIZZOTTI, op. cit. p. 103, in BRANCALEONE F., op. cit. p. 84.

[15] E. FIZZOTTI, op. cit. pp. 102- 103, in  F. BRANCALEONE, op. cit. p. 84.

[16] Cfr. F. BRANCALEONE, “Existentia. Rassegna storico-critica di Antropologia Clinica ad indirizzo esistenziale”, OFB Editing, 2004, p. 94. Vedi anche: F. BRANCALEONE, G. BUFFARDI, G. TRAVERSA, “Helping. Le professioni d’aiuto: dall’antropologia esistenziale alla consulenza filosofica”, Edizioni  Melagrana, 2008.