Ricevo la seguente mail:

Sono Lella Salvemini, insegno al Liceo Classico di Molfetta, dove quest’anno, seguendo la vostra indicazione, abbiamo celebrato la Giornata mondiale della poesia con la tecnica del caviardage.
In allegato troverete una breve descrizione della Giornata e delle foto.
Ho supposto che vi potesse interessare per il sito.
Grazie.
Lella

Ho scelto di dedicare un post a questa esperienza, ricca in dettagli sia fotografici che attinenti le attività svolte. Ecco l’allegato:

Al Liceo Classico “Leonardo da Vinci” di Molfetta la celebrazione della Giornata mondiale della poesia è una tradizione. In anni passati sono stati organizzati reading all’aperto, nel tratto di strada antistante la scuola. Quest’anno, grazie al caviardage, abbiamo puntato sulla creatività degli alunni. Sono state convolte le cinque classi ginnasiali, più di cento ragazzi, inizialmente ognuna di esse seguita dal docente di Italiano, poi il tentativo di lavorare anche su testi inglesi e, addirittura latini, di altre due docenti, ambedue i tentativi rivelatisi un successo.
Nella settimana precedente il 21 marzo ogni professore ha fatto esercitare le proprie classi, dopo aver spiegato la tecnica, con la distribuzione di fogli strappati da vecchi romanzi e da testi inglesi e latini (Seneca, Lucrezio, Cicerone, Agostino).
La mattina del 21 marzo, nelle prime tre ore, ad ognuno è stata fornita una nuova pagina scritta, dei pennarelli con punta scalpello, cartoncini colorati, grandi quanto la metà di foglio A4, colla. I ragazzi si sono applicati con passione, concentrazione, anche allegria, a liberare ognuno la propria poesia, aggiungendo disegni, tratti grafici, macchie di colore sovrapposte. Mano a mano che terminavano, incollavano le pagine sui cartoncini colorati, dotati ognuno di un laccetto.
Alle ore 11, tutti si sono raccolti nell’atrio esterno alla scuola, quello che si apre sulla via centrale della città, dove nel frattempo si era già posizionata l’Orchestra del Liceo Classico: alcuni alunni hanno letto i loro componimenti, alternandosi all’esecuzione di brani musicali, tutte le poesie sono state poi legate alla cancellata esterna e lì, lette dai passanti, scelte e portate via.
Per i ragazzi è stata una esperienza di protagonismo e di espressione del sé; in un Classico le poesie si studiano, compiute e fisse sulla pagina, questa volta sono state liberate dalle pagine stesse e dall’interiorità degli alunni.
A noi docenti che monitoravamo il lavoro, incoraggiando tutti, perché ci era chiaro che non si trattava di rincorrere il bello né dei versi né della raffigurazione grafica, ma di lasciar fluire la creatività, è stato subito chiaro che il caviardage si stava trasformando in una specie di test proiettivo. Le poesie raccontavano mondi: i primi palpiti amorosi, la gelosia, la scuola, i dubbi esistenziali, il dolore di una perdita, l’amicizia, la discriminazione, la natura. Sono state un modo per rivelare quello che, per pudore, paura, introversione, molti non dicono; per noi, per cogliere tratti di personalità che altrimenti ci sarebbero rimasti oscuri.
Un’esperienza da ripetere.

Ins. Maddalena Salvemini