Scuola secondaria di I grado
Contributo scritto dalla Prof.ssa Aurora Piotto

È ormai un concetto assodato che l’attività artistica ha una funzione pedagogica ed è pertanto essenziale e obbligatoria a scuola, poiché indirizza e consolida l’emotività e il senso di identità dei giovani (Road Map per l’educazione artistica). Nel processo educativo le attività artistiche, che agiscono sulla materia in senso costruttivo per trasformarla, permettono agli studenti che le praticano di dare forma alle proprie emozioni e di mettere in comunicazione il proprio io con il mondo esterno, attivando processi percettivi (visivi, tattili, spaziali), intellettivi, emotivi e socializzanti.


La creatività è una facoltà umana propria di ciascun individuo e come tale occorre educarla e coltivarla. Definita come “la capacità di vedere e pensare la realtà in modo diverso dall’usuale e di poterla reinventare come una cosa nuova” (Paolo Gheri) essa è racchiusa, a mio parere, in ogni pagina di caviardage, perché ogni parola scelta è l’espressione più profonda di noi stessi.
Grazie a questo metodo, utilizzato come strumento espressivo creativo, gli studenti acquisiscono la capacità di combinare in modo nuovo e in forme autonome i dati provenienti dall’esperienza, usando con competenza i mezzi espressivi e le tecniche (non solo artistiche) con autentica e libera motivazione ad esprimersi e comunicare. In questa accezione la creatività, sprigionata dall’uso del Metodo Caviardage®, ha una forte valenza formativa e costituisce perciò un valido terreno su cui progettare appropriate iniziative didattiche, meglio ancora se interdisciplinari.


Pianificando le lezioni di Arte e immagine come un momento in cui “vivere” l’arte, ovvero esprimere al meglio se stessi per affrontare la vita con un atteggiamento costruttivo ed emozionante, che la riempia di significati sempre nuovi (due tra gli obiettivi principali della scuola sono lo sviluppo di autostima e senso di identità), ho scelto di usare il Metodo Caviardage® in modo costante, senza banalizzarlo, in modo da fornire agli studenti occasioni per innescare processi mentali, culturali ed emotivi (raccomandazione del consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente).


Ho inserito l’uso del Metodo Caviardage® all’inizio e/o alla fine di una UDA come “spazio mentale” che sia insieme consapevolezza e metacognizione, permettendo (anche a detta degli studenti) di coltivare senso di iniziativa, immaginazione fertile, intelligenza emozionale, valori morali, spirito critico, senso dell’autonomia e quindi libertà di pensiero e di azione.
Ricercando, di anno in anno, la lezione incisiva, efficace, capace di “attivare” classi molto numerose, in cui teoria e pratica siano in equilibrio, ho deciso di adottare anche l’utilizzo degli albi illustrati già usati costantemente durante i laboratori artistici-esperienziali che tengo presso la scuola primaria dello stesso istituto.


L’inserimento dell’albo illustrato come attivatore emotivo e cognitivo è stato l’inizio di un’ulteriore personale ricerca nella progettazione didattica. L’affinità con la pagina di caviardage è evidente: “il connubio testo e parte grafica si nota già a partire dalla tecnica base, sebbene il caviardage si ritenga già compiuto nel momento in cui nasce il pensiero poetico. A livello emotivo, le immagini che possiamo aggiungere alla pagina caviardata, creano una risonanza amplificata, dando senso alla ricerca interiore partita dalle parole” (Giovanna Palumbo).


Usati all’inizio della lezione, gli albi innescano nella classe un processo emozionale che è parte integrante dell’attività decisionale successiva e condiziona le azioni e le idee, permettendo negli studenti la riflessione e il giudizio sull’argomento trattato. Se ben progettati, possono essere una via d’accesso verso altri mondi e per questo sono molto utili all’inizio di un’attività di laboratorio, per introdurre nuovi argomenti.


Il “raccontare”, se ben fatto, trasporta l’ascoltatore in un’altra dimensione in cui vi scivola spesso in modo incosciente ed è qui che il connubio “caviardage-albi” risulta vincente perché fondamentale è la possibilità offerta dalle parole e dalle immagini di costruire un racconto che è anche visivo. Sia la pagina di caviardage, che quella di un albo, esprimono emozioni e comunicano determinati messaggi, raccontano vere e proprie storie attraverso sequenze di segni, gesti, immagini. Entrambi hanno una propria logica narrativa e possono suscitare, in chi li fruisce, effetti di grande suggestione. In molti casi, in una sola pagina, sono condensati elementi diversi che sintetizzano attraverso simboli una storia, un’esperienza di vita, un momento personale.
La lezione risulta efficace perché continui sono i richiami al vissuto degli studenti, alle loro esperienze reali e quotidiane e la loro memoria visiva è sempre sollecitata.


