“Dalla paura alla Speranza”:

LA SCRITTURA POETICA PER IL BENESSERE DELLO SPIRITO

Di Gabriella Capozza. Docente di lettere presso l’Istituto Comprensivo Minozzi – Matera

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Riprononiamo nel presente articolo un contributo della docente Gabriella Capozza, pubblicato nella prima edizione del libro dedicato al Metodo Caviardage, certi che questa esperienza possa essere da stimolo ai docenti che cercano attività stimolanti da presentare in classe in occasione delle celebrazioni dedicate a Dante.

La vita dei nostri giovani è sempre più caratterizzata da momenti di grande tristezza ed insofferenza. Tutto il loro sviluppo è accompagnato da una sorta di paura che i genitori prima, e gli insegnanti poi, fanno passare continuamente nel messaggio educativo: la paura del “fuori da casa”, inteso come luogo di rischio e difficoltà, la paura di un domani incerto, economicamente difficile, in cui le certezze materiali possono di colpo venire meno. A scuola poi, l’ansia continua per prestazioni ritenute sempre più “fondamentali,” nelle quali il percorso educativo e conoscitivo viene sostituito dal singolo risultato, dato come significativo per un giudizio finale.

Tutto ciò porta spesso i giovani a vivere la scuola come il luogo della sfida perenne, quello dove mettersi continuamente in gioco in modo conflittuale nei confronti degli altri. Questo stato di insofferenza diffuso porta un insegnante a pensare delle attività, nelle quali i ragazzi possano vivere momenti di gioia , possano ritrovare quella fiducia nella vita e negli altri.

Le discipline umanistiche sono sicuramente una fucina incredibile, poiché autori apparentemente lontani dalla vita dei giovani, si rivelano spesso maestri di speranza capaci di ridare vigore e coraggio a ragazzi spesso troppo amareggiati e delusi. Certo la proposta letteraria deve essere posta in modo singolare ed avvincente tanto da diventare significativa. Quest’anno un’opportunità interessante è stato proprio il “ Caviardage”. Abbiamo deciso, infatti, di utilizzare il Metodo Caviardage sul testo dell’Inferno di Dante. Il tema assegnato ai ragazzi è stato “Dalla paura alla Speranza” passando attraverso l’inferno di Dante.

L’attività iniziale ha visto un impegno da parte dei giovani nello studio del linguaggio dantesco ma anche in quello concernente le tematiche fondamentali del pensiero del poeta. I giovani hanno notato che l’autore è sempre benevolo verso i suoi personaggi anche quando li pone in luoghi difficili nei quali il sacrificio impone grosse sofferenze. Hanno imparato a valorizzare le parole e poi abbiamo spiegato loro il processo del Metodo caviardage grazie alla collaborazione di Tina Festa.

La maggior parte delle poesie aveva come tema centrale la Speranza, i ragazzi sono stato stupiti da questa scelta inconsapevole ma poi hanno capito che è nell’indole di un giovane vedere il “positivo” della vita e si sono sentiti rincuorati e sollevati. Hanno capito che l’occhio di ognuno di noi è un occhio particolare sul mondo, ed è quello che ci po’ rendere propositivi o ci può far sentire sconfitti.

Abbiamo quindi raccolto tutte le poesie e le abbiamo riunite in un grande cartellone che rappresenta, da un lato l’inferno che, pian piano, si addolcisce in un paesaggio paradisiaco. Abbiamo quindi riportato su un CD tutti i testi più significativi che sono stati musicati.

Attività finale è stata quella di riportare per iscritto tutte le emozioni vissute durante l’attività. La sorpresa è stata grande , i ragazzi hanno raggiunto quanto sperato: – Il mondo è spesso difficile, faticoso da affrontare, ma è l’occhio di ognuno di noi sul mondo che crea la differenza e rende il brutto, bello.-

Mi sembra quindi indispensabile riportare qui di seguito alcune testimonianze dei ragazzi.

Io ho sempre pensato che anche dalla cosa più brutta si può estrarre il bene, anche se minimo. Ho subìto molte volte il male, sia fisico che morale, ma ho sempre cercato di tirare quel minimo di bene per trovare il coraggio di andare avanti. Questa attività è stata una conferma. (Claudio)

Facendo questo lavoro ho provato tristezza nell’annerire l’opera più importante della letteratura italiana, ma allo stesso tempo ho provato tanto orgoglio nel creare, con quelle stesse parole, una nuova poesia tutta mia. (Leonardo)

Tutto questo succede anche nella nostra vita: anche quando pensi che sia arrivato il momento delle pene e che tutto andrà male, è proprio allora che puoi aggrapparti a un filo di speranza. (Aurora)

Quest’ attività l’ho percepita come una metafora: dalla paura trovare un granello di speranza. Ampliare il concetto e annerire o dimenticare tutta la paura che c’era prima. Da quando ho partecipato a questo progetto, di ogni esperienza brutta penso solo alla parte positiva, in modo tale da poter vivere solo la parte migliore della mia vita. (Andrea)

Anche nei luoghi più bui come l’inferno non c’è solo la paura, ma ci può essere anche un raggio di sole che conduce alla speranza. (Anna Clara)

Chi svolge un lavoro di formazione non può mai dimenticare che tutte le attività hanno un forte valore educativo ed anche quando tutto sembra legato alla creatività, piuttosto che al pensiero logico-strutturato, di fatto entra nella mente e nel cuore del ragazzo come messaggio utile alla vita. L’impegno ed il dovere di un insegnante diviene quindi quello di educarlo ad essere un cittadino propositivo, impegnato e soprattutto felice.

Gabriella Capozza