Gli albi illustrati: da attivatori a caviardage

Seconda parte di Giovanna Palumbo.  Hai perso la prima parte? Leggi l’articolo!

Gli albi illustrati e il caviardage utilizzano il medesimo linguaggio, quello espressivo della parola poetica e quello grafico delle illustrazioni, ma negli ultimi anni, nell’ambito del Metodo Caviardage®, si è consolidato tra di loro un rapporto ancora più concreto: gli albi illustrati sono stati spesso inseriti dai formatori e dagli insegnanti direttamente all’interno del processo relativo al MC®.

Sostanzialmente individuo due passaggi fondamentali nella successione delle fasi di lavoro legate al Caviardage, quella dell’attivazione e quella del testo che diventerà “soggetto” da caviardare. Mi spiego meglio: dalle esperienze personali e di altri esperti, emerge come gli albi illustrati possano essere parte attivante del processo che porterà poi alla produzione del testo poetico definito caviardage, oppure possono essere essi stessi testi da trasformare in pensieri poetici, nucleo focale del metodo.

Soffermandomi sull’attivazione, mi sembra interessante approfondire questo momento del processo di lavoro, attingendo anche da altre esperienze che hanno fatto delle attivazioni un momento determinante all’interno dei percorsi intrapresi1.

albi parte due

Le attivazioni, qualsiasi esse siano, sono importanti perché preparano a fare spazio fuori e dentro di sé. Rappresentano un rituale che si manifesta attraverso parole, gesti ripetuti, azioni condivise, ecc. Preparano all’ascolto, all’apertura, all’attenzione. L’attivazione comincia quando arriva il conduttore o l’insegnante. Tanti sono gli elementi a cui dare rilievo e cura per attivare un gruppo: il setting, la presenza fisica, l’impostazione del corpo, la voce, il tono, gli sguardi. Il conduttore impara ad accogliere i bisogni, tutte le energie e le incanala perché il benessere di uno sia il benessere di tutti. Attivare con gli albi illustrati significa fare una scelta delicata di valore, perché si va a lavorare sulla bellezza: gli albi sono attivatori di qualità perché sono letteratura di qualità (cit. Gabriele Clima).

L’attivazione attraverso la lettura di un albo illustrato sostituisce un’attività immaginativa, crea binari su cui riaffiora la memoria di sé, riesce ad avere presa anche su un gruppo che non si conosce, negozia significati. Il conduttore, chi legge, deve avere consapevolezza di sé per entrare e far entrare nella narrazione, deve dare spazio alla libertà mantenendo la sua presenza nell’assenza.

Per agganciare il gruppo o la classe, quindi, occorre usare ciò che si ha, il qui e ora di sé stessi, ma in modo sussurrato. Gli albi parlano di noi, del mondo che ci circonda, possono con leggerezza comunicare e decodificare ciò che spiegazioni o troppe parole potrebbero segnare in negativo. La lettura e l’osservazione dell’albo, come attivatori, fanno sì che il gruppo venga catturato dalla narrazione della voce e dalla raffinatezza delle immagini: chi ascolta può guardarsi contemporaneamente fuori e dentro, senza l’interpretazione del conduttore o dell’insegnante.

albi illustrati parte due

La lettura e la visione delle illustrazioni fanno riemergere connessioni personali in grado di trasfigurare testo e composizione grafica, traducendole in simboli che rimandano a sé: gli albi hanno un potenziale drammaturgico, conducono all’esperienza identitaria del singolo attraverso parole e immagini che ci rappresentano e che ci raccontano.

Il filo rosso tra disegni e parole per narrare e il caviardage, inteso come poesia nascosta, è solidissimo.

Con la poesia illuminata prende sostanza l’emersione e l’ampliamento del ricordo o dell’esperienza che andiamo a riconoscere nell’ascolto e nelle illustrazioni. Inconsapevolmente, attraverso le parole lette a volo d’uccello sulla pagina strappata, cerchiamo conferme di ciò che conosciamo di noi e che abbiamo assunto dalla narrazione rappresentata, ma andiamo anche alla scoperta di qualcosa di nuovo, interpretiamo pensieri e azioni, “mentalizziamo”, usiamo la nostra capacità immaginativa per generare stati mentali consci e inconsci di noi e dell’altro che poi traduciamo nelle parole poetiche del caviardage.