Come fa notare Giovanna Palumbo “partendo dall’albo, il caviardage può rilevare qualcosa che il testo non dice, qualcosa del testo che ci appartiene”. Iniziando da una pagina (che nelle mie lezioni è contestualizzata rispetto al percorso didattico intrapreso ed è, molte volte, estrapolata dagli scritti degli stessi artisti, dalle loro personali pagine di diari, di taccuini, di appunti) nascono “più letture personali, più poesie, elaborazioni del presente emotivo di ciascuno” e nelle classi, che sono composte da 27/29 alunni, la stessa pagina data ad ogni studente si trasforma in 27/29 storie diverse. Ogni lezione è un appuntamento di educazione alla bellezza, alla moltitudine dei punti di vista, alla condivisione.


Non solo la docente sceglie gli albi, ma lo fa l’intera classe, a turno; alternandosi si condividono le pagine di caviardage, si mettono in mostra come opere d’arte (una condivisione mai forzata, ma sempre incoraggiata). Ogni scelta, ogni lettura ad alta voce, ogni condivisione crea meraviglia e curiosità, entrambe emozioni che aiutano i ragazzi nel loro processo di apprendimento. La gratuità del gesto della lettura ad alta voce oltre ad essere dono, è anche creazione di relazione intima e positiva in cui fare didattica vuol dire in primis realizzazione di un ambiente di apprendimento sano e autentico (Castoldi) e rispettoso della sua naturale complessità che prende forma nella molteplicità di percorsi e alternative (Joannes).


La lezione di Arte e immagine, con l’uso degli albi illustrati e del Metodo Caviardage®, viene strutturata pensando all’apprendimento come funzionamento integrato della persona “nel suo complesso”, che contiene i pensieri, le sensazioni, le percezioni e i comportamenti. Si tiene conto di tutto questo quando si progetta una UDA con l’inserimento di un’esperienza di caviardage perché è fondamentale pre-vedere il processo messo in atto dallo studente che cerca a volo d’uccello le parole nella pagina data e che, nel farlo, vive un hic et nunc che molte volte sorprende, lascia un senso di benessere interiore, ma può anche spaventare a causa del coinvolgimento emotivo che lo studente sente e percepisce in prima persona.
Dalle esperienze precedenti (lavoro singolo o a coppie) emerge l’inclusività del metodo, che non richiede l’invenzione delle parole, ma la loro ricerca e scelta in un testo già pronto. Anche se la materia che insegno prevede l’uso del linguaggio visivo, questo viene dopo la produzione del testo, del pensiero poetico che è sempre introspettivo; le immagini si aggiungo in un secondo momento per dare enfasi alle singole parole scelte e con esse creare una storia altra a quella già scritta nella pagina data dall’insegnante. Il filo rosso tra disegni e parole, imprescindibile nell’albo illustrato, diventa con il Metodo Caviardage® materia di studio e apprendimento attivo.


BIBLIOGRAFIA

  • M. Campagnaro, M. Dallari, Incanto e racconto nel labirinto delle figure. Albi illustrati e relazione educativa, 2013, Erickson A. Capetti, A scuola con gli albi, 2018, TopiPittori
  • M. Castoldi, L’arte della progettazione didattica, 2009, Franco Angeli
  • T. Festa, Trovare la poesia nascosta, 2019, Edizione La Meridiana
  • P. Gheri, L’arte fa bene, 2010, Edizioni Conoscenza
  • Hamelin, Ad occhi aperti. Leggere l’albo illustrato, 2012, Donizelli Editore
  • G. Paumbo, L’uso degli albi illustrati nel Metodo Caviardage®
  • M. Pellerey, Dirigere il proprio apprendimento, 2006, La Scuola
  • Road Map per l’educazione artistic, Conferenza mondiale sull’educazione artistica: sviluppare le capacità creative per il XXI secolo, Lisbona, 6-9 marzo 2006

Contributo scritto dalla Prof.ssa Aurora Piotto