Visite e percorsi esperienziali con il Metodo Caviardage®

Del corso di certificazione che ho frequentato nel 2018 per diventare insegnate in Metodo Caviardage® conservo tanti preziosi ricordi: la ricchezza delle persone che ho incontrato, l’emozione della scoperta, le atmosfere, i suoni, i colori e i sapori della città di Matera.
E tante volte mi sono fermato a pensare quanto potesse essere forte il legame tra la magia del MC e quella della sua città natale.
L’esperienza più emozionante di quei tre giorni è stata anche una risposta a questo mio pensiero: una visita guidata dei Sassi, dalla parte alta alla zona più nascosta, fino a scendere nelle viscere di una di quelle che fino a mezzo secolo fa erano state le tipiche abitazioni materane.

È stata un’emozione unica, che abbiamo potuto poi “fermare” sulla pagina di un libro con il Caviardage.

Nel mio continuo curiosare tra le varie possibili applicazione del Metodo, sono riuscito recentemente anche a partire con un progetto di turismo esperienziale con il Metodo Caviardage®. Costruito in collaborazione con il blog tuqui.it, ponte ci collegamento comunicativo e organizzativo tra l’utilizzo del Metodo e gli interessi più prettamente turistici dei luoghi da visitare, il progetto è partito da un presupposto semplice: fissare in poesia ed immagini le emozioni vissute dai turisti durante visite esperienziali (guidate o meno), come già sperimentato
da Tina in varie occasioni e con noi quel giorno a Matera.

L’abbiamo chiamato “Umbria poesia nascosta” e per ora abbiamo proposto due varianti di visita esperienziale: una a metà tra il trekking naturalistico e urbano, ed una museale. In concreto ogni evento si è strutturato in tre parti: un’introduzione veloce al Metodo curato da me ed un primo approccio ad esso; la passeggiata o visita guidata; la creazione del Caviardage ispirato dalle emozioni vissute.

I primi due eventi hanno riscosso un buon successo ed hanno soprattutto confermato l’efficacia dell’idea. I partecipanti si sono prima lasciati incuriosire o stupire dal Metodo, poi si sono lasciati trasportare dalla passeggiata o dai racconti delle guide museali, e infine si sono immersi ognuno nella sua pagina, per tirare fuori emozioni, parole e anche colori evocati dalle esperienze appena vissute.

Nella maggior dei casi è sembrato evidente il legame tra l’esperienza e i componimenti, sia dal punto di vista poetico che cromatico, e per questo le opere sono diventate non solo un prezioso ricordo per i partecipanti ma anche una risorsa comunicativa per i luoghi visitati: nel caso della visita al Palazzo della Penna di Perugia, le opere che è stato possibile fotografare, sono diventate anche un biglietto da visita da utilizzare nella comunicazione social del museo stesso.

Nei prossimi mesi il progetto continuerà a crescere, con nuove visite (museali e non) alla scoperta dei particolari più nascosti ed emozionanti che ogni luogo custodisce, cercando il bello che è in noi e intorno a noi con la magia del Metodo Caviardage®.

CONTRIBUTO SCRITTO DA RICCARDO RUSPI. SCOPRI LA SCHEDA DEL FORMATORE CERTIFICATO. 

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