Articolo di Rosa Santoro

Sempre più spesso ci si confronta con i nuovi linguaggi dell’era digitale utilizzati da giovani adulti e bambini che possono coglierci disorientati e impreparati. Occorre apprendere nuovi strumenti di linguaggio in modo da ampliare lo sguardo e scoprire nuovi approcci anche per un’educazione al digitale più consapevole.

Da quando ho incontrato il Metodo Caviardage nel 2014 oltre alla modalità classica, mi sono appassionata alla modalità digitale, anche perché per background professionale, lavoro in arteterapia con la tecnologia, nella modalità che viene chiamata Digital Art Therapy. Dal 2014, data del primo corso di certificazione in Metodo Caviardage al quale ho partecipato, mi sono messa alla ricerca e ho sperimentato molte applicazione (di seguito app).

Quali sono le differenze tra il caviardage digitale e il caviardage cartaceo?

  • Bisogna avere un tablet o un cellulare
  • Non si strappa una pagina ma si fa uno screeshot del testo su cui si può lavorare o si copia il testo
  • si utilizza una touch pen o le dita che diventano strumenti creativi
  • se si sbaglia si può rimediare tornando indietro oppure ricominciando da capo

Nel corso di questa sperimentazione personale, ed avendo fatto esperienza per diversi anni, ho compreso quali sono le caratteristiche fondamentali che un app deve avere per poterla usare con il Metodo Caviardage:

  • semplicità
  • essere intuitiva
  • essere immediata
  • essere al mio servizio

L’ultima caratteristica è quella più importante a mio avviso: è l’app che ci deve agevolare nel suo utilizzo, non siamo noi a doverla impostare in quanto non siamo programmatori vi sono infatti delle applicazioni che richiedono un intervento di tipo tecnico, cioè inserire delle funzioni durante l’attività, questo non ci fa vivere la magia del processo, e inoltre è necessario che gli utenti abbiano competenze in merito.

La caratteristica dell’intuitività è fondamentale, come fruitore dell’app dobbiamo capirne subito il meccanismo e quindi il suo uso deve essere semplice e immediato.
Le prime app che ho utilizzato sono state le classiche app da foto editor, quindi la base di partenza non è stata la pagina in se ma lo screenshot di un testo e cioè la foto dello schermo del cellulare o tablet a seconda dello strumento che ho usato.

Ecco le applicazioni usate:

Sketch Guru è uno strumento di disegno e fotoritocco molto facile da usare, e mi permette di lavorare su un’immagine, ritoccandola e disegnandoci sopra

BeFunky è un foto editor

Pixlr è un foto editor che permette di lavorare su più piani e togliere o aggiungere elementi all’immagine

PicsArt photo studio è sempre un foto editor ma ha una particolarità molto interessante, mi permette di registrare l’esecuzione del caviardage e quindi seguirne l’esecuzione passo dopo passo quindi il processo! Una cosa che trovo molto interessante per chi come me lavora nella relazione d’aiuto.

Quelle che ritengo le migliori al momento sono Pixlr e PicsArt photo studio.

Di recente però ho incontrato un’altra applicazione molto interessante, semplice e intuitiva che mi permette di fare un caviardage direttamente nell’app e fruire integralmente del processo, l’app si chiama Blackout Bard.

Come si utilizza?

Si cerca un testo dal web, si seleziona una parte del testo e lo si copia, poi lo si incolla all’interno del “Compose new” presente nell’app.

Comincia poi il processo vero e proprio del Metodo Caviardage: si selezionano le parole della nostra poesia e si collegano.

Opzionalmente si può oscurare il resto, inserire delle immagini dalla galleria personale, cambiare colori e font della scrittura: le opzioni sono molte!

Direttamente dall’applicazione possiamo condividere le nostre creazioni sui social media o, in alternativa posso modificarle ulteriormente utilizzando i nostri strumenti di editing preferiti.

Si può usare qualsiasi tipo di testo: articoli, brani di romanzi, anche liste della spesa.

Ha un piccolo difetto ovvero non è possibile selezionare porzioni di parola, cosa che facciamo nel MC con i testi cartacei. Ho contattato personalmente gli sviluppatori dell’app Blackout Bard: essi stanno cercando di modificare il programma in modo da poter apportare questa modifica e quindi migliorare l’applicazione,

Blackout Bard è gratuita e fruibile per tutti.

Per quanto riguarda i programmi per il pc vanno bene sia i programmi per disegno che quelli per l’animazione, questi ultimi permettono addirittura di poter creare caviardage in movimento, molto dinamici da vedere. Per crearli ed ottenere il movimento però bisogna lavorare in sequenza su diversi piani di lavoro ma l’effetto finale è davvero molto bello. Anche questa modalità permette di soffermarsi sugli step del processo del metodo caviardage: ciò serve per entrare profondamente nel processo creativo, il cuore del Metodo!

Altre esperienze con la modalità digitale

Sperimento da tempo il caviardage in realtà aumentata con un software creato dal centro ATLAS  in cui opero come Arteterapeuta. E’ una modalità che permette di entrare nei caviardage, interagire con le parole quasi toccandole per sentirle addosso e muoverle nello schermo. Sembra di essere all’interno della nostra poesia. Ve ne parlerò in un prossimo articolo.


Per concludere

I media digitali stanno svolgendo un ruolo sempre più importante nella società e nell’arte e sono oggi parte del vivere quotidiano, quindi è opportuno che nei diversi ambiti in cui si opera si tenga conto di questi sviluppi, offrendo accanto ai materiali per il lavoro bidimensionale o tridimensionale anche “materiali e strumenti” digitali.

La tecnologia sono certa può diventare a ragione un tramite per il benessere individuale, aiutando una persona ad orientarsi all’interno del proprio io e del proprio mondo, andando a costituire una sorta di “palestra” dove l’individuo può imparare ad esprimere se stesso e a sperimentare le proprie emozioni.

La mia speranza è che andando oltre i pareri e le affermazioni negative a scredito della tecnologia, si prenda consapevolezza delle grandi opportunità che questo medium porta con sé.

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