L’utilizzo dei testi degli albi illustrati per creare caviardage è un’altra modalità considerata dai formatori e dalla stessa Tina Festa. Sono state proposte alcune sperimentazioni sia a livello personale sia durante i laboratori. Scrivere testi poetici, illuminando le parole delle pagine degli albi illustrati, non può essere una scelta leggera da sottoporre al gruppo. Occorre meditare e pre-vedere il processo messo in atto da chi scrive per contestualizzare sia rispetto l’attivazione proposta sia rispetto il percorso esperienziale o didattico che si sta vivendo.

Due situazioni concorrono a rendere l’esperienza più profonda, le immagini e il testo il quale, negli albi, è per sua stessa natura poetico. Le illustrazioni, come abbiamo già visto, sono un attivatore intrinseco nell’albo, quindi concorrono ad una immedesimazione immediata. Il contatto con la parola, contemporaneamente, diventa molto più intimo e personale: la parola diviene ponte per mettere in relazione ciò che si è prima, dopo e mentre si attiva l’esperienza emotiva del caviardage.

Nelle mie preferenze, guidate da una progettazione mirata che tenga conto dell’utenza, del tema, dell’attivazione e degli obiettivi prefissati, c’è l’utilizzo del testo dell’albo per il caviardage separato dalle immagini: ho spesso trascritto la narrazione a parte e lasciato che ragazzi o adulti potessero realizzare caviardage o cut up senza immergersi in un’ulteriore attivazione costituita dalle illustrazioni. Questa scelta nasce dall’esigenza di fare spazio, a livello mentale, focalizzando l’immedesimazione sul sentito prodotto dalle parole della pagina ricreata: che siano le parole ad evocare e riportare a sé, senza altri intermediari. Il testo prodotto diventa narrazione altra di sé a cui può aggiungersi, in un secondo momento, una rappresentazione grafica personale.

albi illustrati

Questo non significa tradire l’opera picturebook nella sua interezza, ma andare a lavorare su uno dei due linguaggi2 che l’albo in maniera estremamente generosa può offrire.

La sperimentazione nel Metodo Caviardage® è aperta e in divenire, per questo è importante ragionare intorno agli albi e al loro potenziale, registrando i risultati dei percorsi e delle attività esperienziali e didattiche che hanno visto il loro utilizzo come momento determinante del processo. Avremo sicuramente ancora modo di parlare di esperienze e di progetti, raccogliendo proposte, osservazioni e dati utili alla nostra ricerca sul rapporto tra albi illustrati e Caviardage®.

Bibliografia

F. Batini, Leggere ad alta voce, Metodi e strategie per costruire competenze per la vita, 2019, Giunti Scuola

M. Campagnaro, M. Dallari, Incanto e racconto nel labirinto delle figure, 2013, Erickson

A. Capetti, A scuola con gli albi, 2018, TopiPittori

S. Facoetti, Appunti lezione, biennio laboratori esperienziali (ArtLab), 2015

Hamelin, Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato, 2012, Donizelli Editore

I. Bolech, M. Della Cagnoletta, D. Mondino, Arte terapia nei gruppi, Strutture, strumenti e conduzione, 2018, Carocci Faber

NOTE:

1 Penso ai laboratori di arte terapia, di teatro, di scrittura autobiografica, ecc.

2 Quando decido di lavorare solo sul testo dell’albo per renderlo pagina da caviardare, in genere uso come attivatore un altro albo (o silentbook) che sposi bene il tema trattato. A fine percorso, spesso, chiudo l’attività svelando, mostrando e leggendo l’albo utilizzato per il caviardage. Le immagini non sono mai trascurate, si tratta di scegliere come valorizzarle e renderle favorevoli al percorso ideato.

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